“ABIO Treviglio” cerca nuovi aspiranti volontari. L’odv trevigliese, fondata nel 2000 da una costola di “Fondazione ABIO Italia ETS” con lo scopo di operare nel reparto di pediatria dell’ASST Bergamo Ovest per migliorare la degenza dei bambini ricoverati, presenterà il suo nuovo corso di formazione per futuri volontari giovedì 12 marzo alle 20.30 nello “Spazio Hub” di piazza Garibaldi.
“La partecipazione all’incontro del 12 marzo – ha spiegato Simona Barsotti, presidente di ‘ABIO Treviglio” da aprile 2025 – non è vincolante ai fini del corso vero e proprio, che inizierà ad aprile. Questa serata sarà un’ottima occasione per incontrare i nostri volontari e ascoltare storie di vita vera all’interno del reparto e in generale all’interno dell’associazione, approfondendo tutte le domande e le curiosità che si possono avere circa il volontariato e il nostro corso di formazione”.
Cosa imparano i volontari durante il corso
Quest’ultimo sarà rivolto a persone di età compresa tra i 18 e i 69 anni, disposte a dedicare il proprio tempo alla vita di reparto, mostrandosi propositivi e propensi al contatto con i bambini. Il corso avrà la durata di sette incontri dalla frequenza obbligatoria e sarà a totale carico dell’associazione, per cui sarà gratuito per gli aspiranti volontari. Una volta terminato, i volontari accederanno a un tirocinio di 60 ore da svolgere in reparto affiancati da un tutor.
“Durante il periodo di formazione – ha chiarito ancora Barsotti – coloro che decideranno di avvicinarsi alla nostra realtà verranno messi a conoscenza dell’impegno, della costanza e della professionalità che vengono richieste per operare in un reparto ospedaliero e per ridurre l’impatto legato all’ospedalizzazione dei bambini. Gli aspiranti volontari impareranno a conoscere meglio se stessi, capiranno sia come rapportarsi in varie situazioni con i bambini e con chi frequenta solitamente il reparto, sia come mettersi in gioco, per riuscire a portare a casa alla fine di ogni turno la ricchezza più grande che c’è, che non si può spiegare a parole. Per conoscerla, bisogna viverla”.
Per arrivare a vivere e scoprire tale ricchezza però, fin dal principio i volontari dovranno essere consapevoli di dover rinunciare a buona parte del proprio tempo da destinare ai piccoli pazienti.
“Spesso – ha proseguito Simona – agli incontri informativi si presentano veramente tante persone, alcune delle quali attendono il corso da mesi. Il loro numero però, si riduce una volta venuti a conoscenza dell’impegno e della disponibilità fissa che viene richiesta. Operando con persone e in un contesto ospedaliero, siamo tenuti a mantenere serietà e formazione, per far sì che il nostro servizio sia davvero significativo. Stavolta, dopo l’incontro, ci auguriamo di poter avere una bella richiesta di aspiranti volontari, in modo da poter ripristinare tutti i turni dal lunedì al venerdì, suddivisi tra mattina, pomeriggio e sera”.
Cosa fanno i volontari ABIO in reparto
Ad ogni inizio turno, ciascun volontario si presenta in reparto in punta di piedi e dà il via alla propria missione.
“Si passa di stanza in stanza con amorevole delicatezza – ha raccontato la presidente – e si offre ai bambini la possibilità di giocare insieme, realizzare disegni e progetti, direttamente nella sala giochi del reparto oppure nella propria stanza. I nostri volontari sono una compagnia leggera e discreta, sono ottimi ascoltatori e sanno sempre come strappare un sorriso”.
Tuttavia, oltre a dedicarsi al benessere dei bambini ospedalizzati e all’ascolto dei loro specifici bisogni, i volontari ABIO svolgono anche altre mansioni all’interno dell’ospedale trevigliese.
“Ci si occupa anche della disinfezione dei giocattoli e dell’aspetto estetico del reparto, che cerchiamo di rendere accogliente, colorato e divertente, proprio per rendere meno traumatico possibile il periodo di ricovero. Ci prodighiamo per procurare giochi e tutto quello che può servire per garantire spazi a misura di bambino. Forniamo supporto e ascolto anche ai genitori. Sappiamo che accogliere un bambino implica accogliere anche uno dei suoi genitori, che viene sempre ricoverato insieme a lui. Per questo, qualche anno fa, abbiamo donato al reparto alcune poltrone letto per i genitori, che possono così dormire e rilassarsi più comodamente vicino al letto del figlio. Fondazione ABIO infine, ha realizzato anche la ‘Carta dei diritti dei bambini in ospedale’ e i nostri volontari si occupano di verificare che questi vengano sempre rispettati”.