Menu
Cerca

A Spino è polemica sul contributo per la pace

Riccaboni: Devolvere somma a chi vive la guerra sulla propria pelle.

A Spino è polemica sul contributo per la pace
Politica Cremasco, 25 Marzo 2019 ore 08:00

Polemica sul contributo di 300 euro versato dal Comune di Spino al Coordinamento Nazionale per la Pace e i Diritti Umani. Paolo Riccaboni, capogruppo di minoranza, propone di donare la somma alle famiglie delle vittime di guerra.

Il Coordinamento Nazionale per la Pace e i Diritti Umani

Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, all’ordine del giorno era fissato il punto sul contributo che i Comuni versano al Coordinamento Nazionale per la Pace e i Diritti Umani. Quest’ultimo è un gruppo di Enti locali che promuove, attraverso una serie di iniziative, l’educazione permanente alla pace e ai diritti umani nella scuola, la diplomazia delle città per la pace, il dialogo e la fratellanza tra i popoli.

Come si lavora per la pace?

La minoranza di «Progetto per Spino», ha spiegato attraverso un comunicato la propria visione sulla costruzione della pace e dei diritti umani, motivando la proposta avanzata in Consiglio.  «Il sottoscritto ha rilevato che l’adesione costa 300 euro l’anno ma che non si ottiene la pace pagando una quota associativa – ha scritto Paolo Riccaboni – “Progetto per Spino” ha perciò proposto di spendere diversamente 300 euro per la pace, stanziando la somma a favore delle vittime della guerra e continuando a costruire una cultura di pace. I pochi o tanti soldi stanziati, a nostro avviso, non devono finire negli ingranaggi di un coordinamento e nelle maglie della burocrazia, ma direttamente alle vittime della guerra».

La risposta di Poli

Il sindaco Luigi Poli ha rigettato la proposta spiegando che il contributo non pretende di produrre pace fra i popoli dietro pagamento, ma solo di mantenere attiva un’associazione. «Vogliamo partecipare in modo esplicito a questo coordinamento di Enti locali – ha risposto Poli – Non sono certo i 300 euro che costruiscono la pace, sono il finanziamento che si richiede ad ogni comune per tenere in piedi questa associazione».

TORNA ALLA HOME