Sicurezza

Truffe agli anziani, dalla Polizia locale un vademecum per difendersi

La guida stilata dagli agenti affronta, caso per caso, le fattispecie che i malviventi mettono in atto e spiega come ci si deve comportare per non venire raggirati

Truffe agli anziani, dalla Polizia locale un vademecum per difendersi

Un vademecum, una guida semplice e intuitiva con consigli da mettere in pratica per difendersi dalle truffe che, sempre più spesso, i malviventi mettono in atto contro le persone più “fragili”, gli anziani: l’hanno stilata gli agenti della Polizia locale di Casirate e Arzago per dare un aiuto a difendersi a tutti i cittadini.

Truffe agli anziani, ecco il vademecum della Polizia locale

Soggetti “fragili”, persone anziane che spesso vivono sole: sono loro, sempre di più, le vittime designate dai malviventi e dei nuovi (e vecchi) sistemi per truffarli e sottrarre loro denaro contante, gioielli e preziosi. I risparmi di una vita, per i più. Per contrastare il fenomeno in modo preventivo la Polizia locale di Casirate e Arzago ha stilato un vademecum, una semplice ma efficace guida dedicata alle persone anziane con suggerimenti su come comportarsi di fronte a situazioni come raggiri telefonici, piuttosto che “visite” di sedicenti tecnici delle società di gas, luce e acqua, telefonate ingannevoli da parte di falsi istituti bancari, ma anche truffe che vengono perpetrate in strada o attraverso internet.

Le quattro “regole d’oro”

La guida si apre con le quattro “regole d’oro” che ciascuno, soprattutto le persone anziane, dovrebbero sempre tenere presente a attuare: porta di casa chiusa, non aprire mai a sconosciuti che suonino al proprio campanello; niente soldi o gioielli, tenere conto che le forze dell’ordine, quelle vere, non chiedono mai denaro o preziosi quanto intervengono; niente codici, quindi mai diffondere o condividere al telefono password, Pin o codici personali; stop all’urgenza, se qualcuno ci mette fretta, infatti, è quasi sempre una truffa. Nel caso di un contatto telefonico, la frase da ricordare e utilizzare è semplice: “Aspetti un attimo, verifico e richiamo io”.

Truffa del finto carabinieri o finto avvocato

Tra le truffe che posso avvenire sia tra le mura domestiche che telefonicamente, ai danni di soggetti “fragili” c’è quella del finto carabiniere o del finto avvocato. Un malvivente contatta la vittima dicendole che un figlio o un nipote ha avuto un incidente o è stato arrestato; chiedono soldi subito per “spese legali” o “cure mediche” e, successivamente, mandano a casa qualcuno a ritirare contanti e gioielli. In questi casi il suggerimento è di chiudere subito la chiamata, contattare il parente al suo vero numero (di casa o cellulare) per una verifica e, se i truffatori insistono, chiamare il “112”. Perché, è giusto ricordarlo, i carabinieri veri non chiedono mai soldi per aiutare i cittadini.

Truffa del finto nipote o finto parente

Contattano persone anziane al telefono dicendo: “Zia/zio mi riconosci?” oppure “Indovina chi sono?”, poi lasciano che siano le vittime a dire il nome del nipote o del parente e, a quel punto, si inventano un urgenza per la quale chiedono soldi. Come comportarsi in questi casi? Mia dire nomi di parenti al telefono. Fare all’interlocutore domande precise come: “Come ti chiami? Dove abiti?”. Chiusa la comunicazione, contattare il parente al numero di telefono già salvato nella memoria del telefono.

Truffa dei falsi tecnici di gas, luce e acqua

Si presentano alla porta delle loro vittime indossando pettorine e tesserini, ovviamente falsi, dicendo che c’è un problema urgente da risolvere e, una volta carpita la fiducia della o delle persone anziane, entrano in casa, distraggono i proprietari e vanno a caccia di soldi o preziosi. Per contrastare la truffa dei falsi tecnici le regole sono: mai far entrare nessuno che non abbia un appuntamento; chiamare la compagnia in questione ai numeri che si trovano sulla bolletta, non da quelli eventualmente forniti dai (finti) tecnici; se sono già entrati in casa, chiamare subito il “112”. Ricordando che le aziende che gestiscono le reti avvisano sempre prima di un uscita con comunicazioni scritte.

False chiamate dalla banca

Ci sono poi malviventi che contattano le loro vittime al telefono fingendosi la banca, utilizzando anche un numero che verosimilmente potrebbe essere giusto, chiedendo al cliente codici, password o di fare operazioni urgenti. Lo scopo è quello di rubare soldi dal conto corrente. Come proteggersi? Mai dare codici o password al telefono. Chiudere la chiamata e contattare la propria banca ad un numero certo, come quello che si trova sui documenti di carte di credito o bancomat o sugli estratti conto. Nel caso siano stati forniti codici, Pin o password al telefono a possibili truffatori, bisogna contattare la banca chiedendo di bloccare le operazioni sul proprio conto.

Fuori casa: truffa dello specchietto (in auto)

E’ una delle truffe più “classiche” quando ci si trova alla guida di un’auto, tanto più pericolosa se viene perpetrata ai danni di un soggetto anziano. Si avverte un colpo sulla macchina e qualcuno vi ferma sostenendo che gli avete rotto lo specchietto. La richiesta, spesso con toni aggressivi, è di avere subito soldi in contanti per riparare il (supposto) danno. Cosa fare? Chiudersi nell’abitacolo, suggeriscono gli agenti, tenendo chiusi anche i finestrini e contattare subito la Polizia locale o chiamare il “112” segnalando quanto accaduto.

Fuori casa: bancomat truccato

I malviventi sono pronti a truffare i cittadini, a maggior ragione se anziani e meno avvezzi alla tecnologia, anche sfruttando gli sportelli bancomat. Come? Utilizzando apparecchi per “clonare” il numero della carta, oppure bloccando lo sportellino dove escono le banconote. Come comportarsi, quindi? Verificare, prima di utilizzarlo, che lo sportello sia pienamente funzionante. Coprire, mentre si digita il codice segreto, il tastierino dello sportello. In caso i soldi non vengano erogati, restare sul posto e contattare l’assistenza o il “112”.

Cellulari e internet: truffe con sms ed e-mail false

La truffa “striscia” anche via web o sugli smartphone, attraverso sms e mail false. Arrivano messaggi o mail che sembrano della banca, delle poste o di un corriere (spesso usando loghi molto simili, se non identici, a quelli dei soggetti utilizzati per il raggiro) chiedono di cliccare su un link o fornire i propri dati. Sono escamotage per rubare informazioni personali e soldi. In questi casi, mai cliccare su link arrivati da messaggi o mail sospette e non rispondere fornendo dati personali. Se il link viene cliccato per sbaglio, contattare immediatamente la propria banca.

Cellulari e internet: la truffa dei falsi amici

L’utilizzo dei social network o delle app di messaggistica ormai si è ampliato anche ai soggetti “Over”. Il truffatore contatta la vittima sui social fingendo interesse (anche romantico) e dopo un po’ che la conoscenza si approfondisce, può arrivare a chiedere soldi per finte emergenze, arrivando persino a minacciare la vittima di pubblicare conversazioni private. Le precauzioni da adottare in questi casi sono: mai mandare soldi a persone conosciute solo online. Non condividere con loro foto o informazioni troppo personali. In caso il truffatore si faccia insistente, parlarne subito con i propri familiari.

Se si viene truffati (o lo si sospetta) parlarne ai familiari denunciare

Ma cosa fare, nell’immediato, se si ha il dubbio o peggio la certezza di essere caduti vittime di una truffa. La Polizia locale suggerisce di interrompere subito la comunicazione che sia al telefono, al citofono o alla porta di casa. Non fare operazioni o pagamenti. Chiamare un familiare di fiducia e spigargli la situazione. Contattare il “112” (emergenze e carabinieri, “113” per la Polizia di Stato), la Polizia locale di Casirate e Arzago (per segnalazioni non urgenti) o la propria banca nel caso siano stati forniti a terzi i propri dati bancari. E, più in generale, il vademecum della Polizia locale si chiude con un invito ai cittadini più “fragili”: “non vergognatevi, i truffatori sono abili e ingannano tutti; parlate, raccontare aiuta a proteggere anche altri; denunciate, solo in questo modo si posso fermare i truffatori; infine, meglio una chiamata in più che una truffa subita”.