Una persona estranea sia alla polizia locale sia alla protezione civile abbia avuto accesso agli spogliatoi e abbia utilizzato le docce durante l’orario di apertura del Comando. L’uomo, di nazionalità straniera, sarebbe entrato passando dagli spazi della Polizia locale. Un episodio che, per la posizione centrale e ben visibile della struttura, ha rapidamente alimentato il passaparola tra i cittadini ed è arrivato fino ai tavoli istituzionali.
Il “blocco sicurezza” e l’episodio che imbarazza il Comune
Doveva essere un segnale tangibile di attenzione alla sicurezza e alla presenza delle istituzioni sul territorio. Il nuovo comando della polizia locale di Antegnate, inaugurato nei mesi scorsi in via Manara, nel cuore del centro storico, rappresenta uno degli investimenti più significativi dell’attuale amministrazione comunale. Una scelta rivendicata con forza dalla giunta guidata dal sindaco Simone Nava, sostenuta da Fratelli d’Italia, che ha fatto di sicurezza e rispetto delle regole uno dei pilastri della propria azione politica. La struttura ospita l’ufficio della Polizia locale, spogliatoi e servizi igienici con docce. Locali che, dal punto di vista strutturale, risultano comunicanti con quelli del gruppo comunale di Protezione civile, configurando quello che l’amministrazione ha definito un vero e proprio «blocco sicurezza». Proprio questa configurazione è però finita al centro delle polemiche nei giorni scorsi. Sarebbe infatti emerso – il condizionale resta d’obbligo – che una persona estranea sia alla polizia locale sia alla protezione civile abbia avuto accesso agli spogliatoi e abbia utilizzato le docce durante l’orario di apertura del comando. L’uomo, di nazionalità straniera, sarebbe entrato passando dagli spazi della Polizia locale. Un episodio che, per la posizione centrale e ben visibile della struttura, ha rapidamente alimentato il passaparola tra i cittadini ed è arrivato fino ai tavoli istituzionali.
La replica del sindaco: «Fatti accertati e provvedimenti interni»
Il sindaco Simone Nava non ha negato l’accaduto, chiarendo pubblicamente la posizione dell’amministrazione comunale. «Purtroppo è successo: un uomo ha usato indebitamente la doccia e gli spogliatoi ad uso della polizia locale e della protezione civile – ha spiegato –. È una cosa che non è mai stata condivisa e che abbiamo scoperto anche noi, eravamo all’oscuro di tutto». Parole nette, accompagnate dalla condanna dell’episodio e dall’annuncio di verifiche interne. «Abbiamo chiesto al comandante della polizia locale di procedere con accertamenti interni. Gli accertamenti sono stati fatti e sono stati adottati provvedimenti affinché una situazione simile non si ripeta mai più», ha aggiunto il primo cittadino. Una presa di posizione che punta a delimitare le responsabilità e a rassicurare la cittadinanza, ma che non è bastata a spegnere il dibattito politico. La vicenda, infatti, è tornata al centro del confronto durante l’ultimo Consiglio comunale prima di Natale, diventando terreno di scontro tra maggioranza e opposizione.
Le accuse dell’opposizione e il nodo delle attrezzature scomparse
Tra i banchi della minoranza, la capogruppo Veronica Salvalaglio, per il gruppo «Insieme per Antegnate», ha sollevato un ulteriore interrogativo legato ad alcune voci di spesa presenti nel bilancio comunale. In particolare, ha chiesto chiarimenti sui fondi destinati al capitolo delle attrezzature, ipotizzando che possano essere collegati alla necessità di riacquistare materiale della Protezione civile che, secondo segnalazioni informali di cittadini, sarebbe stato rubato. Il riferimento, sempre formulato al condizionale, è alla presunta scomparsa di una radio ricetrasmittente dalle dotazioni del gruppo comunale di Protezione civile. Un’assenza che, secondo le voci circolate in paese, potrebbe essere collegata all’uso improprio dei locali comunicanti con spogliatoi e docce. Anche su questo punto il sindaco Nava ha invitato alla prudenza. «Le voci e le segnalazioni non attestano nulla – ha chiarito –. Se un furto è stato commesso, esiste un referente della Protezione civile ed è lui che deve presentare denuncia. Solo allora interverremo ufficialmente». Al momento, ha spiegato il primo cittadino, il referente del gruppo sta verificando se la ricetrasmittente sia stata effettivamente sottratta o se possa essere stata smarrita durante un’esercitazione o in altre circostanze. Una distinzione netta, ribadita dallo stesso sindaco: «Condanniamo senza esitazioni l’uso improprio dei bagni, su cui sono già stati presi provvedimenti. Ma fino a quando non ci saranno denunce ufficiali non posso parlare di furto né collegarlo alla presenza di persone estranee. Su questo presunto episodio, al momento, esistono solo accertamenti interni».