La Sau indaga sul bando del vigile, ma le mettono la sentinella

Il consigliere ha deciso di appellarsi al difensore regionale

La Sau indaga sul bando del vigile, ma le mettono la sentinella
Politica Cremasco, 15 Febbraio 2018 ore 16:29

Perplessità sul bando per il nuovo vigile, Francesca Sau, consigliere di minoranza di Pandino, indaga. Dopo aver ricevuto delle informazioni poco chiare in merito a quello che è successo alle selezioni per il nuovo vigile di Pandino, ha deciso di fare chiarezza e nei giorni scorsi ha chiesto al segretario comunale, provando a ottenere la documentazione del bando.

Informazioni prese da Facebook, si indaga

“Ho letto su Facebook alcune informazioni in merito al bando per l’agente di Polizia locale – ha affermato – In molti hanno detto che si è svolto in maniera confusa, hanno dovuto annullare e rifare le prove perché, presumibilmente, ne era stata persa una. Dalla segnalazione che ho letto, una persona che avrebbe partecipato al concorso ha detto che quello che è diventato ora vigile, non solo è amico del comandante Andrea Assandri, presente in commissione, ma avrebbe fatto scena muta all’orale e consegnato la prova scritta in dieci minuti. Non voglio questionare nulla sulla persona che ora è entrata a far parte dei dipendenti comunali, ma vorrei saperne di più in merito allo svolgimento del bando, così ho inviato una e-mail al segretario comunale per avere delucidazioni. Sono in attesa di una risposta. Inoltre ho anche provato a visionare tutta la documentazione ma ho riscontrato dei problemi”.

Per la consultazione dei documenti, piazzata la sentinella

Sabato mattina, infatti, il consigliere è andato a Palazzo per scartabellare i fogli ma le è stato messo un impiegato di fianco per controllare il suo operato.
“Non ho bisogno né del bodyguard né di sostegno – ha concluso la Sau – Non capisco perché togliere un impiegato dal suo lavoro per stare ore di fianco a me a fissarmi. Indignata me ne sono andata e ho scritto un’altra e-mail al segretario per capire cosa stesse succedendo. Questo comportamento è inaccettabile. Alla fine il segretario mi ha detto che non poteva rispondere in merito alle mie domande e che dovevo per forza essere affiancata da un dipendente durante il controllo”.

Per questo Sau ha deciso di appellarsi al difensore regionale.

“Ritengo che il comportamento dell’Ufficio e la risposta del segretario comunale siano contrarie alle vigenti disposizioni di legge in materia di diritto dei consiglieri comunali – ha scritto nella mail rivolta al difensore – Il diritto di accesso riconosciuto al consigliere comunale e provinciale si configura come diritto speciale differenziandosi da quello dei privati, perché durante il proprio mandato hanno un ruolo di verifica e controllo del comportamento degli organi decisionali dell’Ente. Il diritto” di accesso dei consiglieri comunali e provinciali stabilisce che possano ottenere dagli uffici rispettivi di Comune e Provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato. Sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge. Confido pertanto per il sollecito e fattivo intervento del vostro ufficio presso l’Amministrazione comunale e sui funzionari, affinché il problema sia positivamente e rapidamente risolto”.

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