Un anno fa l’arresto e il patteggiamento per persecuzioni e minacce ai familiari. Nelle ultime settimane la donna avrebbe ripreso i comportamenti vessatori: il Tribunale di Bergamo dispone i domiciliari.
I fatti di un anno fa: minacce e persecuzioni ai genitori
Era già finita al centro delle cronache locali circa un anno fa la vicenda della dipendente del Comune di Barbata accusata di aver perseguitato i propri genitori. All’epoca la donna, residente a Calcio, si recava ripetutamente sotto l’abitazione dei familiari a Covo, dove veniva vista dai vicini mentre urlava, minacciava e imprecava. In alcune occasioni avrebbe anche danneggiato l’ingresso della casa, arrivando a distruggere il citofono e a presentarsi con un bastone. Di fronte a una situazione divenuta ormai ingestibile, i genitori decisero di rivolgersi ai carabinieri della stazione di Romano. Nel novembre dello scorso anno alla donna venne notificato il divieto di avvicinamento ai familiari, con l’obbligo di mantenere una distanza minima di 500 metri. La sera stessa, tuttavia, la dipendente comunale si sarebbe presentata nuovamente sotto casa dei genitori, violando il provvedimento e venendo arrestata in flagranza dai militari. La vicenda giudiziaria si concluse poi con un patteggiamento, che aveva di fatto chiuso il procedimento penale relativo a quei fatti.
Nuove persecuzioni nelle ultime settimane
Nonostante la definizione del primo procedimento, secondo quanto emerso la situazione non si sarebbe risolta. Nelle ultime settimane la donna avrebbe infatti ripreso i comportamenti persecutori nei confronti dei genitori, tornando a minacciarli e a presentarsi nei pressi della loro abitazione. Preoccupati per l’escalation della situazione, i genitori si sono nuovamente rivolti ai carabinieri della stazione di Romano di Lombardia, denunciando i nuovi episodi. I militari hanno quindi avviato una nuova attività investigativa per verificare quanto stesse accadendo e raccogliere gli elementi utili a ricostruire i fatti.
L’ordinanza del Tribunale: disposti gli arresti domiciliari
Al termine degli accertamenti, la situazione è stata portata all’attenzione dell’autorità giudiziaria. Il Tribunale di Bergamo ha quindi emesso nei confronti della dipendente comunale un’ordinanza di custodia cautelare, ritenendo sussistenti i presupposti per una nuova misura restrittiva per il reato di atti persecutori. Nei giorni scorsi i carabinieri hanno eseguito il provvedimento: la donna è stata raggiunta dalla misura cautelare degli arresti domiciliari. Secondo quanto disposto dal giudice, la misura si è resa necessaria per evitare il ripetersi di ulteriori episodi nei confronti dei familiari. La vicenda torna così sotto la lente della magistratura, a distanza di circa un anno dai primi fatti che avevano portato all’arresto della dipendente comunale.