Cronaca

Amazon, privacy e controllo dei lavoratori: la Filt CGIL Bergamo chiede garanzie anche sul territorio

Amazon ha annunciato che si adeguerà alle prescrizioni dell’Autorità garante.

Amazon, privacy e controllo dei lavoratori: la Filt CGIL Bergamo chiede garanzie anche sul territorio

Stop del Garante al trattamento illecito dei dati nello stabilimento di Passo Corese. Il sindacato: “Vigileremo anche nei siti bergamaschi”.

Il provvedimento del Garante: stop immediato al trattamento dei dati

Il Garante per la protezione dei dati personali ha imposto ad Amazon Italia Logistica srl il divieto, in via d’urgenza e con effetto immediato, di trattare i dati personali di oltre 1.800 lavoratori impiegati presso lo stabilimento di Passo Corese. Secondo quanto accertato dall’Autorità, nello stabilimento venivano raccolte e conservate in modo sistematico, per tutta la durata del rapporto di lavoro e fino a dieci anni dopo la sua cessazione, informazioni sensibili e non pertinenti rispetto alla valutazione dell’attitudine professionale dei dipendenti. Il trattamento avveniva attraverso una piattaforma collegata al sistema di rilevazione delle presenze, accessibile a numerosi manager. Le annotazioni venivano inserite a seguito di colloqui con i lavoratori al rientro da periodi di assenza. Tra i dati registrati comparivano riferimenti a specifiche patologie (come sindrome di Chron, ernia del disco, portatori di pacemaker), all’adesione agli scioperi e alla partecipazione ad attività sindacali – anche con giudizi sull’uso ritenuto improprio delle assenze – oltre a informazioni di natura familiare e privata, quali malattie di parenti stretti o vicende personali come separazioni coniugali. Una raccolta di dati che, secondo il Garante, viola la normativa che vieta al datore di lavoro il trattamento di informazioni non rilevanti ai fini della prestazione lavorativa.

La posizione della Filt CGIL Bergamo: “Vicenda grave, timori non isolati”

La reazione della Filt CGIL Bergamo è netta:

“È una vicenda grave, che non riguarda direttamente gli stabilimenti bergamaschi di Casirate e Cividate – dichiara Pierluigi Costelli – ma che non può lasciarci tranquilli. Il nostro timore è che pratiche di questo tipo non siano un’eccezione, ma possano essere state utilizzate anche altrove. La schedatura dei lavoratori, soprattutto quando riguarda dati sensibili e aspetti della vita personale, è inaccettabile e contraria a ogni principio di rispetto della persona”.

Per il sindacato, il nodo non riguarda soltanto un episodio circoscritto, ma un modello di gestione potenzialmente estendibile ad altri siti produttivi. Da qui la richiesta di maggiore trasparenza e di verifiche concrete anche negli stabilimenti presenti nel territorio bergamasco.

Privacy e dignità sul lavoro: la vigilanza sul territorio

Amazon ha annunciato che si adeguerà alle prescrizioni dell’Autorità garante. Una dichiarazione che la Filt CGIL Bergamo accoglie con attenzione, ma senza abbassare la guardia.Per la Filt, il caso sollevato dal Garante conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle modalità di gestione dei dati e sugli strumenti di controllo nei luoghi di lavoro. Innovazione e organizzazione – sottolinea il sindacato – non possono mai tradursi in una forma di sorveglianza indebita né in una compressione dei diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori. La vicenda di Passo Corese, pur lontana geograficamente, diventa così un campanello d’allarme anche per il territorio bergamasco: un richiamo a vigilare, affinché tecnologia e produttività non superino il confine della legalità e del rispetto della persona.

“Prendiamo atto di questa dichiarazione – prosegue Costelli – ma come organizzazione sindacale vigileremo perché agli impegni seguano fatti concreti, in tutti i siti, compresi quelli del nostro territorio. La tutela della privacy non è un dettaglio tecnico: è una garanzia fondamentale di dignità e libertà per chi lavora”.