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Elezioni, Pedone torna all’attacco: “Altro che illazioni, l’inciucio a Cividate è nei voti in Consiglio”

Il candidato della lista «Prima Cividate» torna sul tema del presunto accordo tra Niola Moioli e il sindaco Forlani

Elezioni, Pedone torna all’attacco: “Altro che illazioni, l’inciucio a Cividate è nei voti in Consiglio”

La campagna elettorale a Cividate si infiamma nuovamente. Dopo le polemiche delle scorse settimane legate alle dimissioni della vicesindaca Giovanna Pagani e alla nascita della lista civica guidata da Nicola Moioli insieme agli assessori uscenti Sara Belotti ed Edoardo Raimondi, torna a farsi sentire con toni duri Mauro Pedone, candidato sindaco della lista “Prima Cividate”.

L’inciucio

Mauro Pedone ribadisce la propria lettura della situazione politica cittadina, parlando apertamente di un “inciucio” tra maggioranza e opposizione che, a suo dire, sarebbe ormai evidente nei fatti.

“Trovo ridicolo che l’esponente della minoranza consiliare menzioni imprecisate attività di opposizione e che per giustificare l’inciucio con la maggioranza ricorra al verso così fan tutti, cercando di condividere questa colpa con chi, come me, sta cercando di costruire un nuovo e autonomo progetto politico – afferma – Da libero cittadino, che non fa parte né della coalizione di maggioranza né di quella di opposizione, non posso essere parte attiva in nessun inciucio”.

Minoranza assente

Parole che segnano un nuovo capitolo nello scontro politico che sta caratterizzando la fase pre elettorale. Pedone punta il dito soprattutto contro il comportamento della minoranza guidata da Moioli in consiglio comunale, sostenendo che le votazioni degli ultimi anni dimostrerebbero una sostanziale convergenza con la maggioranza amministrativa.

“Se guardiamo i fatti e in particolare le delibere di Consiglio comunale dove ogni consigliere può votare a favore, contrario o astenersi, è lampante questo inciucio», sostiene. Tra gli esempi citati dal candidato sindaco c’è la delibera n. 49 del 23 dicembre 2025 sull’addizionale comunale Irpef. «In quell’occasione – spiega – è stata approvata l’aliquota dello 0,6% per i redditi da 15mila a 50mila euro e dello 0,8% per i redditi oltre i 50mila euro, che rappresenta il massimo previsto dalla norma. Eppure, la minoranza ha votato a favore. Tutto normale?”.

La questione tasse

Pedone richiama poi anche altre votazioni: l’approvazione delle tariffe. Tari con la delibera n. 10 del 15 aprile 2025 e il Piano per il diritto allo studio approvato con delibera n. 30 del 9 settembre 2025.

“Anche in questi casi la minoranza ha votato a favore o si è limitata ad astenersi osserva – facendo scorrere le delibere di Consiglio comunale, nella stragrande maggioranza dei casi la minoranza ha votato con la maggioranza. Questa è statistica, non illazioni. Se per Moioli fare politica è agire come ha fatto finora, invito i cittadini a prenderne atto e a riflettere sulla trasparenza e correttezza di queste azioni. I cittadini sono disposti a sostenere un modello di politica simile per il futuro di Cividate?». Pedone rivendica invece un approccio diverso per la sua lista. «Per “Prima Cividate” l’open government è un obiettivo prioritario – conclude –. Affronteremo serenamente la campagna elettorale perché non abbiamo nulla da nascondere e nemmeno obiettivi diversi dal buon governo”.