Calcio, Atalanta sotto pressione ma la Dea è in corsa per tutti gli obiettivi

Sport 20 Dicembre 2020 ore 17:37

È una Dea che non vuole smettere di stupire e fare miracoli. La stagione delle conferme dell’Atalanta è cominciata tutto sommato nel migliore dei modi, con i nerazzurri di Bergamo capaci di cogliere mirabolanti vittorie e di giocare come mai nessuno aveva fatto prima in Serie A. Nonostante qualche distrazione di troppo (come le due sconfitte di fila rimediate in campionato contro il Napoli e la Sampdoria), la truppa di Gian Piero Gasperini resta tra le più liete novità degli ultimi anni a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello continentale.

La vittoria di prestigio colta nei gironi di Champions League ad Anfield Road, tempio del Liverpool campione d’Inghilterra, è di quelle che saranno raccontate ai nipoti per i prossimi cent’anni. Contro i Reds, Papu Gómez e compagni hanno confermato che i quarti di finale di Champions League raggiunti lo scorso anno non sono arrivati per caso. Insomma, quella che ad inizio del XX secolo era nota come “la regina delle provinciali”, oggi, al suo secondo anno nel massimo torneo continentale per club, è una delle società più accreditate e temute.

Ma in campionato fa notizia una Atalanta che segna soltanto un gol di media nelle ultime cinque gare, periodo nel quale la vittoria è arrivata solo una volta (peraltro contro la modesta Crotone). Eppure, con 14 punti nelle prime otto giornate, la formazione orobica è lì, a ridosso delle battistrada della classifica, con i migliori portali di scommesse sulla Serie A ancora fiduciosi sulle quote scudetto della Dea, come per esempio Betway che il 1 dicembre la danno a 13.00 e tra le prime cinque favorite per il successo finale.

Nel campionato 2019/2020, a questo punto della stagione di Serie A, la Dea aveva totalizzato 17 punti (+3 rispetto a quest’edizione del torneo), mettendo a segno 21 gol e subendone 13 (1 in meno rispetto al campionato in corso). Era una Atalanta più spavalda, maggiormente votata all’attacco e al contropiede, quasi incurante di alcuni meccanismi difensivi, così come confermato dall’analisi dei maggiori quotidiani sportivi come La Gazzetta dello Sport. Anche per questa ragione, per mesi la scorsa stagione i nerazzurri di Bergamo sono stati l’attacco più prolifico d’Europa per numero di gol segnati in media a partita, meglio anche di mostri sacri come il Manchester City di Pep Guardiola e del Bayern Monaco, campione in carica in Champions League.

Oggi il concetto di gioco di Gasperini sembrerebbe essere mutato. La sua è una squadra senza dubbio più riflessiva, che bada poco allo spettacolo e di più al sodo, in particolare lontano dal nuovo Gewiss Stadium dove la Dea ha raccolto di più.

Lo testimoniano i numeri e le statistiche relative al torneo di Serie A. L’Atalanta, pur non essendo tra le squadre più offensive del campionato (118 i tiri tentati nelle prime otto giornate, dietro Napoli, Roma, Inter, Milan e Bologna), è la formazione che con il Napoli di Rino Gattuso trova più spesso la porta (con più del 38% di tiri indirizzati nello specchio) e tra le formazioni che di più si avvicinano alla porta avversaria prima di tentare il tiro a rete.

Cifre che confermano la bontà, oltre alla concretezza, della manovra offensiva degli orobici. Dai piedi di Mario Pašalić e Papu Gómez passano la maggior parte delle azioni d’attacco dei nerazzurri di Bergamo, con l’argentino miglior marcatore della squadra in Serie A con 4 reti (e miglior assistman), al pari del colombiano Luis Muriel.

Passando all’analisi del reparto arretrato, si evince come i 14 gol subiti dagli orobici in campionato siano il dato peggiore delle prime dieci squadre della classifica, nonostante l’Atalanta sia una delle prime quattro formazioni per numero di contrasti effettuati durante i novanta minuti di gioco. Tuttavia, Marco Sportiello e Pierluigi Gollini rappresentano ancora oggi una garanzia tra i pali per Gasperini, nonostante alcune voci di mercato che, sempre più di frequente nelle ultime settimane, vogliono i due numeri 1 della Dea lontano dalla città dei Mille a partire dalla prossima stagione.

Il tecnico dei nerazzurri di Bergamo dovrà essere bravo a motivare i suoi due portieri e a gestirli tra i tanti impegni che attendono l’Atalanta di qui alla fine dell’anno, con un calendario fitto di incontri ufficiali tra campionato e coppe varie (la Dea scenderà in campo, in pratica, una volta ogni tre giorni), senza dimenticare le varie sedute di allenamento ed il recupero dei vari acciaccati che pure quest’anno hanno riempito l’infermeria orobica e dato il loro bel da fare ai fisioterapisti della Dea.

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