Cronaca

“D’Amore non si muore: Antegnate risponde alla violenza di genere”

Una serata partecipata e carica di significato, dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza di genere, tema purtroppo sempre attuale

“D’Amore non si muore: Antegnate risponde alla violenza di genere”

Alla sede Auser “Nonno Gino” di Antegnate venerdì si è svolta una serata intensa di riflessione e impegno contro ogni forma di violenza sulle donne.

Un incontro per rompere il silenzio

Si è svolto venerdì 13 febbraio, alle 20.30, presso la sede dell’Auser “Nonno Gino” ad Antegnate, l’incontro dal titolo “D’amore non si muore”, promosso dall’associazione Auser “Nonno Gino” Antegnate APS-ETS. Una serata partecipata e carica di significato, dedicata alla sensibilizzazione contro la violenza di genere, tema purtroppo sempre attuale e drammaticamente presente anche nelle realtà più vicine. Ad aprire l’incontro è stato Guido Mattusi, presidente dell’associazione, che ha introdotto i lavori sottolineando il senso profondo dell’iniziativa:

“La frase che dà il titolo alla nostra serata, ‘D’amore non si muore’, racchiude un messaggio fondamentale: l’amore autentico non può e non deve mai portare a violenza, sofferenza o sottomissione. Oggi ci troviamo qui per sensibilizzare, per ricordare, e soprattutto per agire contro ogni forma di violenza sulle donne. La violenza di genere è una piaga che colpisce dentro le nostre comunità, nelle nostre famiglie, tra amici e conoscenti. È un fenomeno che si nutre di silenzio e di insensibilità, e che ha conseguenze devastanti su vite e destini. Non dobbiamo dimenticare che ogni donna merita rispetto, dignità e libertà”.

Le voci dei relatori e delle istituzioni

L’incontro ha visto alternarsi relatori di diversa formazione ed esperienza professionale, offrendo uno sguardo multidisciplinare sul fenomeno della violenza di genere. Sono intervenuti l’avvocato Nadia Patrizi, patrocinante in Cassazione, che ha illustrato gli strumenti giuridici a tutela delle vittime; il dottor Sergio De Santis, colonnello della Guardia di Finanza e presidente ANFI sezione di Bergamo, che ha sottolineato il ruolo delle istituzioni nel contrasto ai reati; la dottoressa Giusy Carolei, ostetrica e counsellor, che ha posto l’accento sugli aspetti psicologici e relazionali; e Loredana Curnis, operatrice di arte terapia, che ha evidenziato il valore dell’espressione creativa nei percorsi di recupero e consapevolezza. Presenti in sala anche il consigliere Giovanni Malanchini e la consigliera comunale di Antegnate Veronica Salvalaglio, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni locali verso un tema che richiede un impegno condiviso e costante.

Una comunità che sceglie il rispetto

La serata si è trasformata in un momento di confronto aperto tra relatori e cittadini, con domande, riflessioni e testimonianze che hanno reso l’incontro ancora più concreto e vicino alla quotidianità delle persone.
In chiusura, il presidente Mattusi ha ripreso il filo del suo intervento, lasciando al pubblico un messaggio forte e condiviso:

“L’amore non può, e non deve, essere condizione di oppressione o di sopruso. È un sentimento che deve costruire, non distruggere; deve proteggere, non ferire. Per questo, la sensibilizzazione è il primo passo. È fondamentale informarsi, educare le nuove generazioni al rispetto reciproco, e sostenere le vittime. È altrettanto importante che ciascuno di noi si impegni nel denunciare ogni comportamento violento e nel sostenere chi si trova in difficoltà. Ricordiamoci che insieme possiamo fare la differenza. La cultura del rispetto, dell’uguaglianza e della non violenza deve diventare la nostra quotidianità. Solo così potremo costruire un mondo in cui l’amore, quello vero, possa essere il motore di relazioni sane e serene, e in cui nessuna donna abbia paura di vivere la propria vita.  Continuiamo a lottare, a sensibilizzare e a credere in un futuro di rispetto e di pace per tutte le donne”.