di Sharon Vassallo
Nuova settimana, nuova intervista. Il Giornale di Treviglio, Romanoweek e Cremascoweek tornano in campo per una partita importante: dare lustro al calcio locale, alle società che lo promuovono e alla passione di chi lo gioca. E anche voi, cari lettori, ora potrete giocare e votare per eleggere il vostro e nostro “Pallone d’Oro”. Scopri qui come partecipare e sostenere il tuo campione, ma intanto iniziano a conoscere più da vicino i nostri iscritti.
Thomas Rozzoni, lo stopper di Fontanella che sogna Maldini
Thomas Rossoni, 14 anni, difensore centrale della Pro Palazzolo, originario di Fontanella (Bergamo) è un giovane calciatore che sta costruendo il suo percorso con impegno e determinazione. Anche per lui inizia la sfida per il nostro “Pallone d’oro”, ma prima conosciamolo più da vicno.
Quando nasce la tua passione per il calcio e da quanto tempo giochi?
“Ho iniziato a sei anni, quando i miei genitori mi hanno iscritto alla squadra del mio paese. A casa giocavo sempre con il pallone e da lì hanno capito subito che per me non sarebbe stato solo uno sport, ma una vera passione”.
Quando è diventato qualcosa di più che un gioco?
“In realtà mi è sempre piaciuto, ma è diventato una vera passione circa due anni fa, quando è arrivata la prima grande occasione per me. Da quel momento ho capito che il calcio poteva diventare qualcosa di davvero importante nella mia vita”.
Racconta…
“Due anni fa, quando giocavo nella Soncinese, sono stato chiamato dalla Cremonese e poi, qualche mese dopo, anche dall’Albino Leffe. In quel momento ho capito che avevo del potenziale e che potevo dare tanto”.
Chi sei fuori dal campo?
“Fuori dal campo sono un ragazzo calmo, generoso e simpatico con gli amici. Sono anche studioso, perché scuola e calcio devono andare di pari passo. Cerco sempre di essere educato sia dentro che fuori dal campo, con lo staff, con le persone e con i miei amici”.
Come riesci a conciliare allenamenti, partite e scuola?
“Cerco sempre di organizzarmi al meglio. I miei genitori mi aiutano molto e ormai da anni riesco a conciliare scuola, allenamenti e anche un po’ di tempo libero per staccare la testa”.
Il ruolo che ricopri è stata una tua scelta o una decisione dell’allenatore?
“Da piccolo ho ricoperto tanti ruoli: attaccante, centrocampista… Poi è arrivato un mister che ha trovato il mio ruolo definitivo, quello di difensore centrale. Da lì ho capito che era il ruolo giusto per me e che anche un intervento difensivo fatto bene può dare tanta soddisfazione, non solo il gol”.
C’è un giocatore di Serie A a cui ti ispiri?
“Mi ispiro molto a Paolo Maldini. Non solo perché è uno dei difensori più forti della storia, ma anche per i valori che rappresenta: professionalità, leadership, rispetto e costanza”.
C’è una persona che è stata particolarmente importante nel tuo percorso?
“Sicuramente la mia famiglia. In particolare mio nonno paterno, mio papà e mia mamma mi hanno sempre seguito, portandomi agli allenamenti e alle partite. Anche i mister sono importanti: da ognuno cerco sempre di imparare qualcosa”.
Qual è il tuo sogno nel cassetto dentro e fuori dal campo?
“Dentro al campo il sogno è diventare un calciatore professionista, possibilmente ai massimi livelli, magari in Serie A o anche all’estero. Fuori dal campo voglio continuare a studiare: frequento il liceo scientifico e nei prossimi anni vorrei scegliere l’università e costruirmi anche un futuro fuori dal calcio”.
Che consiglio daresti a un bambino che vuole iniziare a giocare a calcio oggi?
“Gli direi di non arrendersi mai e di non mollare. Non è mai troppo tardi per iniziare e la cosa più importante è avere costanza. Il calcio deve essere una passione, non un obbligo”.
Perché i nostri lettori dovrebbero votarti come “Pallone d’Oro”?
“Sinceramente non mi piace chiedere voti. Per me essere stato scelto per questa intervista è già un grande onore. Cerco sempre di dare tutto sia in allenamento che in partita e di essere un compagno che aiuta gli altri, soprattutto nei momenti difficili. Per me la cosa più importante è migliorare ogni giorno sia come giocatore che come persona”.