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Scrp, i sindaci “dissidenti” temono per la propria liquidazione

Gli otto sindaci usciti nei mesi scorsi da Scrp, società partecipata che comprende molti Comuni del cremasco, temono di non ricevere la propria liquidazione

Scrp, i sindaci “dissidenti” temono per la propria liquidazione
Politica Cremasco, 04 Ottobre 2018 ore 08:29

Si sono riuniti ieri sera a Romanengo gli otto sindaci che circa quattro mesi fa si erano staccati dalla società partecipata Scrp, e che entro l’inizio di dicembre dovrebbero ricevere ciascuno la propria liquidazione delle azioni. Il timore è che lo scioglimento della partecipata possa essere un tentativo di evitare il pagamento a loro dovuto.

I sindaci “dissidenti”

Sono otto i sindaci che alcuni mesi fa si erano chiamati fuori dalla società partecipata Scrp. I loro Comuni, tra cui figurano Casale Cremasco, Romanengo e Soncino, attendono entro i primi giorni di dicembre la liquidazione dovuta, pari a 77 euro per ciascuna azione, ma le cose potrebbero complicarsi a seguito del Consiglio di Amministrazione convocato dalla partecipata per ieri sera.

Scrp si scioglie e confluisce in Consorzio.it

Ieri sera, infatti, il CdA ha proposto all’assemblea dei sindaci lo scioglimento di Scrp, che confluirà in Consorzio.it. Manovra più che legittima, sia chiaro. A patto, per i sindaci del recesso, che la loro liquidazione non venga meno o sia gravemente ridimensionata.

I sindaci si rivolgono a uno studio legale

Per tutelare il proprio diritto a una congrua liquidazione, gli otto sindaci usciti da Scrp hanno deciso di consultare uno studio legale per verificare quali azioni intraprendere qualora i propri timori si verificassero fondati. I sindaci si sono inoltre detti perplessi circa il comportamento del Comune capofila, Crema: “Sono rimasto stupito nel leggere della volontà di sciogliere Scrp – ha dichiarato Gabriele Gallina, sindaco di Soncino – Ancor più stupito sono del fatto che Crema abbia affrontato la questione in Consiglio prima ancora che l’Assemblea dei soci avesse trattato l’argomento. L’unica cosa che mi preme è che questa ulteriore forzatura non ricada sui rapporti tra i vari Comuni, che dobbiamo cercare di preservare. Se Scrp vale 30, e dico un numero a caso, vale 30 anche quando è messa in liquidazione. Quindi o il liquidatore liquida i soci quota parte per tale importo, o ci saranno responsabilità in capo al liquidatore o a chi ha approvato il bilancio”.

 

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