di Maria Nicoletta Sudati
Sala gremita al Cinema Anteo di Treviglio per la proiezione del cortometraggio “Ghilo!” di Gabriele Ghilardi, giovane regista trevigliese vincitore del premio della Giuria popolare al Film Festival di Caorle.
Il cortometraggio su Ghilo
Il cortometraggio su Ghilo ha portato la platea di 500 persone in un racconto intenso, pieno di sofferenza, speranza e con la storia di Leonardo Ghilardi, Leo, detto Ghilo, che non si è mai arreso a una grave e rara forma di tumore che, tuttavia, si è presa i suoi vent’anni. Gabriele ha portato tutti a una forte coinvolgimento emotivo, condividendo così con la famiglia di Leonardo il desiderio di dar voce e continuità al sogno di Leo, per mostrare la sua forza e dar coraggio a chi ha conosciuto le sue stesse sofferenze.
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La proiezione del cortometraggio
Gabriele Ghilardi con i genitori
Alessio Curzi, interprete di Leo
Leonardo e Gabriele Ghilardi
Una famiglia unita
Il sindaco Juri Imeri ha espresso grande incoraggiamento verso il giovane regista e sincera partecipazione verso la famiglia di Ghilo, il papà Stefano, la mamma Cinzia, le sorelle Chiara e Maddalena, una famiglia che ha saputo trasformare il dolore in dedizione per gli altri. Altrettanto intenso l’intervento della vicesindaco Pinuccia Prandina col ricordo di Leo che ha conosciuto fin da piccolo e che ha visto crescere le sue passioni per il pattinaggio, la cucina e la scrittura. La dottoressa Alexia Francesca Bertuzzi dell’Humanitas di Rozzano ha commosso tutti per il suo lavoro di accompagnamento di molti giovani nel duro cammino delle cure oncologiche.
Alessio Curzi ha interpretato Leo
Al termine delle proiezioni di “Ghilo!” e del meta-docu-backstage “Sprint finale!” in cui è apparso anche Leonardo nella sua verità, tra dolore, lotta e coraggio- molti e ripetuti sono stati gli applausi del pubblico verso i protagonisti reali della vicenda e verso gli attori presenti al completo in sala insieme al protagonista principale interpretato da Alessio Curzi. Gabriele ha espresso grande riconoscenza per la partecipazione del pubblico, per la collaborazione dei suoi genitori, Marco Ghilardi e Carolina Vavassori, per l’intervento degli enti che hanno reso possibile la produzione del cortometraggio. C’è una parte di ragazzi e ragazze che stanno contribuendo alla società con responsabilità, cultura, solidarietà. Molti di essi hanno gremito la sala dell’Anteo. Grazie a questi giovani, a queste famiglie, grazie a Gabriele testimone e narratore di un storia di grande umanità, grazie a Leo che ancora ci sprona col suo coraggio.