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In centro a Covo banditi sexy shop, distributori automatici, centri di telefonia e kebab

Tutelato il centro storico, spazi per nuove medie strutture e regole più rigide per alcune attività considerate incompatibili con il contesto urbano.

In centro a Covo banditi sexy shop, distributori automatici, centri di telefonia e kebab

Le nuove regole, contenute nel nuovo Piano del Commercio, approvate dal Consiglio comunale di Covo introducono la possibilità di allargamento per i negozi di vicinato e limitazioni ad attività considerate potenzialmente impattanti sotto il profilo del decoro e della coesione sociale

Un piano aggiornato tra sviluppo e regole

Il Consiglio comunale di Covo ha dato il via libera al nuovo Piano del Commercio con i soli voti favorevoli della maggioranza. Il documento, propedeutico al Piano di Governo del Territorio, raccoglie e aggiorna le prescrizioni già introdotte negli anni, ridefinendo in modo organico il perimetro delle attività economiche ammesse sul territorio. Tra le novità più significative spicca la possibilità per i negozi di vicinato di ampliare la superficie fino a 250 metri quadrati, una misura pensata per sostenere il commercio locale e offrire maggiore competitività agli esercizi esistenti. Il piano individua inoltre due aree specifiche dove potranno sorgere nuove medie strutture di vendita, nel tentativo di coniugare crescita economica e pianificazione ordinata. Secondo l’amministrazione l’obiettivo è trovare un equilibrio tra apertura al mercato e salvaguardia delle caratteristiche storiche e urbanistiche del paese, evitando insediamenti ritenuti incongrui rispetto al tessuto consolidato.

Centro storico e nuclei esterni sotto tutela

Il cuore del provvedimento riguarda il centro storico e i nuclei esterni sparsi, dove vengono introdotte limitazioni mirate. Il Piano stabilisce che non possano insediarsi attività considerate potenzialmente impattanti sotto il profilo del decoro e della coesione sociale. Tra queste figurano distributori automatici per la vendita e l’erogazione di servizi, lavanderie self service e a gettone, esercizi per la vendita di materiale erotico o pornografico, centri di telefonia internazionale e trasferimento di denaro, negozi compro oro, sale bingo e agenzie di scommesse. Stop anche ad alcune attività del settore alimentare come friggitorie, kebab e pita gyros, oltre alla commercializzazione di prodotti di origine extra Ue e ai ristoranti etnici con somministrazione di piatti e prodotti extra Ue. Le limitazioni rispondono alla volontà di preservare le caratteristiche identitarie del Nucleo di Antica Formazione e di mantenere una distanza adeguata da luoghi sensibili quali scuole, oratori e spazi frequentati da bambini, ragazzi e anziani. L’Amministrazione ritiene che tali misure contribuiscano a mantenere una dimensione urbana coerente con la tradizione e con l’equilibrio sociale del paese.

Le regole si estendono anche fuori dal centro

Le restrizioni non si fermano al centro storico. In particolare lungo via Pradone vengono introdotti vincoli analoghi con l’intento di tutelare vivibilità e sicurezza urbana. Nella zona l’amministrazione ha valutato anche l’impatto del traffico veicolare e la limitata disponibilità di parcheggi, elementi che hanno inciso sulle scelte pianificatorie. Anche qui non saranno consentiti nuovi sexy shop, sale bingo, agenzie di scommesse, negozi compro oro, punti vendita automatizzati e attività alimentari di tipo friggitoria, kebab o pita gyros. Il sindaco Andrea Capelletti ha ribadito che il Piano si muove nel solco delle normative nazionali e regionali già in vigore. La liberalizzazione introdotta dalla direttiva Bolkestein lascia comunque agli enti locali la possibilità di intervenire in zone particolarmente sensibili per ragioni legate alla sicurezza, all’identità territoriale, all’ambiente e al contesto sociale. Secondo l’Amministrazione il documento approvato rispetta pienamente il quadro normativo nazionale, regionale ed europeo e introduce divieti soltanto dove ritenuto necessario per proteggere le aree più delicate del territorio comunale.