La scuola di Vidalengo, frazione di Caravaggio, rischia di chiudere i battenti a causa dei pochi alunni iscritti alla classe prima per l’anno prossimo. Tuttavia i genitori sono pronti a dare battaglia per quello che ritengono un baluardo da salvare per il bene della comunità e un modello scolastico a misura di bambino da promuovere, non da cancellare. “Non vogliamo fare la fine di Badalasco” hanno detto.
L’anno scorso la chiusura era stata scongiurata
Il problema della scarsità delle iscrizioni non è nuovo, si era già presentato l’anno scorso, ma con un escamotage l’emergenza era rientrata.
“Vidalengo resiste, per ora ci siamo ma la classe prima conta solo 13 bambini – aveva affermato la dirigente Francesca Polidori, fresca di nomina – il rischio di chiusura permane. Sono emerse delle nuove proposte ma forse quello che penalizza il plesso sono le 24 ore settimanali: per le esigenze dei genitori che lavorano entrambi è difficile gestire i bambini il pomeriggio. Il problema è che la modifica del tempo scuola passa da una procedura lunga e complessa, in quanto il cambiamento dell’orario scolastico incide sul numero degli insegnanti e non è detto che l’autorizzazione venga concessa, anche perché a livello nazionale è in atto un taglio importante degli insegnanti”.
Parole che avevano allarmato e turbato le famiglie, per nulla d’accordo con la sua analisi. Alla fine il peggio era stato scongiurato solo perché l’organico del corpo docenti concesso dall’Ufficio scolastico territoriale viene conteggiato sul totale degli alunni dei tre plessi, che supera le 1.200 unità, quindi gli insegnanti non erano mancati.
Niente prima a settembre?
A distanza di un anno il “bubbone” sembra sul punto di esplodere: la speranza di mantenere aperto il plesso sembra ridotta al lumicino, perché con soli sette iscritti la dirigente lunedì 2 marzo ha convocato i genitori per invitarli a spostare i figli altrove.
“Una decisione di cui non era al corrente nemmeno il sindaco Claudio Bolandrini e, non appena sono state informate, le famiglie degli alunni che frequentano la scuola si sono subito mosse con una mail-bombing per far cambiare idea alla dirigente – hanno raccontato alcuni genitori del plesso – Quest’ultima ha quindi organizzato una videoconferenza, il giorno dopo, martedì 3, e con toni più concilianti ha spiegato di aver preso contatto con l’Ufficio scolastico territoriale per trovare una soluzione: si ipotizza una pluriclasse. Ha convocato un’altra riunione per martedì 10 marzo alle 17,30, vedremo…”.
Una lettera aperta a difesa della scuola
I genitori intanto hanno scritto una lettera aperta “a difesa di una piccola scuola di frazione” per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema.
“Quest’anno le iscrizioni alla classe prima della scuola primaria di Vidalengo sono sette – si legge nel testo – Un numero piccolo, certo, ma non insolito per una scuola di frazione. Eppure, invece di essere considerato un punto di partenza su cui costruire il futuro della scuola, questo dato è stato subito trattato come un problema da eliminare. Le famiglie dei bambini iscritti sono state infatti contattate dalla dirigente scolastica con l’invito a cancellare l’iscrizione, perché con un numero così ridotto di alunni – è stato detto – la classe non sarebbe stata attivata. Una comunicazione arrivata direttamente ai genitori, senza che il sindaco fosse stato informato preventivamente, infatti è venuto a conoscenza della situazione solo grazie alla segnalazione di una famiglia. È comprensibile che un episodio simile abbia generato sconcerto e preoccupazione. Perché quando si parla di una scuola di frazione non si parla soltanto di numeri o di tabelle ministeriali: si parla di una comunità, di famiglie, di bambini e di un presidio educativo che rappresenta molto più di un semplice edificio scolastico. Nei giorni successivi è stata proposta ai genitori una soluzione alternativa: una pluriclasse con la futura terza. Ma giustamente anche alcune insegnanti hanno espresso perplessità su questa ipotesi, sottolineando le difficoltà didattiche di unire bambini con età ed esigenze molto diverse: ‘Se fossero state una prima e una seconda sarebbe stato diverso’ si è detto”.
La pluriclasse si dovrebbe formare con i bambini delle classi prima e terza perché, essendo la seconda composta da 15 alunni, con i sette primini aggiunti supererebbe il numero di 18, che è il tetto massimo per una classe di quel tipo.
“Nel frattempo i genitori hanno fatto quello che forse sarebbe stato logico fare fin dall’inizio: guardare avanti – si continua nella missiva – Contattando famiglie con bambini dell’asilo e altre già interessate alla scuola, è emerso che per l’anno scolastico 2027/2028 le iscrizioni potrebbero superare quelle attuali. Da qui nasce una domanda semplice: perché non permettere alla prima classe di partire quest’anno e valutare eventuali soluzioni diverse in futuro (pluriclasse tra la prima e la seconda), se davvero ce ne fosse bisogno? Non sarebbe neppure una scelta senza precedenti. Solo due anni fa, nella scuola di Masano, una prima classe è partita con otto alunni. Oggi il numero degli iscritti è cresciuto e il plesso si sta rafforzando. Senza quella decisione, probabilmente Masano sarebbe oggi una scuola in difficoltà”.
E tuttavia a Masano gli alunni, al termine delle iscrizioni, erano 11. A settembre sono poi diventati otto, ma i giochi ormai erano già fatti. In ogni caso i genitori sono convinti che ci vogliano determinazione e coraggio, la partita è troppo importante per Vidalengo per darsi subito per vinti.
“A volte, per far crescere una realtà, bisogna avere il coraggio di crederci – si sottolinea la missiva – Ed è proprio questo che oggi sembra mancare nel caso di Vidalengo. Molti genitori hanno la sensazione che la scuola sia stata considerata fin dall’inizio come una realtà destinata a ridimensionarsi, se non addirittura a scomparire. Le scelte e le comunicazioni di questi mesi sembrano confermare un atteggiamento più orientato a giustificare la chiusura di una classe attraverso cavilli e ragionamenti burocratici, piuttosto che a cercare soluzioni per difendere e valorizzare una piccola scuola che ha ancora molto da offrire. La legge e le procedure amministrative sono ovviamente importanti, ma una scuola non è un ufficio amministrativo, e il ruolo di chi la guida non dovrebbe limitarsi ad applicare la soluzione più semplice dal punto di vista burocratico. Una scuola vive di relazioni, di fiducia, di comunità. E proprio per questo ci si aspetterebbe che la prima a difendere una realtà come Vidalengo fosse la sua dirigente”.
Poi hanno posto l’accento sul modello didattico vidalenghese: non penalizzante a loro avviso, ma un possibile un punto di forza, se pubblicizzato.
“La nostra non è una scuola qualunque – si rimarca – offre un ambiente educativo più raccolto, classi meno numerose che favoriscono l’attenzione e l’apprendimento, un modello scolastico da 24 ore settimanali con didattica solo alla mattina (8.15 e 13.03 gli orari di ingresso ed uscita) con possibilità di mensa e attività con educatori fino alle 16, e una gestione più serena degli ingressi e delle uscite rispetto ai grandi plessi con centinaia di alunni, come alla primaria ‘Merisi’. In un periodo storico segnato dal calo demografico, difendere le piccole scuole richiede visione, responsabilità e anche un po’ di coraggio. Non basta limitarsi a prendere atto dei numeri: bisogna decidere se accompagnare una comunità nel suo futuro o lasciarla lentamente spegnere. Per questo i genitori rivolgono un appello sincero alla dirigente: scegliere di sostenere la prima classe di Vidalengo non sarebbe soltanto una decisione amministrativa, ma un segnale di fiducia verso i bambini, le famiglie e un’intera comunità. Perché una piccola scuola di frazione non è un peso da gestire. È una realtà viva che merita di essere difesa”.
La posizione della dirigente e del sindaco
Polidori, sentita in merito, per ora non si sbilancia.
“Mi riservo di fare comunicazioni al termine della procedura”, ha detto.
Il primo cittadino invece si dichiara pronto a sostenere la battaglia, come era stato lo scorso anno.
“Il problema della contrazione delle iscrizioni è purtroppo diffuso, figlio dell’inverno demografico nazionale che non risparmia Caravaggio Masano e Vidalengo – ha osservato – Dopo aver approfondito la situazione con la Dirigente scolastica, sosterrò presso l’Ufficio scolastico territoriale di Bergamo l’importanza della presenza della scuola primaria a Vidalengo per la funzione pedagogica, anche come strumento di integrazione culturale, che svolge a servizio della comunità”.