Cresce la preoccupazione in città per una serie di tentativi di truffa telefonica che, nelle ultime settimane, starebbero interessando numerosi cittadini, con particolare riferimento a persone anziane, spesso donne sole. A Romano , secondo quanto riferito da diversi residenti, le chiamate sospette si stanno moltiplicando, al punto da generare un forte tamtam tra vicini di casa, famiglie e conoscenti. Al momento non risultano denunce formalizzate, ma l’allerta resta alta.
Il falso ufficiale e l’inganno dei dati bancari
Una delle modalità segnalate è quella del cosiddetto “finto carabiniere” o falso appartenente alle forze dell’ordine che contatta telefonicamente la vittima presentandosi come ufficiale impegnato in indagini delicate. Durante la conversazione vengono forniti dettagli apparentemente credibili, spesso costruiti su informazioni personali recuperate in precedenza, per instaurare un clima di fiducia. A quel punto la richiesta si concentra su dati sensibili, come informazioni anagrafiche o bancarie, con il pretesto di verifiche urgenti o accertamenti in corso. L’obiettivo finale è l’accesso ai conti correnti o alle carte di pagamento, tramite cui sottrarre fondi alle vittime, facendo leva sulla paura e sull’autorità che il ruolo fittizio rappresenta.
La leva emotiva: il finto incidente al figlio
Ancora più insidiosa è la seconda tipologia di raggiro, che colpisce direttamente la sfera affettiva. In questi casi il truffatore chiama spacciandosi per carabiniere o agente di polizia e racconta di un grave incidente o di un problema giudiziario che avrebbe coinvolto un figlio o un parente stretto. Le informazioni sulla famiglia, sul lavoro o sugli spostamenti del presunto coinvolto vengono utilizzate per rendere il racconto credibile. Alla vittima viene quindi chiesto denaro, presentato come necessario per cure urgenti, spese legali o per “sbloccare” la situazione, con la falsa garanzia dell’autorità dello Stato.
L’invito alla prudenza
A Romano, il passaparola ha permesso finora di evitare conseguenze gravi, ma il rischio rimane concreto. L’invito condiviso tra i cittadini è quello di non fornire mai dati personali o bancari al telefono, di interrompere subito la chiamata e di contattare direttamente il familiare citato o la propria banca per verificare. In caso di dubbio, rivolgersi senza esitazioni alle forze dell’ordine può fare la differenza e prevenire truffe che, troppo spesso, colpiscono chi è più vulnerabile.