Una Dea bella a vedersi ma che deve ancora crescere

Una Dea bella a vedersi ma che deve ancora crescere
Sport 14 Dicembre 2020 ore 12:16

Quando le sconfitte servono eccome

È stata una lezione durissima ma forse ci voleva: lo 0 a 5 di Atalanta-Liverpool ha riportato con i piedi per terra una squadra fantastica ma non ancora perfetta come la Dea. I bergamaschi, prima della débâcle con i Reds, erano riusciti a imporre il loro gioco stellare pressoché ovunque: fatti salvi gli scivoloni con Sampdoria e Napoli, i nerazzurri avevano dispensato “calcio champagne” contro Torino, Lazio e Cagliari. Poi ci ha pensato Jürgen Klopp a far capire all’Atalanta che giocare a viso aperto con qualsiasi avversaria non è sempre una buona idea. È vero, la Dea non è una squadra costruita per difendere il risultato o capace di fare catenaccio, ma è altrettanto vero che per il definitivo salto di qualità bisogna sapersi trasformare da armata Brancaleone a fortino inespugnabile a seconda delle situazioni. D’altronde se la metti sul piano della velocità e della pura tecnica con Salah e compagni, le chance di ben figurare sono davvero poche. Gasperini, tecnico sottovalutato e spesso snobbato dalle grandi di A, avrà di sicuro fatto tesoro di ciò che è accaduto in quella sciagurata partita e quando si ripresenterà sul palcoscenico della Champions League saprà come disporre una squadra più attenta alle caratteristiche dell’avversaria di turno. A nostro avviso, il calcio proposto dalla Dea va più che bene in Serie A, visto che nessuna formazione riesce oggi a reggere i ritmi atalantini, ma non quando c’è di mezzo l’Europa che conta, lì bisogna fare molta attenzione.

Un’Atalanta più matura

La batosta subìta contro il Liverpool è servita eccome all’Atalanta che ha compreso come il cammino per diventare una grande del calcio internazionale è ancora lungo e impervio. Contro i Reds, al di là delle amnesie difensive, si è vista una Dea che correva meno rispetto al solito e questo è un campanello d’allarme di cui tenere conto per il futuro. Conoscendo Gasperini, siamo sicuri che avrà già parlato ai suoi ragazzi, ricompattando un ambiente che ripartirà alla grande fin dalle prossime partite. Pensatela come volete ma noi non cambiamo idea nemmeno dopo lo stop di Champions: i nerazzurri diranno la loro anche in questa stagione 2020-2021, anzi potrebbero addirittura migliorarsi! Perché lo sosteniamo? Perché gli innesti dell’ultima sessione di calciomercato, Aleksej Mirančuk su tutti, sono stati importanti, perché Iličić è finalmente tornato, ed è tornato per incantare, e perché dopo ogni k.o. la Dea ha dimostrato di poter crescere. Fare tesoro dei propri errori è una virtù che poche formazioni hanno e che l’Atalanta può vantare. Può bastare per convincervi? Il futuro dei nerazzurri è di sicuro roseo (scusate il gioco di parole con i colori) perché, al di là di alcuni (pit) stop necessari, la squadra gioca a memoria e sa bucare le difese altrui grazie alla velocità del Papu Gómez e alla vena realizzativa di Duván Zapata. Se dovessimo scommettere con voi, diremmo che i bergamaschi passeranno di certo il turno in Champions e potrebbero addirittura arrivare secondi in Serie A. Dite che stiamo esagerando? Proviamo, con l’ultimo paragrafo, a farvi cambiare idea.

Lo stesso attacco dei 98 goal e non solo

Ricordate i 98 goal realizzati dalla Dea lo scorso anno grazie a un parco attaccanti straordinario? Ebbene quell’attacco non solo è rimasto pressoché identico, ma è stato impreziosito dall’arrivo del vice-Zapata Sam Lammers, talento ex PSV che con i colori nerazzurri potrebbe fare il definitivo salto di qualità. Prima lo abbiamo solo nominato, ora parliamo un po’ di lui. Ovvero di chi? Di Aleksej Mirančuk. Questo trequartista russo dal talento cristallino è finalmente tornato in piena forma, dopo un infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi da calcio per alcuni mesi, ed ora è pronto a servire assist a volontà per Zapata e per Muriel. Definito da Messi uno dei 10 migliori talenti del futuro, Aleksej potrebbe essere la classica ciliegina sulla torta atalantina. Non ci siamo dimenticati dello 0 a 5 subìto con il Liverpool, per carità, ma con un attacco così e un falso nueve di tale caratura si può solo migliorare, sempre che la Dea impari, come ha sempre fatto, dai suoi errori.

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