Santuario dei rave diventa discarica

E' alta la tensione tra i sindaci di Cavernago e di Calcinate

Santuario dei rave diventa discarica
Romanese, 20 Dicembre 2017 ore 12:22

Santuario dei rave diventa discarica autorizzata. È guerra tra i sindaci sull’impianto di trattamento rifiuti che dovrebbe sorgere a Calcinate sul confine di Cavernago.

Santuario dei rave diventa discarica

Prosegue l’iter e la lotta sottostante tra il dissenso espresso dal sindaco Giuseppe Togni e il sindaco di Calcinate Gianfranco Gafforelli che non commenta. Resta alta la tensione riguardo l’impianto della «San Giorgio Srl» che tratterà rifiuti provenienti da metalli, fanghi, prodotti chimici, solventi, ceneri, siano essi pericolosi e non pericolosi. La superficie totale del complesso sarà poco più di 15mila metri quadri. Il capannone abbandonato della ex fonderia “Mazzucchelli” è meta quasi annuale di rave party che attira giovani da tutto il nord.

Il progetto di riconversione parte nel 2014

Il tutto inizia a maggio del 2014. La società «San Giorgio Srl», di proprietà al 100% della società romana «Avr Spa», proprietaria dell’immobile un tempo usato come fonderia di ghisa e la cui attività è cessata nel 2009, presenta il progetto di un impianto di trattamento di rifiuti non pericolosi e pericolosi. L’impianto si trova nell’area delimitata a sud est dallo scolmatore dello Zerra e a sud ovest dalla strada statale Soncinese, mentre ai rimanenti confini ci sono aree agricole.

La Provincia esclude la Via

La Provincia ha escluso la verifica di assoggettabilità al Via (valutazione impatto ambientale) in quanto la «San Giorgio» ha presentato una serie di relazioni provando che le soglie non venivano superate. La società ha quindi chiesto l’esclusione della Via e la Provincia l’ha concessa. La conferenza di dicembre è stata poi aggiornata a data da destinarsi con una serie di richieste di integrazioni da parte degli enti presenti. Molto critico il sindaco Togni che, come aveva già fatto nel 2015, ha presentato osservazioni costruttive come prevede la legge 241 del 1990. Essa obbliga un Comune a motivare il proprio diniego e indicare quali cose debbano essere fatte perché il dissenso venga superato.

Il dissenso del sindaco di Cavernago

«E’ nota a tutti la situazione critica dell’ambiente di Cavernago – ha detto il sindaco – per i numerosi impianti attivi (biomasse, biogas, impianto di trattamento di prodotti bituminosi), per le problematiche ambientali con inquinamento da rumore e dell’aria generate anche dal vicino aeroporto. La ex ss498, lungo la quale sorgerà l’impianto, ha un traffico a dir poco congestionato. Di sicuro il traffico indotto dall’attività della “San Giorgio Srl” andrà ad aggravare e peggiorare la situazione di inquinamento acustico».

“Rischio di scarico nella Roggia”

Ci sono inoltre altri rischi dell’impianto a livello ambientale. «L’impianto si colloca in una zona a ridosso della roggia utilizzata per l’irrigazione dei campi e direttamente collegata al fiume Serio e al Parco – ha detto il sindaco – con possibili rischi di inquinamento direttamente nella roggia Borgogna o nella falda. La società ha costruito l’intero progetto affermando che l’insediamento non era collegabile alla rete fognaria. Pertanto, ha previsto  sistemi di pulizia delle acque e sistemi di scarico a perdere con immissione diretta nella roggia».

Le soluzioni proposte

Il sindaco Togni ha presentato proposte per superare le criticità “Innalzare il camino e creare punti di emissione più a nord rispetto alla roggia – ha detto – che il trattamento e stoccaggio dei materiali avvenga tutto in ambiente chiuso ed ermetico; che venga prevista una fascia alberata che elimini i metalli pesanti inquinanti. Per quanto riguarda la viabilità ritengo indispensabile la realizzazione di una bretella alla ex ss498 che si colleghi a quella prevista dal Comune di Cavernago”.

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