A Romano di Lombardia la scelta di destinare risorse per demolire Palazzo Muratori nel centro storico fa discutere. Un nostro sondaggio aveva sancito la vittoria dei favorevoli alla demolizione ma le capogruppo di centrosinistra hanno spiegato le ragioni del “No” all’abbattimento.
Una decisione che accende il confronto
La scelta dell’Amministrazione comunale di Romano, guidata dal sindaco Gianfranco Gafforelli di destinare il ricavato della vendita del campo sportivo San Defendente alla demolizione di Palazzo Muratori, edificio storico nel cuore della città, ha acceso un dibattito acceso e trasversale. Secondo un sondaggio realizzato dal nostro giornale, il 75% dei cittadini si è dichiarato favorevole all’intervento. Numeri netti, che però non hanno spento le perplessità sollevate dalle minoranze in Consiglio comunale. Le capigruppo della Lista civica “Paola Suardi sindaca” e del Partito Democratico, Paola Suardi e Ludovica Paloschi, pur prendendo atto della decisione, parlano di una scelta che apre interrogativi politici, economici e soprattutto sociali, legati alle priorità di spesa e alla visione di città per il futuro.
Sport e carenze strutturali
Al centro delle critiche c’è la cronica mancanza di impianti sportivi, in particolare per il calcio giovanile. Una carenza che costringe società e famiglie a rivolgersi ai Comuni vicini, con costi aggiuntivi per l’ente pubblico e disagi organizzativi per i cittadini. Secondo Suardi e Paloschi, questa situazione rischia di ridurre l’accesso dei giovani allo sport, limitando occasioni di socializzazione e crescita. E qui, non all’abbattimento, dovrebbero essere investite le risorse in entrata.
“Investire in strutture sportive – sottolineano le capogruppo – significa investire in salute, educazione, inclusione e prevenzione del disagio giovanile, in un contesto segnato da sedentarietà e isolamento crescente”.
La proposta alternativa e lo sguardo al domani
Le minoranze ricordano di aver presentato una proposta alternativa: utilizzare circa un milione di euro, tra oneri di urbanizzazione e vendita dello stadio San Defendente, per avviare un nuovo polo sportivo. Il progetto consisterebbe in un nuovo campo in sintetico, utilizzabile anche per il rugby, e la possibilità futura di costruire anche un palazzetto, chiaramente (viste le cifre necessarie) con il supporto di partner privati. Un’idea giudicata “visionaria” dalla maggioranza, ma che secondo le capogruppo, sarebbe sostenibile e capace di lasciare un’eredità concreta.
“Parliamo di soldi della comunità – concludono – che potevano costruire nuove opportunità invece di cancellare spazi. Una città che investe nello sport investe nel proprio futuro”.