Sorte: “Raddoppiamo lo stipendio dei sindaci”

Ecco cosa dice la legge e cosa propone il deputato di Brignano.

Sorte: “Raddoppiamo lo stipendio dei sindaci”
Treviglio città, 16 Ottobre 2019 ore 14:20

Un emendamento alla Finanziaria per raddoppiare le indennità di carica dei sindaci. Una proposta per molti versi contro-corrente quella del deputato della Bassa Alessandro Sorte (Cambiamo con Giovanni Toti) che nei prossimi giorni presenterà a Montecitorio una proposta di modifica alla manovra  economica in corso di discussione alle Camere.

Raddoppiare lo stipendio dei sindaci

Nel testo, Sorte  chiederà di raddoppiare le indennità di funzione  dei primi cittadini italiani. In sostanza, si tratta di aumentare gli stipendi dovuti dal Comune proprio per la carica ricoperta nei cinque anni di mandato previsti dall’articolo 82 del Testo unico degli enti locali.

“Gran parte dei sindaci guadagnano 500 euro al mese o comunque hanno indennità inadeguate, lavorando dalla mattina alla sera per il proprio Comune per garantire servizi ai cittadini, assumendosi grandi responsabilità e rischi – hanno fatto sapere Sorte e Benigni di Cambiamo – Sono le vere sentinelle del territorio, i veri riferimenti dei cittadini per qualsiasi problema e non vanno umiliati. Abbiamo votato senza indugio e con convinzione il taglio del numero dei Parlamentari e siamo orgogliosi di proporre come Parlamentari una proposta che punti a riconoscere il giusto rispetto per la figura di Amministratore”.

La cifra netta corrisposta ai sindaci  varia in funzione della popolazione del Comune e dell’eventuale situazione lavorativa del sindaco (le cose cambiano se ha altri redditi, se si trova in aspettativa presso il suo datore di lavoro, ad esempio, o se è un lavoratore autonomo). Secondo Sorte in ogni caso il lavoro dei primi cittadini, in tutta Italia, è tutt’altro che ascrivibile al capitolo (peraltro ampio) alle spese comprimibili della Pubblica amministrazione. Anzi. Sentinelle del territorio oltre che ufficiali di governo dei loro paesi, da destra a sinistra sono infatti nella stragrande maggioranza dei casi un punto di riferimento ineludibile nel rapporto tra Stato e cittadini. I primi a cui squilla il cellulare in caso di problemi e molto spesso anche gli ultimi a lasciare il Municipio la sera.

Cosa prevede la legge

Ma quanto prende un sindaco? La legge prevede che le cosiddette “indennità di funzione” spettino a sindaco, presidente della provincia, sindaco metropolitano, presidente della comunità montana, presidenti dei consigli circoscrizionali dei comuni capoluogo di provincia, presidenti dei consigli comunali e provinciali. Oltre agli assessori degli Esecutivi collegati, secondo una tabella che lega la retribuzione degli assessori a una percentuale di quella dei sindaci.

L’indennità è inoltre dimezzata per i lavoratori dipendenti che non abbiano richiesto l’aspettativa e in nessun caso più indennità di funzione sono cumulabili.  E ridotta del 10 percento, per effetto di una legge del 2005.

Quanto ai  consiglieri comunali e provinciali,  hanno invece diritto soltanto a percepire  un gettone di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni.

Quando prende un sindaco?

L’ammontare delle indennità di funzione (e dei gettoni di presenza per i consiglieri) avrebbero dovuto essere aggiornate ogni tre anni da un apposito decreto ministeriale, che adegua all’aumento degli indici Istat le cifre determinate d’intesa con la conferenza Stato Regioni. Non è tuttavia successo e ci si basa ancora oggi su questa tabella risalente al 2000. Le cifre riportate vanno ridotte inoltre del 10 percento per effetto di una successiva legge del 2005 (governo Monti).

INDENNITÀ DI FUNZIONE MENSILE DEI SINDACI
Comuni fino a 1.000 abitanti € 1.291,14
Comuni da 1.001 a 3.000 abitanti € 1.446,08
Comuni da 3.001 a 5.000 abitanti € 2.169,12
Comuni da 5.001 a 10.000 abitanti € 2.788,87
Comuni da 10.001 a 30.000 abitanti € 3.098,74
Comuni da 30.001 a 50.000 abitanti € 3.460,26
Comuni da 50.001 a 100.000 abitanti € 4.131,66
Comuni da 100.001 a 250.000 abitanti € 5.009,63
Comuni da 250.001 a 500.000 abitanti € 5.784,32
Comuni oltre 500.000 abitanti € 7.798,50

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