La sfrenata passione per la danza, nata quand’era un bambino, lo ha portato a soli 16 anni a calcare il prestigioso palcoscenico della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, andata in scena venerdì 6 febbraio. Un’emozione incredibile, che Cristian Mangili, di Martinengo, non immaginava di poter vivere.

Sul palco delle Olimpiadi Invernali
Mangili ha scaldato il cuore dei martinenghesi che lo hanno visto in tv partecipare al grandioso spettacolo trasmesso dalla Rai e dalle televisioni di tutto il mondo. E pensare che a far scoccare la scintilla per il ballo è stata la cugina Alessia Fumagalli: un divertimento, all’inizio, che poi si è trasformato in un percorso di vita che ha portato la famiglia a trasferirsi a Milano.
L’intervista
Com’è nato l’amore per la danza?
“Mia cugina ha sei anni più di me, faceva danza e io ballavo con lei. Mi ha trasmesso la passione e a otto anni ho cominciato a frequentare la scuola di ballo “Smile” di Romano. A 11 poi ho deciso che avrei voluto fare il ballerino di professione e così ho fatto un’audizione in accademia”.
Com’è stato l’impatto con la grande città e la scuola?
“Ho vissuto un grande cambiamento e non è stato semplice all’inizio, ho salutato i miei compagni delle elementari e ho cominciato le medie a Milano dove la mia giornata era piena, mattino lezione e pomeriggio danza, quindi meno possibilità di uscire per svagarmi. Non ho comunque mai perso i contatti con gli amici e con i parenti, torno a Martinengo quasi ogni fine settimana. Adesso frequento il liceo coreutico, a cui accede solo chi frequenta l’accademia: al mattino danza classica dal lunedì al sabato, ma abbiamo anche lezioni di danza contemporanea, di repertorio, di preparazione atletica e di tecnica maschile. Le ore di allenamento varia perché l’orario cambia di settimana in settimana, poi ci sono le prove degli spettacoli che prepariamo. Al pomeriggio lezione: alle materie di base si aggiungono quelle di indirizzo, vale a dire storia della musica, storia della danza, arte. Quello dell’accademia è un ambiente diverso da quello che si incontra facendo sport per divertimento ma mi trovo bene. Questo è il sesto anno che sono qui”.
Era quello che ti aspettavi?
“A 11 anni non avevo la piena consapevolezza di quello che sarebbe stato il mio futuro, l’ho maturata nel tempo e sono felice di com’è ora”.
Quello delle Olimpiadi è stato il primo grande spettacolo a cui ha partecipato? Cos’hai provato?
“Avevo già partecipato a diversi spettacoli al teatro della Scala ma non avevo mai ballato in uno stadio, è molto diverso, è un’esperienza bellissima, molto emozionante, fino all’ultimo non ho realizzato quello che stavo vivendo… l’atmosfera e lo spazio erano molto coinvolgenti. L’ansia non è mancata ma lo rifarei di sicuro. Lo stadio di San Siro arriva a contenere 75mila spettatori e pensare di essere visto da così tante persone dal vivo e di essere collegato in mondo visione è qualcosa di unico. Prima di entrare sentivamo le voci della gente e questo scalda, adrenalina pura”.
Pensavi di arrivare a ballare in uno stadio gremito così giovane?
“No, non mi aspettavo di ballare in uno stadio. Gli organizzatori delle Olimpiadi hanno contattato l’Accademia per ingaggiare ballerini e sono stati presi i ragazzi dall’ottavo al quinto corso maschile e dall’ottavo al settimo femminile, oltre a quelli del corso di aggiornamento. Eravamo in 70, oltre ai due primi ballerini”.
Come l’ha presa la tua famiglia?
“I parenti che mi hanno seguito alla tv erano tutti molto emozionati, la mamma e la nonna soprattutto, lo spettacolo è piaciuto. Si intitolava ‘Statue’ e richiamava il gruppo scultoreo di Amore e Psiche, un omaggio ad Antonio Canova. È durato quattro/cinque minuti, le prove le abbiamo cominciate a inizio gennaio, tre ore a prova per quattro giorni a settimana. Non sono stato perfetto ma sono soddisfatto della mia performance”.
Chi è il tuo idolo?
“Sono molti i ballerini che mi piacciono, in particolare il russo Daniil Simkin, che lavora «American Ballet Theatre».
Qual è il tuo sogno?
“Diventare primo ballerino, come penso tutti gli altri. Mi piace molto la danza classica e neoclassica e ci sono diverse compagnie in cui vorrei lavorare, il massimo sarebbe il ‘Royal Ballet’ di Londra”.
