Una donna 47enne italiana residente a Caravaggio è stata destinataria della misura di sicurezza della libertà vigilata eseguita dai Carabinieri di Caravaggio nella serata del 14 febbraio.
Le percosse ai danni di una 85enne
Il provvedimento trae origine da fatti risalenti allo scorso ottobre, quando i Carabinieri della Stazione di Caravaggio deferivano P.A.E. per lesioni aggravate nei confronti madre 85enne, vedova e pensionata. L’anziana veniva percossa dall’indagata a seguito di un’animata lite. In
seguito all’accaduto la vittima riportava lesioni guaribili in dieci giorni. L’85enne non aveva manifestato volontà di procedere verso la figlia, minimizzando l’evento e rifiutando l’aiuto da parte del centro antiviolenza e il collocamento in una struttura protetta. Subito dopo quell’episodio di percosse, la Procura della Repubblica ha tuttavia disposto l’immediata attivazione della procedura prevista dal c.d. “codice rosso”. Le indagini dei Carabinieri di Caravaggio hanno così dato modo di ricostruire un quadro di concreta gravità indiziaria caratterizzato da numerose violenze psicologiche della figlia verso la madre, spesso culminate in percosse documentabili altresì dalle ecchimosi sul corpo della vittima, e a danneggiamenti di suppellettili in abitazione.
Gli accertamenti condotti dall’Arma hanno documentato le condotte maltrattanti, ma anche i problemi psichici dell’indagata: pertanto la Procura di Bergamo ha chiesto al GIP l’applicazione di una idonea misura di sicurezza. Il Giudice ha quindi disposto la misura di sicurezza della libertà vigilata, che nel caso specifico si è concretizzata sostanzialmente nell’obbligo, per l’indagata, di partecipare a un programma di cura presso un CPS e di rispettare i regolamenti e le norme di comportamento prescritte.