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Bullout, i primi tutor in azione alla Tommaso Grossi

L'approccio della peer education per combattere il bullismo.

Bullout, i primi tutor in azione alla Tommaso Grossi
Scuola Treviglio città, 25 Febbraio 2020 ore 11:48

Si chiamano Arianna Cuda, Riccardo Armani, Matteo Cattaneo e frequentano rispettivamente le scuole superiori all’Istituto Cantoni, l’Oberdan e i Salesiani di Treviglio. Sono loro che, la scorsa settimana, sono entrati per primi in una classe di seconda media col ruolo di “tutor” per il Progetto Bullout che vede capofila l’Istituto comprensivo Grossi di Treviglio.

Bullout, studenti contro il bullismo

Trenta ragazzi delle superiori (Cantoni, Collegio Angeli, Facchetti, Oberdan, Salesiani, Zenale) hanno partecipato a un’intera giornata di formazione sui temi del bullismo organizzata all’interno del Progetto finanziato dalla Regione Lombardia e tenuta presso lo spazio Metas e Centro Agape, con esperti in pedagogia e psicologia: Emanuele Bellani, Anna Gatti, Nicoletta Sudati e Viviana Visconti.
Una giornata formativa intensa per preparare i ragazzi a diventare “tutor” degli studenti delle seconde medie della Scuola Grossi e di tutte le altre scuole medie paritarie cittadine.

Peer education per sradicare il bullismo

Si tratta di diciassettenni che hanno ricevuto informazioni, si sono scambiati pensieri e proposte, hanno dovuto produrre un progetto, con la supervisione dei formatori, ed entreranno tutti nelle aule dei “colleghi” tredicenni col compito di far riflettere sui temi del bullismo attraverso una metodologia attiva. Si chiama “peer education” (o peer learning), educazione tra pari. Richiede un cambio di prospettiva nell’insegnamento, vede gli studenti al centro del processo educativo e la messa in atto di meccanismi di influenza sociale ed emozionale positiva. Prevede che siano i giovani opportunamente preparati a diventare in una comunicazione paritaria in-segnanti di altri ragazzi.

 

Così è avvenuto per il primo gruppo che è entrato nella classe della seconda media sezione E della Grossi. La mattinata è stata piacevole per gli studenti più giovani ben guidati dai più grandi che sono risultati splendidi facilitatori. L’insegnate presente, la professoressa Elena Casati, ha dimostrato molta soddisfazione per la bellissima situazione che è stata creata in aula.

Bravissimi i tre studenti che hanno fatto da apripista e hanno messo alla prova la loro capacità comunicativa e relazionale. L’attività si svolgerà in altre 16 classi di seconda media della città, in una dinamica che favorisce il rispetto reciproco, la fiducia e la cooperazione tra pari, rivelandosi, come dicono i ricercatori del settore, un ottimo sistema di prevenzione verso fenomeni negativi come quello del bullismo. Sono circa 500 i ragazzi coinvolti.

Sudati: “I nostri ragazzi sono una foresta che cresce”

“Si dice: ‘fa più rumore un albero che cade di un’intera foresta che cresce’. I nostri ragazzi e le nostre ragazze sono la foresta luminosa che cresce – ha commentato Nicoletta Sudati – La fragilità di chi cade per tanti motivi legati a storie difficili non ci deve far dimenticare che molti, molti altri crescono verso il cielo e cercano la luce. Grazie dunque a tutte le scuole di Treviglio partecipanti al progetto e ai loro docenti e agli enti in rete che fanno comunità (Comune di Treviglio e Commissione pari opportunità, Risorsa Sociale Gera d’Adda, Fondazione Portaluppi, Fondazione Cassa Rurale-BCC, Centro Agape, Associazione Metas). Un grazie particolare ad Anna Gatti (Metas) e alla professoressa Alessandra Rossini (Grossi) per il loro coordinamento”.

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