Romanengo

Fate restare il maestro Costa: l’appello

Una lettera dei genitori di Romanengo al Ministero dell'Istruzione

Fate restare il maestro Costa: l’appello
Cremasco, 31 Agosto 2020 ore 09:00

Nessuno tocchi il maestro Costa. Da Romanengo al Ministero dell’Istruzione una lettera per non perdere l’insegnante tanto amato da alunni e genitori.

Il maestro Costa

I genitori delle future classi quarte dell’Istituto Comprensivo “G. Falcone e P. Borsellino” di Romanengo hanno scritto alla ministra Lucia Azzolina affinché il maestro Dario Costa non lasci le sue sezioni della primaria. Nei giorni scorsi sono state pubblicate le immissioni in ruolo per l’anno scolastico 2020/2021 riguardanti il personale docente e sembra che il maestro Costa sia destinato a lasciare la cattedra delle classi quarte.

La lettera

A questo punto, i genitori hanno inviato una lettera di rimostranze alla segreteria del Ministero dell’Istruzione, al dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Cremona Fabio Molinari e all’ufficio stampa dell’Ufficio scolastico regionale Lombardia.
L’ultima volta che il maestro Dario ha visto il suoi alunni, è stato al termine della didattica a distanza, a giugno, dopo mesi di contatto via webcam. E ora, con scarsissimo preavviso, quelle lezioni sono diventate le ultime. Anche per questo, i genitori ritengono che applicare a una circostanza straordinaria come quella rappresentata dalla pandemia l’ordinaria burocrazia sia una scelta sconsigliabile.

I “teneri malassortiti”

“Se fosse possibile intervistare i nostri figli, ognuno spiegherebbe a modo suo quanto sia insostituibile e straordinario il loro maestro Dario e questo non appare in nessuna graduatoria, ne per titoli ne per servizio – si legge in un passaggio della lettera – La decisione di interrompere la continuità didattica costituisce un serio motivo di preoccupazione da parte di noi genitori. Desideriamo sottolineare l’importanza del maestro Dario e dello speciale rapporto che ha instaurato con tutti i suoi “teneri Malassortiti”, (così chiamati da lui), li ha tenuti per mano dal primo giorno di scuola e li ha sostenuti in modo unico e irripetibile nei momenti più bui e angoscianti dando attenzione e sostegno ad ognuno di loro”.

L’appello alla convenzione ONU

Per far valere le proprie richieste, i genitori delle future classi quarte fanno appello alla convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e l’adolescenza, redatta col proposito di prendere qualsiasi decisione in ambito pedagogico nell’interesse del bambino. Ma non solo, perché all’articolo 12 la convenzione raccomanda l’ascolto delle opinioni del minore, che gli adulti hanno il dovere di prendere in considerazione ai fini del suo sviluppo.

“Questa lettera è per salvaguardare tutti i bambini che, a causa della burocrazia, dovranno versare un mare di lacrime – concludono i genitori – Quindi, ci chiediamo, sarà nell’interesse dello Stato avere dei bambini traumatizzati? Perché è questo quello che succederà. I nostri bambini sono anche un po’ vostri e finché ci sono questi maestri la scuola dovrebbe esserne orgogliosa”.

 

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