Regione Lombardia

Mozione di sfiducia contro il presidente Fontana, si chiama fuori solo Italia Viva

Si chiedono le dimissioni per la gestione dell'emergenza Coronavirus.

Mozione di sfiducia contro il presidente Fontana, si chiama fuori solo Italia Viva
29 Agosto 2020 ore 11:31

Mozione di sfiducia contro il presidente della Regione Attilio Fontana, firmata da tutte le forze di opposizione tranne Italia Viva.

Mozione di sfiducia per la gestione emeregenza Covid-19

È stata depositata ieri, venerdì 28 agosto, a Palazzo Pirelli, firmata da Pd, M5S, Civici, Azione e +Europa ma non da Italia Viva. Il presidente Attilio Fontana sul “banco degli imputati” per gestione dell’emergenza Coronavirus da parte della Regione. In particolare per la mancata zona rossa nella Bergamasca, i problemi nelle Rsa, ei ritardi nella fornitura delle mascherine, i pochi pazienti ospitati dall’apertura dell’ospedale Covid alla Fiera di Milano fino all’affidamento diretto e senza gara alla multinazionale Diasorin della realizzazione dei test sierologici.  Nel teesto però non si fa accenno alla vicenda dei camici che ha coinvolto proprio Fontana. L’unica voce fuori dal coro è quella della renziana Patrizia Baffi. La mozione per chiedere le dimissioni di Fontana sarà discussa l’8 o il 10 settembre.

La reazione della maggioranza

Non si è fatta attendere la reazione della maggioranza: «Dopo aver comodamente atteso il rientro dalle ferie le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia che non ha raccolto consenso unanime neppure tra le varie componenti della minoranza. Un atto ridicolo e incomprensibile, col solo scopo di ottenere qualche titolo di giornale – dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di maggioranza al Consiglio regionale Roberto Anelli (Lega), Gianluca Comazzi (Forza Italia), Franco Lucente (Fratelli d’Italia), Luca Del Gobbo (Noi con l’Italia), Manfredi Palmeri (Energie per l’Italia), Giacomo Basaglia Cosentino (Lombardia Ideale), Viviana Beccalossi (Misto) – I consiglieri del Pd e del M5S – prosegue la nota – farebbero meglio a condannare l’operato del Governo, che in questi mesi ha gestito l’emergenza in maniera disastrosa.  Se i lombardi e gli italiani sono in ginocchio la colpa non è certo del presidente Fontana, ma di un Esecutivo che fin dal primo giorno si è mostrato incapace di gestire questa emergenza».

Il Movimento 5 stelle all’attacco

«Trovo ridicole le giustificazioni attraverso le quali, la rappresentante di Italia Viva in Consiglio Regionale ha annunciato che sosterrà il lavoro del presidente Fontana, votando contro alla mozione di sfiducia presentata da tutte le opposizioni unite – ha affermato il capogruppo del Movimento a Palazzo Pirelli Massimo De Rosa
Sentire il partito di Matteo Renzi, l’uomo delle chiacchiere per definizione, parlare di concretezza politica è come sentire Matteo Salvini parlare di scuola e istruzione. Detto poi da una consigliera regionale che nell’ultimo periodo ha frequentato le feste di Fratelli d’Italia e da un partito che, in vista delle prossime elezione comunali, stringe alleanze con Forza Italia rende perfettamente l’idea di quale sia la loro idea di concretezza politica: poltrone. Sarebbe più credibile, e onesto nei confronti dei cittadini, se Italia Viva passasse definitivamente e ufficialmente con la maggioranza. Strumentali anche le dichiarazioni da parte della maggioranza, che come volevasi dimostrare, calcia ancora una volta il pallone in tribuna, rifiutandosi di affrontare il proprio disastro e limitandosi alla solite sterile polemica con il governo, la cui gestione dell’emergenza è stata invece riconosciuta, a livello mondiale, fra le più efficienti ed efficaci. Dicono che si aspettata la fine delle ferie per discutere la mozione di fiducia. Non dicono però due cose ovvie: in questi giorni intanto si è lavorato per un testo condiviso e soprattutto discutere una importante mozione di sfiducia in pieno agosto sarebbe stato utile solo alla Lega, per farla passare in sordina nella disattenzione generale dei cittadini. La mozione si discuterà come ovvio nella prima seduta utile alla ripresa dei lavori. Forse invece di pensare alle ferie e a giocare a paddle, avrebbero potuto evitare di farci assistere ancora una volta alla imbarazzante impreparazione del duo Fontana-Gallera nel gestire la delicata fase estiva. Impreparazione che persevera nel tracciare e nel mappare le persone che entrano e transitano dalla Lombardia, che ha portato a attivare male e tardi la possibilità di fare tamponi negli aeroporti lombardi, che dirottato il personale degli ospedali pubblici al fine di provare a dare un senso all’ospedale in Fiera e che ha favorito i privati escludendo il pubblico nella gestione delle procedure di screening».

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