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Il “tuttologo” Matteo da Boltiere e “MasterChef” per realizzare il sogno di una bakery tutta sua

Il 28enne boltierese è tra i concorrenti del talent show culinario giunto alla sua 15esima edizione. Si definisce un "tuttologo" e ha già conquistato tutti

Il “tuttologo” Matteo da Boltiere e “MasterChef” per realizzare il sogno di una bakery tutta sua

Ha smesso i panni del graphic designer per indossare un grembiule che vale un sogno. Matteo Rinaldi, 28enne di Boltiere, è tra i concorrenti della 15esima edizione di MasterChef Italia, in onda su Sky Uno e in streaming su Now Tv dallo scorso 11 dicembre.

Il panino di Matteo trionfa all’Invention test

Una sfida per Matteo che al “Live cooking” era riuscito a convincere gli chef Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli prendendosi un “no”, invece, dallo chef Bruno Barbieri che lo aveva temporaneamente “condannato” al grembiule grigio. Grembiule che è presto diventato bianco, garantendogli l’ingresso nello show, con la benedizione di uno chef Barbieri “in brodo d’anatra” dopo aver assaggiato la proposta del giovane talento bergamasco ai “Blind Test”.
Una “cavalcata” che non, per ora, non si ferma. Anzi. La scorsa settimana Matteo è risultato il vincitore di un “Invention Test” che ha avuto come protagonista il panino. Per Matteo, che partecipa alla trasmissione con il sogno di riuscire ad aprire la sua bakery, è stato come giocare in casa.
Lo ha chiamato “Assoluto d’estate” e con pochi morsi – e la sua simpatia – ha conquistato tutti i giudici.

D’altra parte, lui, con il lievito madre di sa fare.

“A casa ho un lievito madre che si chiama Giggino – ha raccontato ai giudici durante l’assaggio – Giggino il lievitino, l’ho lasciato in custodia a mia mamma”.

Mentre Barbieri ne approva la tostatura importante è Cannavacciuolo a offrigli il complimento più atteso: “Se aprirai la tua bakery questo panino dovrà andare di diritto nel bancone”.

Una grande soddisfazione per Matteo che conserva, tra l’altro, il suo posto nella top ten di MasterChef.

Una passione nata peer sfuggire alla solitudine

Come spiega nella sua descrizione da concorrente Matteo, nato a Bergamo da mamma di Noto e papà di Salerno, grazie alle sue origini non ha sviluppato un senso di appartenenza a un luogo specifico, si sente libero “di approfondire luoghi e radici”. Diplomato in Grafica e Comunicazione, si è poi laureato in Design della Comunicazione. La passione per la cucina nasce dalla famiglia paterna che lavorava nella ristorazione.

“Quando avevo 12 anni sentivo un senso di solitudine e quindi sperimentavo in cucina per occupare il tempo, ero grassottello e quindi venivo isolato”, racconta Matteo che in un dialogo a cuore aperto – mentre le mani sono intente a cucinare – con Matteo Lee, anche lui concorrente della 15esima edizione, torna ai giorni in cui ha iniziato a sperimentare ai fornelli.

“Non avevo tanti amici e la cucina mi ha aiutato – ha confidato – Mi dava qualcosa da fare, mi teneva impegnato. Ho iniziato con i dolci, erano la mia valvola di sfogo”.

È single – aggiunge nella sua presentazione – ma non fortunatissimo in amore: per far colpo su una ragazza, in uno dei primi appuntamenti, l’ha invitata a una manifestazione di capre.

Il “tuttologo” di MasterChef

Con il suo grembiule “Lo sapevi che?” indossato al “Live Cooking” ha subito fatto capire chi è. Un “tuttologo”, come lui stesso ama definirsi, in grado di raccontare qualche aneddoto praticamente su qualsiasi argomento.
Il 28enne è approdato a MasterChef con un sogno nel cassetto da realizzare: quello di aprire una piccola bakery con pochi posti a sedere.
Per il momento la sua esperienza prosegue con successo, tra piatti gourmet, sfide che alzano la pressione e nuove amicizie, come quella con il 35enne toscano Niccolò Mazzanti più forte a ogni puntata.
“Ho la necessità di dimostrare che valgo qualcosa: mi piacerebbe che qualcuno, oltre ad amici e parenti, mi dicesse ‘bravo'”, spiega Matteo. E la bravura, certo, non gli manca.