“Il dialogo e il confronto politico sono ormai ai minimi termini: il nostro gruppo è contrario a questo modo di fare politica”. Con questa presa di posizione decisa, lunedì sera, i consiglieri del gruppo di minoranza “Boltiere Futura” Gerardo Racano (nella foto), Irene Affaticati, Daniele Gerosa e Daniele Recchia, si sono alzati e hanno abbandonato il Consiglio comunale di Boltiere in segno di aperta protesta.
“Un dialogo svuotato di significato”
“Come gruppo di minoranza, sentiamo il dovere di compiere un gesto forte, non per spirito di contrapposizione fine a sé stesso, ma per rispetto verso il ruolo che ci è stato affidato dai cittadini e verso la democrazia stessa – ha spiegato il capogruppo Racano – Da tempo assistiamo a una totale mancanza di confronto politico. Il dialogo all’interno di questo Consiglio è stato progressivamente svuotato di significato, fino a diventare, di fatto, nullo. Le nostre proposte, le nostre osservazioni e le nostre richieste di chiarimento vengono sistematicamente ignorate, senza alcuna reale volontà di ascolto o di approfondimento”.
Per “Boltiere Futura” lo stesso strumento delle interrogazioni non è più funzionale perché le risposte, spesso fornite dagli uffici, risultano “prive di un reale contenuto e di un indirizzo politico”.
“Si ignora la voce di una parte di boltieresi”
“Ancora più grave è la sensazione che venga ignorata anche la voce di quella parte di popolazione che noi rappresentiamo: cittadini che ci hanno votato, che credono nel confronto democratico e che chiedono trasparenza, partecipazione e rispetto – ha aggiunto – In questo contesto, i continui auto-elogi dell’operato della maggioranza appaiono fuori luogo e di cattivo gusto, soprattutto quando mancano risposte concrete alle legittime richieste avanzate. Continuare a far finta che queste voci non esistano significa impoverire il dibattito politico e allontanare le istituzioni dalle persone”.
Per evitare che la loro presenza in Aula diventasse una pura formalità i consiglieri di “Boltiere Futura” sono, quindi, giunti alla decisione “sofferta, ma necessaria” di lasciare l’Aula. Un gesto simbolico, ma politicamente chiaro, per manifestare il dissenso “verso un modo di governare che esclude il confronto, mortifica il dialogo e ignora una parte della comunità”.
“Negato il confronto”
Un rapporto difficile quello tra la minoranza di centrosinistra e l’Amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Osvaldo Palazzini, che non è mai riuscito a trovare un vero equilibrio.
“Un esempio su tutti: a Boltiere non è mai stata convocata la riunione dei capigruppo – ha spiegato Racano – non è un obbligo, ma è una buona convenzione e quando l’abbiamo richiesta siamo stati liquidati velocemente perché quel che conta è che ci venga trasmessa la documentazione. Un approccio che si è ripresentato anche in altre situazioni. Abbiamo chiesto, ad esempio, se in vista della revisione del Pgt o sul progetto di riqualificazione del centro storico l’Amministrazione avesse pensato a una commissione o un tavolo di confronto, ma è stato negato. Ricevere il mandato dai cittadini non significa azzerare il confronto costruttivo”.
Una chiara presa di posizione che, però, non ha turbato l’Amministrazione, rimasta ferma sulle proprie convinzioni rimandando, anzi, al mittente le accuse riguardanti la mancanza di dialogo e la povertà delle proposte avanzate in questi anni.
“Restiamo disponibili a un confronto serio, aperto e costruttivo, ma perché ciò avvenga, è indispensabile che vi sia una reale volontà di ascolto e di rispetto reciproco”, ha concluso invece Racano augurandosi un cambio di rotta nel prossimo futuro.