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L'Irpef sale, minoranza infuriata: "Il Covid non c'entra"

L’aumento interesserà il 22% dei cittadini e il sindaco spiega che è dovuto ai costi del cantiere lievitati a causa della pandemia

L'Irpef sale, minoranza infuriata: "Il Covid non c'entra"
Politica Cremasco, 16 Aprile 2021 ore 09:00

Ritoccate le tariffe delle imposte. L'Irpef sale e la minoranza di Pieranica protesta contro l’aumento dell’aliquota.

L'Irpef sale

La manovra dell’Amministrazione ha trovato fortemente contraria "Pieranica per Pieranica", che ha commentato aspramente e diramato un comunicato stampa.

"Fu proprio Raimondi a introdurre la tassa nel 2015 ed ora la aumenta, nonostante le difficoltà dovute all’assenza di lavoro - si legge - L’aumento, tra il 15% e oltre il 30% del valore dell’aliquota Irpef, interesserà i redditi superiori a 28mila euro lordi, quindi quelli che potremmo definire gli stipendi medi. Lo dicemmo nella campagna elettorale del 2019 coi dati alla mano che, a causa della spropositata stipula del mutuo della scuola, con tassi scriteriati, questa Amministrazione avrebbe dovuto aumentare l’imposta. E il Covid-19, anche se non c’entra nulla, ha dato l’opportunità di farlo. In Consiglio comunale il sindaco ha giustificato tali aumenti con motivazioni che, a nostro giudizio, riteniamo, per usare un eufemismo, estremamente marginali e legate ai lavori della scuola, oltre ad aver detto che sarà toccato “solo” il 22% dei cittadini, definendo certi redditi notevoli”.

Gli scaglioni

L’Irpef sale per lo scaglione di reddito da 28mila a 55mila euro annui, passando dallo 0,6% allo 0,7%. Mentre quello che va da 55mila a 78mila euro passa dallo 0,6% allo 0,8%.

"Ora pensiamo a una famiglia monoreddito con figli, dove chi porta il pane in tavola, che lavora da circa 20 o 30 anni, supera anche di poco i 28mila euro lordi, circa 1500 euro mensili netti - prosegue il comunicato - Definireste quel reddito “notevole”?".

La risposta di Raimondi

Secondo la minoranza non è però finita qui: è convinta che quando la scuola entrerà in funzione, l’Amministrazione dovrà nuovamente battere cassa per coprire i costi del riscaldamento, della corrente elettrica e delle pulizie.

"Sfortunatamente il Coronavirus non è stato un problema solo per i privati - ha ribattuto il sindaco Valter Raimondi - I costi sono lievitati per via delle normative anti-Covid, che hanno cambiato il modo di lavorare dei cantieri. Per esempio, i pulmini che trasportano gli operai ospitano meno passeggeri e devono fare più viaggi, mentre sul posto di lavoro alcuni professionisti non possono occupare contemporaneamente gli stessi spazi. Procedure e tempistiche più lunghe che comportano maggiori costi, per i quali le aziende si rivalgono su di noi".

Gli aumenti sono pari a circa 100mila euro, fra costruzione della primaria e ampliamento della cucina della scuola dell’infanzia.

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