Nuova Fiera: “Intitoliamola a Carlo Alberto Dalla Chiesa”

La proposta, nel giorno dell'anniversario dell'assassinio, è stata lanciata tramite una mozione della capogruppo del Pd Laura Rossoni.

Nuova Fiera: “Intitoliamola a Carlo Alberto Dalla Chiesa”
Treviglio città, 03 Settembre 2018 ore 18:23

Nuova Fiera, il Pd propone di intitolarla al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. A lanciare l’idea, proprio nel 36esimo anniversario del suo assassinio a opera della mafia (avvenuto il 3 settembre del 1982), è stata la capogruppo del Partito Democratico Laura Rossoni.

Nuova Fiera

L’obiettivo dell’intitolazione della nuova fiera al generale, secondo il consigliere di opposizione, è duplice: da un lato si renderebbe omaggio a una figura straordinaria della nostra storia nazionale e tramanderebbe alle future generazioni la memoria di un uomo che ha combattuto per la nostra libertà, per la legalità e per la difesa delle nostre Istituzioni democratiche. Dall’altro contribuirebbe a ricordare tutte le vittime cadute per mano della criminalità organizzata nel nostro Paese, che non hanno chinato la testa di fronte all’ingiustizia e che non hanno avuto paura.

Mozione

«In questo giorno, 36 anni fa, veniva assassinato il generale Carlo Alberto dalla Chiesa insieme alla moglie e all’agente di scorta – ha scritto Laura Rossoni sulla sua pagina Facebook  – In occasione di questa importante data, ho depositato in Comune una mozione per chiedere al sindaco e alla giunta di intitolare a lui la Fiera Nuova di Treviglio. Un omaggio e un ringraziamento a una figura straordinaria e rappresentativa di tutte le vittime cadute per mano della criminalità organizzata».

L’omicidio 36 anni fa

Carlo Alberto Dalla Chiesa venne assassinato la sera del 3 settembre 1982 a Palermo, dove da cento giorni ricopriva l’incarico di Prefetto. Nell’attentato mafioso, perse la vita anche la giovane moglie Emanuela Setti Carraro e venne ferito mortalmente l’agente di scorta Domenico Russo, in servizio nella Polizia di Stato, che morì dopo 13 giorni di agonia. Per i tre omicidi sono stati successivamente condannati all’ergastolo come mandanti i vertici di Cosa Nostra.

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