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Hospice Treviglio a rischio chiusura, la maggioranza mette all’angolo il presidente

Il giallo dell'infermiera allontanata e una bagarre tutta politica: Hospice Treviglio rischia di chiudere e il presidente finisce all'indice.

Hospice Treviglio a rischio chiusura, la maggioranza mette all’angolo il presidente
Politica 31 Ottobre 2017 ore 20:48

Hospice Treviglio a rischio chiusura, bagarre in aula contro il presidente che chiede soldi a Milano. Baruffi finisce all’angolo e Giussani attacca: “Infermiera allontanata dall’Rsa per comportamenti poco ortodossi”.

Fondi per Hospice Treviglio, massacrato il presidente

Avrebbe dovuto essere un’audizione sullo stato dei finanziamenti recentemente promessi dalla Regione alla fondazione Anni Sereni, che gestisce la struttura per le cure terminali. Invece è diventata una gazzarra politica, occasione per l’ennesimo regolamento di conti tra il presidente Augusto Baruffi, già candidato sindaco a Caravaggio con una lista filo-forzista, e la maggioranza di centrodestra trevigliese. E’ successo pochi minuti fa in Consiglio comunale a Treviglio.

Il dibattito

Il pretesto è la recente raccolta di firme organizzata dal presidente della Fondazione per chiedere alla Regione i fondi promessi a seguito dell’accreditamento della struttura trevigliese. Fondi che da un paio di anni tardano ad arrivare, mettendo in serie difficoltà il bilancio della fondazione. Baruffi, su tutte le furie, aveva pesantemente attaccato ne giorni scorsi la Lega al governo della Regione, minacciando addirittura di chiudere la struttura inaugurata appena due anni fa. Poi, a sorpresa, venerdì la Regione stessa ha fatto sapere che la cosa potrebbe risolversi già in primavera.

Un salto nel buio

Per la maggioranza di Treviglio, è però inutile che Baruffi s’infervori ora, quando avrebbe dovuto capire fin da subito che  una struttura tanto costosa non sarebbe andata lontano, senza le dovute garanzie da Milano. “Mission della Rsa è un’altra” ha spiegato il capogruppo di Io Treviglio Giancarlo Fumagalli. “Nel momento in cui avete deciso di portare avanti questa iniziativa, a quali garanzie vi siete appigliati?” ha chiesto a Baruffi. “Avete fatto un’operazione imprenditoriale senza sostenibilità del progetto. Lei ora chiede aiuto ma nessuno è mai venuto qua proporre l’iniziativa. Se fosse stato un privato avrebbe investito i suoi soldi? Voi fate prima i conti e poi le scelte o all’inverso perché tanto paga qualcun altro?”

Giussani: “Baruffi è responsabile”

Anche Franco Giussani (Lega) non le ha mandate a dire: “Barufi si presenta qua stracciandosi le vesti quando lui è il primo responsabile di questa situazione. Ha fatto l’investimento senza avere le coperture. Ha messo in piedi un progetto che non è riuscito a portare avanti. Un buon amministratore dovrebbe avere un piano B, invece è qua a chiedere aiuto. Un modo meschino per affrontare un bene pubblico”.

“Il piano B c’è, non sono un pollo”

Baruffi poco fa in aula ha risposto secco: “Non sono qua a chiedere soldi ma il vostro aiuto affinché l’hospice resti gratuito. Voi credete che sia un pollo e che non abbia fatto valutazioni? C’è anche il piano B, che è quello di trasformare tutto in struttura per cure intermedie. E a quel punto i soldi ci avanzerebbero addirittura”. Laura
Rossoni (Pd, che aveva chiesto l’audizione in aula di Baruffi) ha poi presentato un ordine del giorno per rafforzare la lettera inviata in Regione e firmata da 35 sindaci della Bassa, oltre che dal presidente provincia e dal deputato Pd Beppe Guerini. Ma la maggioranza ha votato contro. Giussani: “E’ pura strumentalizzazione. Questa è pura campagna elettorale, e non è il caso di farla su un argomento tanto delicato”.

“Tiriamo avanti altri sei mesi”

Il sindaco Juri Imeri ha infine pragmaticamente chiesto se la fondazione Anni Sereni sarà in grado di “tirare avanti” ugualmente, almeno finché Regione Lombardia non farà valutazioni sugli stanziamenti (tra gennaio e febbraio, secondo la promessa degli assessori regionali Alessandro SorteGiulio Gallera). Baruffi ha in parte rassicurato l’aula: “Siamo andati avanti finora, altri 6 mesi non sono un problema”.

Il giallo dell’infermiera allontanata

Durante il dibattito, il capogruppo della Lega Giussani ha anche insinuato l’esistenza di un “caso” di presunta malasanità all’interno dell’rsa cittadina. “Le risulta che una vostra infermiera sia stata spinta a dimettersi perché aveva un atteggiamento poco ortodosso con gli ospiti?” ha chiesto a Baruffi, che ha risposto dicendo di non essere stato informato di alcunché, a riguardo.

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