Eccellenze

Lo yogurt naturale (di pecora) più buono d’Italia è cremasco

Il riconoscimento è arrivato al 12esimo "Concorso Italiano Agri Yogurt", patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura e ospitato all’interno di "Fieragricola", a Verona

Lo yogurt naturale (di pecora) più buono d’Italia è cremasco

C’è una piccola azienda agricola che porta il territorio cremasco sul gradino più alto di un concorso nazionale. E’ l’Azienda agricola Bianchessi di Quintano che ha firmato un nuovo successo grazie allo yogurt naturale di pecora, premiato nei giorni scorsi a Verona come miglior prodotto della sua categoria.

Un agri yogurt da primato

Dopo i riconoscimenti già ottenuti con la robiola e con il tronchetto, questa volta a conquistare la giuria è stato uno yogurt realizzato con soli due ingredienti – latte di pecora e fermenti lattici – cremoso, setoso e senza aggiunta di zuccheri.  Il riconoscimento è arrivato al 12esimo “Concorso Italiano Agri Yogurt”, patrocinato dal Ministero dell’Agricoltura e ospitato all’interno di “Fieragricola”, a Verona.

Una vetrina nazionale dedicata esclusivamente agli yogurt artigianali prodotti direttamente dalle aziende agricole e dai caseifici che utilizzano il latte proveniente dal proprio allevamento.

Due giovani pastori e un sogno…

Simona Quarenghi dell’Azienda Agricola Bianchessi

Il primo posto conquistato dal piccolo allevamento familiare di Quintano rappresenta un traguardo importante per un’azienda nata nel 2017, specializzata nell’allevamento di pecore di razza Lacon, di origine francese, e gestita da Davide Bianchessi e Simona Quarenghi, con l’aiuto prezioso dei tre figli, Luigi, Agnese ed Egle, già coinvolti nella vita dell’azienda. Un premio che racconta, prima ancora della qualità del prodotto, la caparbietà e l’impegno quotidiano dei due casari cremaschi, che fin dall’inizio hanno creduto in un progetto di vita ben preciso.

“Due giovani pastori e un sogno: questa è la risposta alle domande che ci venivano poste agli albori della nostra attività, quando da una semplice passione ne abbiamo fatto il nostro progetto di vita, perché questo non è un lavoro da svolgere 40 ore a settimana, ma è la nostra vita”.