Caravaggio

Un'interrogazione della Lega riaccende i riflettori sulla diatriba del parcheggio del Santuario

Il Carroccio ha chiesto l'esito dell'ultima udienza datata 31 gennaio relativa alla controversia tra Comune e società «Liolà»

Un'interrogazione della Lega riaccende i riflettori sulla diatriba del parcheggio del Santuario
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La diatriba sul parcheggio del Santuario di Caravaggio torna in Aula con un'interrogazione presentata dal capogruppo della Lega Giuseppe Prevedini.

Parcheggio del Santuario, la Lega chiede lumi

"La causa è persa". Una frase lapidaria quella con cui il leghista Rocco Lombardo ha sbalordito il Consiglio comunale. E ancora una volta sono volate scintille in Aula per l’annosa diatriba legale sul parcheggio del Santuario tra Comune e società «Liolà». Ma andiamo con ordine. Ad accendere la miccia nell’ultima seduta consiliare è stata l’interrogazione presentata dal capogruppo della Lega Prevedini sull’ultima udienza che ha avuto luogo poco più di un mese fa.

"Il sottoscritto chiede al sindaco elementi di conoscenza in ordine al contenuto delle determinazioni assunte nell’udienza che si è tenuta presso la Corte d’appello di Brescia seconda sezione civile il giorno 31 gennaio 2024" ha detto.

E il primo cittadino Claudio Bolandrini non si è fatto pregare.

"Sono stato impossibilitato a presenziare all’udienza - ha spiegato - perché ero impegnato a Roma convocato dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale onorevole Antonio Tajani per la presentazione del progetto il “Turismo delle Radici” al quale Caravaggio partecipa. Sono stato pertanto aggiornato dal nostro legale Enzo Adamo via e-mail".

Quindi ha letto il contenuto del testo.

"All’udienza il consigliere istruttore Vittorio Aliprandi, ravvisata l’inutilità di fissare una nuova udienza per la comparizione personale delle parti per il tentativo di conciliazione, ha rinviato la causa all’udienza del giorno 19 febbraio 2025, concedendo i termini per la precisazione delle conclusioni e per il deposito delle comparse conclusionali e successive repliche. Alla prossima udienza, che si svolgerà con trattazione scritta (quindi non in presenza), la causa verrà trattenuta in decisione. Il difensore delle parti appellanti ha manifestato alla Corte la disponibilità delle sue assistite di definire in via transattiva la controversia, con abbandono del giudizio. Fatta salva la decisione che la il Comune vorrà assumere a tal riguardo, è stato anticipato al collega che, anche alla luce dell’esito del giudizio di primo grado, difficilmente siffatta proposta potrebbe trovare positivo riscontro".

Lombardo: "La causa è persa". Il sindaco: "Per chi?"

Un linguaggio piuttosto ostico per i non addetti ai lavori e così a tradurre il gergo tecnico a tutti i consiglieri ci ha pensato un altro avvocato, il consigliere Lombardo, spiazzando il collega Prevedini.

"Qui la causa è persa" ha esclamato. Parole che hanno suscito l’immediata ilarità di tutti i presenti, gelando però il suo capogruppo, che ha sgranato gli occhi.

"Per chi è persa secondo lei? E’ questa la cosa determinante...» ha allora domandato il primo cittadino. «Aliprandi dice che non è necessario fare il tentativo di conciliazione con la comparizione personale delle parti e questo significa che gli elementi acquisiti sono più che sufficienti".

Poi il dibattito si è ingarbugliato e il sindaco, per chiarire meglio quanto detto dal legale del Comune, ha letto un passaggio della sua e-mail prima omesso.

"Il difensore delle parti appellanti ha manifestato alla Corte la disponibilità delle sue assistite di definire in via transattiva la controversia, con abbandono del giudizio, mediante il versamento a titolo restitutorio da parte del Comune di una somma".

Bolandrini ha chiarito anche che non c’è alcuna possibilità di addivenire a una transazione anche perché

"oltre al parere dell’avvocato di parte ricordo la mozione presentata dal consigliere Daniel Facchinetti nel Consiglio comunale del 28 giugno 2023, votata all’unanimità dai presenti in sala, con la quale si vincolano il sindaco e la Giunta a rifiutare qualsiasi proposta di transazione bonaria che esporrebbe l’Amministrazione a contenziosi con gli operatori che avevano partecipato alla procedura senza aggiudicarsi il servizio in concessione, e che costituirebbe un palese danno erariale per il Comune".

Poi ha messo in luce una situazione che da tempo considera piuttosto anomala.

"Dal 2017 ad oggi sulla questione la Lega ha presentato 115 richieste tra accesso agli atti e interrogazioni - ha evidenziato - neppure per laurearmi in filosofia ho sostenuto tante interrogazioni… Sfugge il motivo di tanto interesse politico su un contenzioso tra un privato cittadino e la Pubblica Amministrazione impegnata a tutelare il bene comune".

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