L’associazione “El Badere” potrà celebrare il Ramadan (cominciato mercoledì 18 febbraio 2026, ndr) nel capannone acquistato all’angolo tra via Rossaro e via Pertini, nell’area Pip 1 di Treviglio (nella foto di copertina). Ma la maggioranza preme affinché lo stabile non si trasformi poi in una moschea.
La mozione
A tal proposito, i capigruppo della coalizione di centrodestra – Franco Giussani, Antonella Mansueto, Max Vavassori, Giancarlo Fumagalli e Silvia Colombo, oltre al presidente del Consiglio comunale Andrea Cologno – hanno presentato una mozione che verrà discussa nella seduta di martedì 24 febbraio. Sino all’anno scorso, l’associazione islamica celebrava la festività in una tensostruttura che veniva allestita in un parcheggio di via Moro, sempre in zona Pip1. Con l’acquisto del capannone è stata quindi avanzata al Comune la richiesta di poterla spostare nella nuova location. L’ufficio Tecnico ha però sottolineato che lo stabile ha destinazione di carattere produttivo e che quindi non è consentita l’attività di culto e preghiera. Successivamente, è stata chiesta a “El Badere” la documentazione attestante “la conformità delle attività previste con particolare riferimento a sicurezza antincendio e gestione delle emergenze, affollamento massimo consentito, requisiti igienico-sanitari, sicurezza impiantistica, impatto acustico e sulla viabilità, oltre a una dichiarazione di assunzione di responsabilità”. Da segnalare inoltre che la Polizia locale, a seguito di segnalazioni di residenti e imprenditori della zona, ha anche effettuato dei sopralluoghi in loco, e che tutte le comunicazioni sono state trasmesse anche a Questura di Bergamo, Comando provinciale dei Vigili del fuoco, Compagnia dei carabinieri di Treviglio e Commissariato di Polizia di Treviglio.
Il timore che nasca una moschea
Il Comune ha però dovuto prendere atto che “non ci sono profili di competenza dell’ente per il rilascio di autorizzazione di pubblica sicurezza e il carattere temporaneo della richiesta avanzata è riconducibile all’articolo 19 della Costituzione Italiana in tema di ‘diritto di professare liberamente la propria fede religiosa’”. Da qui la mozione della maggioranza che chiede di monitorare il rispetto delle regole urbanistiche. In primis di “monitorare il rispetto della capienza massima dell’edificio ai fini della sicurezza e degli impatti viabilistici conseguenti all’afflusso di persone”. E inoltre di “verificare che una volta concluso il Ramadan l’immobile venga utilizzato esclusivamente in conformità alla destinazione urbanistica del capannone produttivo esistente e prevista dal Pgt vigente”. Il timore del centrodestra è infatti che la struttura si trasformi in una vera e propria moschea.