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Chi voglio essere “da grande”? Al liceo “Galilei” ospite il formatore Giulio Xhaët

L’evento è proposto dall’associazione “Terre del Caravaggio” con il patrocinio del Comune e inserito nel ciclo di incontri del liceo cittadino. Inizio alle 18.30

Chi voglio essere “da grande”? Al liceo “Galilei” ospite il formatore Giulio Xhaët

Crescere è una delle sfide più difficili e complesse, ma è anche quella che ti permette di imparare dagli errori e di cambiare strada per trovare quella giusta. Un processo che, in realtà, non si conclude mai e ci permette di continuare a cambiare, a reinventarci, a cercare chi siamo davvero. Di questo si parlerà questa sera, dalle 18.30, al liceo “Galileo Galilei” di Caravaggio dove sarà ospite il formatore Giulio Xhaët autore del libro “Da Grande”.

Non si smette mai di crescere

Crescere non è un traguardo che si raggiunge una volta per tutte ma un esercizio quotidiano di ascolto, curiosità e coraggio. È questo il messaggio che attraversa l’incontro in programma questa sera, lunedì 12 gennaio 2026, al liceo cittadino. Un appuntamento che si propone come momento di riflessione condivisa per studenti, famiglie e liberi professionisti, chiamati a interrogarsi sul proprio futuro personale e professionale. In un tempo in cui le scelte sembrano definitive o vengono rimandate all’infinito, eventi come questo assumono un valore formativo profondo, perché offrono strumenti, domande e visioni per orientarsi, senza ricette preconfezionate.

Chi voglio essere “Da Grande”?

Il titolo dell’incontro è “Da Grande”, come il libro che ne costituisce il cuore narrativo e concettuale, e vedrà protagonista Giulio Xhaët, autore e formatore tra le voci più originali nel panorama italiano della cultura del lavoro e del cambiamento. L’evento, proposto dall’associazione “Terre del Caravaggio” è stato inserito dal “Galilei” in un ciclo di incontri ospitati dal liceo in collaborazione con altre agenzie del territorio. L’appuntamento, patrocinato dal Comune di Caravaggio, è aperto a un pubblico ampio e trasversale: studenti, genitori, insegnanti, dirigenti d’azienda e professionisti. Un dialogo intergenerazionale che punta a superare le etichette dell’età e dei ruoli, per riportare al centro una domanda tanto semplice quanto destabilizzante: “Chi vogliamo diventare?”.

Cambiare non è fallire

Non sarà una classica presentazione editoriale, ma un incontro pensato come spazio di confronto e di ispirazione, in cui il libro diventa pretesto per esplorare temi universali: il senso del lavoro, la ricerca del proprio “purpose”, la capacità di attraversare le fasi di stallo e di ripensarsi senza vivere il cambiamento come un fallimento.
Giulio Xhaët incarna in prima persona l’idea di un percorso non lineare. Partner e Head of Communication del Gruppo Newton, coordinatore scientifico e docente alla “24 Ore Business School”, ha iniziato la sua carriera nel mondo digitale solo a 29 anni, dopo un passato da musicista che oggi definisce un “approfondimento generativo”. Si definisce un “Dark Horse”, uno di quelli che percorrono strade tortuose prima di raggiungere il traguardo, integrando esperienze diverse in un’identità professionale unica. Soprannominato “Mister Entusiasmo”, sostiene che l’entusiasmo non sia un dono naturale ma una soft skill da allenare con metodo, fame di conoscenza e curiosità.

Dentro nel “flow”

Il libro “Da Grande. Non è mai troppo tardi per capire chi potresti diventare” (edito da Sonzogno) riflette questa filosofia. Non un manuale ma un percorso di esplorazione personale adatto a ogni età, costruito attorno alle domande generative che aiutano a illuminare i punti ciechi e a passare all’azione. Xhaët parla di “flow”, quello stato in cui il tempo sembra sparire perché si è immersi in qualcosa di significativo. L’autore affronta la zona arida, i momenti di vuoto e smarrimento, invita a cercare mentori, “custodi di scintille”, capaci di innescare nuovi inizi. Anche i social media vengono riletti come strumenti neutri, amplificatori di inferni o di possibilità, a seconda dell’uso che se ne fa.

In fondo, il messaggio è chiaro: diventare grandi non significa arrivare ma restare in movimento. Come navigare in un oceano che cambia continuamente, imparando a issare nuove vele. Ed è proprio questa consapevolezza, condivisa e coltivata insieme, il regalo più prezioso che un evento come quello di Caravaggio può offrire alla sua comunità.