Il traguardo dei 100 anni era lì a un passo, ma purtroppo Adelaide Bugini non è riuscita a tagliarlo. La decana di Lurano avrebbe compiuto le 100 primavere il prossimo 8 gennaio, ma il destino beffardo ha deciso di strapparla all’affetto dei suoi cari qualche giorno prima dell’importante compleanno.
Il cuore di Adelaide infatti, ha smesso di battere nella notte tra il 25 e il 26 dicembre, mentre la 99enne si trovava nel suo letto della casa di riposo «Aresi» di Brignano, che la ospitava da maggio 2018 e che si accingeva a celebrare a dovere il secolo anagrafico che la Bugini, classe 1926 e primogenita di sei fratelli, era prossima a raggiungere.
Il fermento per lo storico traguardo era tangibile anche per le strade di Lurano, dove erano già in corso i preparativi per la grande festa di compleanno che si sarebbe dovuta svolgere domenica 11 gennaio nell’oratorio parrocchiale e a cui tutta la cittadinanza era invitata a partecipare.
E invece, per un triste scherzo del destino, l’intera comunità si è ritrovata a riunirsi nella chiesa di San Lino lunedì 29 dicembre per porgere ad Adelaide l’ultimo saluto terreno e stringersi attorno al dolore dell’amata nipote Silvia e di tutti i familiari e conoscenti accorsi in paese per le sue esequie.

Le parole di don Mauro e del sindaco Riva
“Festeggiare i 100 anni assieme ad Adelaide sarebbe stato significativo per tutti noi – ha affermato don Mauro Vanoncini durante l’omelia – Ma per lei contava di più incontrare Dio e viverlo per l’eternità. Questo è stato il suo ultimo grande insegnamento: non importano i 99 o i 100 anni, importano solo la pienezza della vita e l’incontro con Dio. La morte è una spada che trafigge l’anima di chi se ne va e l’anima di chi resta, ma Adelaide ci ha insegnato che essa non ha mai l’ultima parola se si vive pienamente la propria vita fino alla fine, proprio come ha fatto lei, che ha saputo trarre linfa vitale ed eterna nelle radici profonde che la legavano a Lurano e a Brignano”.
Proprio a testimonianza di questo suo forte legame con il paese natio e con quello che era diventato la sua nuova casa, la stessa Bugini ha espresso, tra le sue ultime volontà, il desiderio di dividere il ricavato delle offerte fatte in sua memoria tra la parrocchia luranese e l’RSA brignanese.
“Adelaide non era solo la nostra decana – ha commentato il sindaco Ivan Riva, presente ai funerali assieme al vicesindaco Rossana Rota – Lei era una custode preziosa della memoria storica e delle radici del nostro paese. Accogliamo con gratitudine il suo ultimo desiderio, segno di un cuore che, fino all’ultimo, ha saputo pensare al bene della collettività”.
Gli attestati di stima dei compaesani
Alle parole del primo cittadino hanno fatto seguito gli attestati di stima di tanti compaesani che non hanno mai dimenticato i tre decenni vissuti da Adelaide nel cuore pulsante di Lurano con il suo “Bar Italia”. Dal 1960 al 1991 infatti, la Bugini fu proprietaria del celebre locale che si trovava all’angolo tra via Mazzini e via Defendi e che gestiva assieme alla sorella Lina e al fratello Erminio, che come lei avevano scelto di non sposarsi, a differenza degli altri tre fratelli Sandro, Antonia e Maria. Proprio dietro al bancone del bar, dove i clienti si intrattenevano con televisione, jukebox e biliardo, Adelaide era riuscita a farsi amare da tutto il paese, che oggi piange la sua dipartita.
“Una grande perdita per il paese e per coloro che al “Bar Italia” hanno passato una parte della propria adolescenza”, ha scritto su Facebook il concittadino Fabio. “Prima di Natale ci siamo scambiate gli auguri – ha aggiunto Nicoletta – Ci siamo lasciate con un abbraccio e un arrivederci alla sua festa per i 100 anni. Quel giorno non arriverà, ma resterà il ricordo luminoso di lei”. “Mi mancherai tantissimo cara Adelaide – ha sottolineato ancora Giovanna – Sono felice di averti conosciuta. Non hai fatto in tempo a soffiare le 100 candeline, ma l’8 gennaio io te le accenderò comunque”.
Il ricordo della nipote Silvia
Una promessa questa, che potrebbe essere mantenuta anche dal resto della comunità, con lo stesso riserbo e la stessa modestia che caratterizzavano Adelaide, come suggerito dalla nipote Silvia al termine della cerimonia funebre.
“Zia Ade ci ha quasi fatto un dispetto – ha affermato – ma sono certa che ognuno di noi qui presente l’8 gennaio alzerà gli occhi al cielo e, magari con un bicchiere di vino in mano, proprio come piaceva a lei, brinderà alla sua salute».
