Cronaca

Malumori e “Festa del Ringraziamento” a rischio, a Caravaggio la tradizione fatica a ripartire

In questi giorni continue interlocuzioni tra Comune e associazione commercianti, che si è assunta l'onere dell'organizzazione, per non far saltare l’evento

Malumori e “Festa del Ringraziamento” a rischio, a Caravaggio la tradizione fatica a ripartire

La “Festa del Ringraziamento” di Caravaggio a rischio? Finora non c’è stata sintonia di vedute tra Amministrazione e l’associazione dei commercianti “Caravaggio Viva” che si è assunta l’onere dell’organizzazione dell’evento ma, in questi giorni, sono continue le interlocuzioni tra le parti per non far saltare l’evento.

Il “Ringraziamento” spopola ovunque ma non a Caravaggio

Una festa molto sentita dagli agricoltori, quella del “Ringraziamento”, tuttavia in terra caravaggina si è pian piano spenta.

“È un peccato che, in una città che rappresenta una delle realtà con la maggiore superficie agricola coltivata della provincia di Bergamo, non sia sempre facile organizzare la ‘Festa del Ringraziamento’ – ha commentato il presidente della Coldiretti Bergamo, il caravaggino Gabriele Borella – un momento ricco di storia e tradizione, molto sentito dal mondo agricolo. Come presidente di Coldiretti sono invitato a numerose feste in tutta la provincia e ho sempre trovato Amministrazioni disponibili e collaborative nel sostenere questo importante momento di incontro tra agricoltura e cittadinanza”.

In effetti in tantissimi Comuni della Bassa bergamasca come dell’Alto cremasco la festa spopola. Nella minuscola Basella, frazione di Urgnano, quest’anno si è toccato addirittura il record di 327 trattori, con pranzo, giochi e folklore che negli anni hanno reso la giornata un appuntamento di richiamo per gli agricoltori di ogni dove. Nella stessa Masano, pur con numeri più contenuti, la festa è stata un successo. Eppure anche a Caravaggio una volta si festeggiava alla grande, con sfilata di trattori che arrivavano in piazza Santi Fermo e Rustico, cavalli, e un gruppo di partecipanti in abiti d’epoca, più un rinfresco in oratorio. Poi qualcosa si è inceppato tra coloro che se ne facevano promotori, ha preso piede la manifestazione organizzata dai Cobas, limitata all’area tra stazione ferroviaria e santuario e poi, con lo scoppio della pandemia, tutto si è fermato. Oggi manca un’associazione che rappresenti gli agricoltori in città e così l’anno scorso a cercare di riportare in auge l’evento ci ha provato “Caravaggio Viva”, tra i cui membri infatti ci sono esercenti legati al mondo agricolo. Tuttavia, per ragioni di sicurezza e conformazione del centro storico, vista anche l’evoluzione dei mezzi agricoli rispetto al passato, l’Amministrazione comunale ha concesso l’accesso in centro solo a un numero ridotto di trattori, di piccole dimensioni. Qualche malumore palpabile c’è stato, “perché i carri di Carnevale sono sempre passati” e “perché la sfilata ha una breve durata e si va a passo d’uomo” aveva mormorato qualcuno, ma essendosi presentati solo 18 mezzi tutti avevano fatto il loro ingresso e alla fine la festa è piaciuta.

Festa a rischio

Quest’anno però si sta faticando ancor di più a trovare un accordo e, per come si è sviluppata la vicenda, par di capire che di fondo ci sia anche un problema di comunicazione.

“Abbiamo inviato una e-mail all’Ufficio che si occupa del commercio lo scorso 16 dicembre – ha spiegato Roberta Gatti – nella quale abbiamo presentato il percorso richiesto: partenza dal centro sportivo, passaggio lungo la circonvallazione, rientro da piazza Locatelli quindi via Polidoro Caldara, piazza Garibaldi, piazza Santi Fermo e Rustico e, tenendo conto dei lavori in corso, uscita in via Folcero o Vicinato o Roma con ritorno in piazza Locatelli. Dal Comando della Polizia locale tuttavia è stato segnalato il problema della pavimentazione che si rovina al passaggio dei mezzi pesanti: ora, poiché quest’anno ci sono meno feste in concomitanza in questo periodo, potrebbero arrivare più trattori dell’anno scorso e non possiamo sapere quanti. A questo punto, tra festività e ferie varie, stiamo valutando se realizzare o meno la manifestazione”.

“Fino a pochi giorni fa non avevo ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione formale, la comunicazione del 16 dicembre non può considerarsi tale, si tratta di un contatto per ricevere informazioni circa la possibilità di seguire il percorso proposto, che ha ricevuto risposta dalla Locale – ha però osservato l’assessore a Cultura, Turismo e Commercio Juri Cattelani – Faccio notare che sono state ribadite le stesse identiche condizioni dello scorso anno: anche allora era stato chiarito che se i trattori fossero stati numerosi sarebbe stato necessario prevedere l’ingresso in centro solo di una delegazione di mezzi selezionati, per numero e dimensioni. Nessun paletto aggiuntivo. A differenza di altri Comuni, al di là della pavimentazione, il nostro centro è particolarmente articolato e ricco di angoli a 90 gradi, quindi dobbiamo garantire la sicurezza dei pedoni e la tutela degli edifici. Evidentemente tali condizioni sono state accolte perché il 31 dicembre la richiesta formale di autorizzazione è arrivata da parte del presidente Milvio Cattaneo. Con il personale comunale in ferie, tuttavia, non è stato possibile elaborarla. Le interlocuzioni sono comunque in corso, ho avuto la disponibilità di alcuni volontari per organizzare l’iniziativa con un più ampio margine di tempo”.

Probabilmente anche i rapporti umani hanno il loro peso nella questione, fatto sta che la festa, che di norma si celebra a novembre, a Caravaggio finirà per essere fissata a fine mese, sempre che si riesca a uscire dal pantano.