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Treviglio-Bergamo, Casati fa chiarezza: "Il Pd è da sempre contrario all’opera"

L'intervista del Giornale di Treviglio al segretario provinciale del Partito Democratico sull'opera viabilistica.

Treviglio-Bergamo, Casati fa chiarezza: "Il Pd è da sempre contrario all’opera"
Politica Treviglio città, 21 Giugno 2022 ore 07:00

No all’autostrada Treviglio-Bergamo senza se e senza ma. Il segretario provinciale del Partito Democratico, Davide Casati, ha voluto chiarire una volta per tutte qual è la posizione del suo partito sul progetto. Un progetto su cui giorno dopo giorno aumentano gli scettici, anche tra coloro che fino a qualche anno fa erano favorevoli al 100%. E a tal proposito, vista anche l’approvazione del progetto di fattibilità da parte di Regione Lombardia, Davide Casati ha lanciato una sorta di appello affinché si ascolti il territo

L'irio e si valutino modifiche sostanziali se non addirittura un colpo di spugna definitivo.

Negli anni il Pd bergamasco ha avuto posizioni ondivaghe sul tema, in particolare alcuni suoi esponenti nel tempo hanno anche rilasciato dichiarazioni «ambigue». Facciamo chiarezza: che posizione ha il Pd provinciale su questo progetto?

"Sono segretario provinciale da fine 2018, la posizione è sempre stata la stessa e ho ribadito in più occasioni il parere negativo al progetto autostradale voluto nel 2012 da Regione Lombardia a guida leghista. Sono passati ormai 10 anni dalla conferenza dei servizi ed è significativo che si sia ancora fermi immobili e non si siano usati tutti questi anni da parte di Regione Lombardia per lavorare coi Comuni, le associazioni di categoria e i comitati e trovare davvero una soluzione infrastrutturale diversa, più sostenibile e più adeguata per collegare il nord ed il sud della nostra provincia".

Indipendentemente su come la si pensi sull'autostrada, c'è comunque un problema di collegamento tra il nord e il sud della provincia. Che idee avete in merito? Che alternativa valida può esserci all'autostrada?

"È evidente e condivisa da tutti gli automobilisti ed autotrasportatori bergamaschi la necessità di colmare un deficit infrastrutturale di questa parte di territorio, ma il “come” fa la differenza. E per il Pd, ad esempio, la tutela e la salvaguardia del Plis della Gera d’Adda (Castel Cerreto – Geromina) è fondamentale e il progetto sostenuto dalla Lega dal 2012 va in direzione opposta andando a compromettere radicalmente un’area delicata e preziosa. Ora che Regione Lombardia ha stanziato anche quasi 150 milioni di euro pubblici per quest’opera deve esserci la responsabilità di chi la governa di aggiornare gli studi che sono alla base del progetto di fattibilità di 10 anni fa, tenendo conto dei cambiamenti avvenuti nel frattempo, e condividendo coi Comuni coinvolti lo sviluppo infrastrutturale migliore possibile che unisca il nord al sud della nostra provincia".

A tal proposito, qualche mese fa fa l'onorevole di Forza Italia Alessandro Sorte, che era sempre stato un sostenitore dell'opera, ha rivelato di essere ora un po' scettico. E ha rilanciato con un progetto parallelo che attraversa il territorio più a Est, al centro della pianura. Cosa ne pensa? E' fattibile?

"È un progetto parallelo che riguarda un’altra area della bassa bergamasca che necessità anch’essa di investimenti infrastrutturali che da decenni le comunità richiedono. L’idea dell’onorevole Sorte è sicuramente una buona base di partenza sulla quale chi governa Regione Lombardia dovrebbe coinvolgere la Provincia ed i Comuni interessati per condividerne il preciso tracciato e la tipologia di infrastruttura adeguata agli effettivi bisogni del territorio".

Lo scorso marzo la Regione ha approvato il progetto di fattibilità dell'autostrada, di fatto quello risalente al 2012. Secondo lei ci sono ancora i margini per bloccare l'opera o quantomeno modificarla pesantemente, o la partita è persa? Cosa è ancora possibile fare?

"Se c’è la volontà tutto è possibile. In questi 10 anni la volontà non c’è stata. Sta a chi governa Regione Lombardia decidere se e come continuare. Ascoltando davvero e concretamente i territori, la Provincia e i sindaci oppure andando avanti, con il progetto approvato nel 2012, a testa bassa e senza confrontarsi? È giusto che ognuno si assuma le proprie responsabilità in base ai ruoli che ricopre senza fare gli “scaricabarile”".

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