Nell'ultima seduta del 2025

Approvato il Bilancio in Consiglio comunale, minoranza all’attacco

I conti sono in ordine e "in equilibrio", ma per l'opposizione manca una visione strategica per il futuro del paese

Approvato il Bilancio in Consiglio comunale, minoranza all’attacco

Approvato nell’ultimo Consiglio comunale dell’anno 2025 ad Arzago il Bilancio triennale di previsione. I conti dell’Ente risentono dei tagli ai trasferimenti statali e di una spesa sociale in aumento, ma è un Bilancio in equilibrio contabile e sostenibile. Critiche, però, da parte della minoranza “Lista per Arzago” che non vede nei conti comunali una visione per il futuro né, a fronte di una tassazione ai massimi consentiti, alcun ritorno per i cittadini.

In Consiglio comunale ad Arzago passa a maggioranza il Bilancio

Il periodo critico nei conti pubblici dell’Ente è ormai alle spalle, ma le difficoltà per i piccoli Comuni a far quadrare il Bilancio triennale di previsione c’è e ad Arzago l’attenzione alle spese resta alta. Nell’ultima seduta consiliare del 2025 l’Amministrazione guidata dal sindaco Ugo Rivabene ha approvato, a maggioranza, un Bilancio “equilibrato” ma che obbligherà a rivedere le priorità per non dover tagliare i servizi essenziali per la cittadinanza. Un previsionale bocciato, però, dalla minoranza “Lista per Arzago” che ha evidenziato come, a fronte di una tassazione ai massimi consentiti (resasi necessaria per rientrare dal deficit di 116mila euro nei conti del 2022/2023) non dà nulla in cambio ai cittadini, ha limiti anche nelle manutenzioni ordinarie e non ha una visione per il futuro.

“Venivamo da un momento critico tra il 2022 e il 2023 e abbiamo fatto un percorso sulla tassazione e sul controllo della spesa pubblica per rientrare in anticipo del deficit di Bilancio – ha ricordato il sindaco Ugo Rivabene in Aula -. Oggi la situazione è migliorata, ma i trasferimenti dallo Stato calano e i piccoli Comuni devono gestire in proprio gli aumenti di costi dei servizi, delle utenze soprattutto l’energia elettrica, e non abbiamo margine di manovra sui tributi già portati al limite per sanare il deficit. Non vogliamo tagliare i servizi. C’è una spesa sociale che si aggira a 250mila euro l’anno. A fronte di questo vanno ridefinite le priorità a livello amministrativo, tagliando eventi e attività culturali che facevamo. Un’altra nostra priorità è la tutela dell’ambiente e con il “no” alle logistiche abbiamo fatto una scelta: rinunciare a quello che porta traffico, inquinamento e distruzione del verde. Una scelta che, di contro, vuol dire meno oneri di urbanizzazione che entrano nelle casse pubbliche”.

Conti in ordine, si guardano ai bandi pubblici per gli investimenti

Arzago comunque è riuscita a far quadrare i conti, pur con qualche rinuncia.

“Il Bilancio risente di tutto questo – ha aggiunto il primo cittadino – ma è un Bilancio equilibrato. La situazione ci costringe ad un continuo monitoraggio delle spese anche se abbiamo confermato tutti i servizi e le manutenzioni necessarie al patrimonio pubblico. In tema di investimenti, abbiamo partecipato al bando strade per i piccoli comuni per finanziare gli interventi di asfaltatura strade e sistemazione dei marciapiedi. Se non lo vinceremo provvederemo ad applicare l’avanzo che avremo con il Bilancio consuntivo”.

Minoranza all’attacco: “Manca visione strategica”

Assente in Aula, per motivi di salute, il capogruppo di minoranza Stefano De Caro (così come il figlio Luca per motivi di lavoro) è toccato al consigliere Daniele Cignani argomentare il voto contrario del suo gruppo consiliare.

“Questo bilancio viene presentato come “in equilibrio”, tecnicamente corretto, rispettoso dei vincoli di legge. Ma un bilancio può essere in equilibrio sui numeri e profondamente sbilanciato nella sostanza. Ed è esattamente ciò che accade qui – ha letto la nota il consigliere -. Partiamo da un dato chiaro e incontestabile: la pressione fiscale sui cittadini di Arzago d’Adda è già al massimo consentito, e questo bilancio non prevede alcuna riduzione. Imu, addizionale Irpef, Tari, canone unico: tutte confermate, nessun segnale di alleggerimento, nessun gesto di attenzione verso famiglie, lavoratori e imprese locali. E allora la domanda è semplice: a fronte di tasse così alte, cosa stanno ottenendo i cittadini? Perché leggendo questo bilancio, la risposta purtroppo è: non abbastanza. La spesa corrente assorbe quasi interamente le entrate tributarie. Gran parte delle risorse serve a mantenere la macchina comunale in funzione, con margini sempre più ridotti per migliorare i servizi. Gli investimenti sono minimi: 70 mila euro all’anno in conto capitale, una cifra che basta appena per la manutenzione ordinaria, non certo per pensare a uno sviluppo reale del paese. Parliamo di servizi. I cittadini vedono strade che peggiorano, manutenzioni rinviate, spazi pubblici che vivono grazie all’impegno delle associazioni più che a una visione dell’Amministrazione. I servizi scolastici e sociali vengono garantiti, sì, ma senza alcun potenziamento, senza innovazione, senza un vero progetto per il futuro. E intanto i cittadini pagano. Pagano tutto e subito”.

Nessuna visione strategica, secondo l’opposizione, ma un “limitarsi ad amministrare la scarsità di risorse” a disposizione a Bilancio.

“Come opposizione diciamo chiaramente che questo bilancio non risponde ai bisogni reali di Arzago d’Adda. È un bilancio che guarda al presente, ma non costruisce il futuro. È un bilancio che tutela l’equilibrio contabile, ma non l’equità verso i cittadini – ha chiosato il consigliere -. Noi crediamo che un’altra strada sia possibile: meno sprechi, più priorità; più attenzione ai servizi, meno rigidità; meno tasse, o almeno tasse che si traducano in benefici visibili. Per questi motivi, pur riconoscendo la correttezza tecnica del documento, non possiamo sostenere questo bilancio”.