Il caso del biogas finito sotto inchiesta a Chiari arriva anche in Consiglio comunale a Calcio, dove il gruppo di minoranza “Insieme si può” ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’amministrazione guidata dal sindaco Marco Gazzaniga in merito ai presunti sversamenti di digestato provenienti da un impianto situato nel vicino territorio di Chiari.
L’indagine
Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da diverse notizie di cronaca, l’indagine giudiziaria riguarderebbe la gestione di un impianto di produzione di energia da biogas e un presunto smaltimento illecito di grandi quantità di liquami e digestato su terreni agricoli distribuiti tra più Comuni della zona. Tra questi, sempre secondo le informazioni circolate, figurerebbe anche Calcio. Una prospettiva che ha sollevato interrogativi e preoccupazioni, soprattutto in relazione ai possibili effetti sull’ambiente e sulla salute pubblica. Da qui la decisione dei consiglieri di minoranza di presentare un’interrogazione formale per chiedere se il Comune abbia ricevuto comunicazioni ufficiali da parte degli enti competenti — come ARPA Lombardia, ATS Bergamo, Provincia o Regione — e se siano stati effettuati controlli sui terreni o sulle falde del territorio comunale. Tra i punti sollevati anche l’eventuale individuazione di terreni coinvolti nello spandimento e le azioni che l’amministrazione intende adottare per tutelare l’ambiente e la popolazione.
Interrogazione in Consiglio
Nella risposta ufficiale all’interrogazione, il sindaco Marco Gazzaniga ha ricostruito il contesto tecnico e normativo della vicenda, spiegando che il procedimento penale riguarda un periodo compreso tra il 2021 e il 2024. Negli impianti a biogas alimentati da reflui zootecnici, infatti, il processo di digestione anaerobica produce oltre al gas anche il cosiddetto digestato, un sottoprodotto destinato allo spandimento agronomico sui terreni. La contestazione oggetto dell’indagine riguarderebbe, in particolare, il presunto mancato funzionamento di un sistema di abbattimento dell’azoto — il cosiddetto impianto SBR — che avrebbe potuto determinare una concentrazione di azoto superiore a quella dichiarata. Una situazione che, se confermata, potrebbe comportare un aumento del carico di nitrati nei terreni agricoli e potenzialmente anche nelle acque superficiali o sotterranee. Tuttavia, ha precisato il primo cittadino, per valutare eventuali effetti concreti sul territorio è necessario fare riferimento ai dati dei sistemi di monitoraggio ambientale. Proprio su questo punto l’amministrazione ha sottolineato come in Lombardia il controllo sui nitrati sia particolarmente capillare. ARPA Lombardia effettua ogni anno migliaia di campionamenti sulle falde e sui corsi d’acqua, con particolare attenzione alle aree classificate come zone vulnerabili ai nitrati, come la pianura bergamasca.
La situazione a Calcio
L’ultimo rapporto disponibile, relativo al 2024 e pubblicato nel 2025, evidenzierebbe una situazione complessivamente stabile, con la grande maggioranza dei campioni ben al di sotto della soglia di 50 milligrammi per litro prevista per le acque destinate al consumo umano. Analoghe rassicurazioni arriverebbero anche dai controlli sull’acqua potabile. Nel territorio comunale il servizio idrico è gestito da Uniacque, che effettua periodici campionamenti sulla rete di distribuzione, ai quali si affiancano le verifiche di ATS Bergamo. Complessivamente vengono eseguiti circa una dozzina di controlli ogni anno, comprensivi dell’analisi dei nitrati. Secondo quanto riferito dal sindaco, non sarebbero mai state rilevate non conformità né nel periodo oggetto dell’indagine né negli anni successivi. Alla luce di questi dati, ha spiegato Gazzaniga, il Comune non ha ricevuto segnalazioni ufficiali di criticità ambientali da parte degli enti competenti e non sono emersi presupposti per avviare controlli straordinari autonomi. L’amministrazione, ha aggiunto, resta comunque disponibile a collaborare con gli organismi tecnici qualora emergano nuovi elementi o vengano richiesti ulteriori accertamenti.