Cronaca

Ares, dalla strada a una nuova vita: una storia che insegna a non abbandonare

Dal vagabondare senza meta tra i campi della Bassa bergamasca a una casa e una famiglia: il racconto di un salvataggio che parla di responsabilità e speranza.

Ares, dalla strada a una nuova vita: una storia che insegna a non abbandonare

A metà novembre vagabondava per i campi spaesato, l’intervento dell’Amministrazione comunale e ora la nuova casa, dopo al piccola festa per l’adozione.

Un cane solo sulle strade

Ci sono storie che nascono dal dolore ma finiscono con la speranza. Quella di Ares è una di queste. Un racconto che parla di umanità, responsabilità e di quanto, a volte, basti poco per cambiare il destino di una vita, anche quando non si tratta di una persona, ma di uno dei nostri amici animali. È metà novembre quando, tra Antegnate e i paesi limitrofi, iniziano a circolare le prime segnalazioni. Un cane maremmano di grossa taglia vaga per le strade, solo, spaesato, senza una direzione. Lo si vede attraversare incroci, camminare lungo le provinciali, apparire e scomparire tra i campi. I post si moltiplicano sui social: c’è apprensione per il suo stato, ma anche per la sicurezza di automobilisti e passanti. Il cane sembra non appartenere a nessuno e, allo stesso tempo, sembrare in attesa di qualcuno che non tornerà. Un’immagine che racconta, senza bisogno di parole, il dramma silenzioso dell’abbandono.

Il salvataggio e l’onda della solidarietà

A prendere in mano la situazione è il delegato alla sicurezza Antonio Danelli, che lancia subito un appello a chi vive nelle campagne della zona. Dopo giorni di segnalazioni e tentativi, è un privato cittadino a riuscire ad avvicinare il cane e a metterlo finalmente in sicurezza. Scatta così la macchina dei soccorsi: polizia locale e accalappiacani intervengono tempestivamente. Il controllo al lettore non lascia dubbi: nessun microchip. Nessuna denuncia di smarrimento. Quel cane è stato abbandonato. Seguono i dieci giorni di profilassi previsti dalla legge, le prime cure veterinarie, le vaccinazioni e poi il trasferimento al canile convenzionato di Seriate. È qui che il cane riceve anche un nome: Ares. Un nome forte, quasi a voler risarcire la dignità che gli è stata tolta. Il momento decisivo arriva quando Danelli pubblica online il video del salvataggio. Le immagini fanno il giro del web, raggiungendo quasi 250 mila visualizzazioni. Migliaia di commenti, messaggi, richieste di informazioni. In tanti chiedono di poterlo adottare. È la dimostrazione che, dietro a uno schermo, esiste ancora una comunità capace di commuoversi e di agire.

“Sono estremamente contento dell’epilogo di questa vicenda – racconta Danelli –. Non ho cani, ma questo non toglie il rispetto per ogni essere vivente. È la prima volta che mi capita una situazione del genere e, nonostante le festività natalizie, in pochissimo tempo siamo riusciti a dare ad Ares una nuova vita”.

Antonio Danelli a sinistra con Simone Nava il sindaco di Antegnate e Ares.

Una nuova casa e un messaggio che resta

Oggi Ares non cammina più da solo lungo l’asfalto. Ha una famiglia, una cuccia, una routine, una voce che lo chiama per nome. Ha ritrovato fiducia e stabilità. Ha una seconda possibilità. Ma la sua storia non può restare solo un lieto fine. Deve diventare un messaggio. Ogni anno migliaia di animali vengono abbandonati, traditi da chi avevano imparato ad amare, lasciati senza difese e senza ritorno. L’abbandono non è una distrazione né un errore: è una scelta. E come tale va condannata. Ares ce l’ha fatta. Molti altri no. Per questo la sua storia merita di essere raccontata: per ricordarci che adottare è un atto d’amore. E che un animale non si lascia mai indietro. Il giorno dell’adozione è una piccola festa. Accanto agli operatori del rifugio e ai volontari, è presente anche il sindaco Simone Nava, che sottolinea il valore dell’intervento e l’importanza di una presa di posizione chiara contro l’abbandono.

“Il nostro operato come amministrazione è sempre presente sul territorio e condanniamo fermamente chi abbandona un animale. L’abbandono è una crudeltà e rappresenta un pericolo non solo per l’animale, ma anche per le persone. Antegnate dimostra ancora una volta la sua attenzione verso i nostri amici a quattro zampe. Dopo la nuova area cani di via Verdi, oggi abbiamo salvato Ares. Ringrazio l’ATS di Bergamo e la struttura “Il Rifugio del Cane” per l’ottima gestione, e soprattutto Davide, che lo ha accolto nella sua casa e nella sua vita”.