Il 29 marzo

Dopo tre anni di stop, a Treviglio torna la Rievocazione storica del Miracolo

Due le novità: l'anteprima del sabato sera e l'avvio della manifestazione da piazza Cameroni

Dopo tre anni di stop, a Treviglio torna la Rievocazione storica del Miracolo

Dopo tre anni, a Treviglio torna la rievocazione storica del Miracolo. Con alcune importanti novità. L’evento, in programma per domenica 29 marzo 2026 (il 12 aprile successivo in caso di maltempo), con un’anteprima la sera precedente, è stato presentato mercoledì ieri, mercoledì 11 marzo 2026 in sala consigliare dal sindaco Juri Imeri e dal presidente della Pro loco, Stefano Cerea. Si tratta della 19esima edizione della manifestazione, da quando 30 anni fa venne lanciata per la prima volta.

Rievocazione del Miracolo: le novità

La novità principale di questa edizione della Rievocazione del Miracolo è che sabato 28 marzo, dalle 21, si terrà “Miracol si grida… l’attesa”. Nel chiostro delle Agostiniane e nella Cappella del Miracolo verrà ricordato il terrore che gli abitanti di Treviglio dell’epoca vissero in attesa dell’assedio minacciato dai francesi. Per l’occasione ci saranno anche delle figuranti che impersoneranno delle suore che con le loro preghiere chiederanno la grazia da parte della Madonna.

“E’ la prima volta che facciamo questa sperimentazione – ha sottolineato Cerea – L’obiettivo è quello di renderlo un appuntamento fisso per le prossime edizioni. Sino alle 23 ci saranno ingressi contingentati nella Cappella e il tutto sarà accompagnato da musiche e letture”.

L’altra novità di questa edizione è che le scene iniziali della rievocazione si terranno in piazza Cameroni e non in piazza Insurrezione come in passato. “Abbiamo deciso di cambiare perché a nostro avviso è un luogo più raccolto e quindi più gestibile”, ha chiarito Stefano Cerea.

Il programma

Il programma prevede sin dal mattino, la presenza di figuranti in abiti d’epoca che animeranno il centro storico, tra duelli, danze e scene di vita del ‘500. Alle 14.30, quattro gruppi di figuranti presidieranno le storiche quattro porte della città: Porta Zeduro (via Roma, via Battisti), Porta Torre (piazza del Popolo, via Galliari), Porta Filagno (piazza Insurrezione) e Porta Nuova (via Battisti/Via San Martino). Alle 15.20 i quattro cortei muoveranno verso piazza Garibaldi. Da qui, tutti insieme, proseguiranno fino a piazza Cameroni, dove avrà inizio l’animazione con i popolani, il generale Lautrec a cavallo e Barnabò Visconti. La rievocazione avrà poi come scenario il Palazzo Comunale in Piazza Manara, da dove Monsignor Serbelloni (interpretato dall’artista Bruno Manenti) e i quattro consoli della città (due dei quali interpretati dal presidente del Consiglio comunale Andrea Cologno e dall’artista Battista Mombrini) chiederanno perdono a Lautrec. Il generale francese riceverà qui la notizia del dipinto della Madonna piangente e, proprio in piazza del Santuario, si terrà l’atto finale, con Lautrec che deporrà l’elmo e la spada e risparmierà la vita dei trevigliesi.

Il caso degli abiti

Sarà un grande evento, con circa un centinaio di figuranti che hanno dato la loro disponibilità a indossare gli abiti d’epoca messi a disposizione dalla Pro Loco. Proprio su questi ultimi, il presidente Cerea ha voluto rassicurare che gli abiti per i nobili sono stati alla fine recuperati. Un paio di settimane fa, infatti, era trapelata la notizia che il “Gruppo Folkloristico Bartolomeo Colleoni” di Martinengo, associazione che tradizionalmente forniva gli abiti per la rievocazione, aveva comunicato che per questa edizione non avrebbe potuto onorare l’impegno. Un fulmine a ciel sereno per la Pro Loco che, in fretta e furia ha dovuto cercare un piano B.

“Ci siamo subito attivati – ha spiegato Cerea e abbiamo trovato la disponibilità dell’Accademia Medioevale di Corneliano Bertario e della Pro Loco di Covo. Una trentina di abiti, perlopiù di popolani e religiosi sono di nostra proprietà, quindi alla fine siamo riusciti a organizzare la rievocazione come volevamo”.

Nel frattempo la stessa associazione di Martinengo ha però precisato di non aver, in realtà, affatto negato il prestito alla Pro loco trevigliese: il mancato accordo sarebbe derivato da un corto circuito tra una richiesta mai evasa di una mail formale da parte dei colleghi trevigliesi, contenente un elenco preciso dei capi necessari, e il poco tempo a disposizione per organizzare la sfilata.

L’appello

Rievocazione

A seguito dell’episodio, Cerea ha però voluto lanciare un appello.

“Dopo 30 anni che mettiamo in scena la rievocazione – ha detto il presidente della Pro loco – è forse giunto il momento che la comunità si attivi per far sì che questi abiti vengano acquistati, in modo da non doveri chiedere altrove, evitando problemi come quello avvenuto quest’anno, che rischiava di ridimensionare l’evento. La Pro loco fa già la sua parte, così come l’Amministrazione comunale. Spero il che il territorio faccia altrettanto”.

Parole condivise anche dal sindaco Juri Imeri, che ha poi voluto sottolineare l’importanza di un evento come la rievocazione storica.

“Già con la festa per la Madonna delle Lacrime ne abbiamo avuto la conferma – ha sottolineato il primo cittadino – In città c’è grande partecipazione e devozione per questa ricorrenza e sono sicuro che anche il 29 marzo sarà lo stesso. Sarà l’ennesimo bel weekend che vivremo in città”.