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Treviglio

Giudice di pace, l'ultima udienza a Treviglio sarà il 30 settembre

Rossoni (Pd): "Soldi per tutto, ma non per la giustizia", il sindaco: "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".

Giudice di pace, l'ultima udienza a Treviglio sarà il 30 settembre
Politica Treviglio città, 20 Settembre 2022 ore 10:46

Che avrebbe chiuso era già noto. Ora, però, c’è anche la data ufficiale: il 30 settembre sarà l’ultimo giorno di servizio del Giudice di Pace di Treviglio.

Giudice di pace

Nei giorni scorsi la presidente dell’ordine degli avvocati di Bergamo, Francesca Pierantoni, ha scritto ai colleghi per avvisare che dal 3 ottobre le udienze in calendario nella capitale della Bassa si terranno nella sede del Giudice di Pace di Bergamo "stante la delibera del Comune comunale di Treviglio del 28 giugno 2022 che non ritiene più sostenibile sul piano finanziario mantenere la struttura". In città si è quindi riaperta la polemica tra maggioranza e opposizione sulla chiusura degli uffici di via Bellini.

"Non ci sarà più giustizia"

"A Treviglio non ci sarà più giustizia - ha commentato Laura Rossoni del Pd, di professione avvocato - Tutta la Bassa bergamasca però ne sarà danneggiata. La colpa è sicuramente dello Stato che non garantisce i fondi ma non solo. E’ una scelta voluta e rivendicata dal sindaco Juri Imeri e dalla sua amministrazione che invece al tempo del sindaco Pezzoni aveva accettato di garantire il personale e i locali per il Giudice di pace. Un impegno che ora ha scelto di non voler più onorare. Treviglio trova i soldi per tutto ma non per garantire la giustizia di prossimità ai suoi cittadini. Una scelta, va ricordato, presa in solitaria senza neanche sentire gli altri comuni del territorio chiamandoli - ed erano disposti - a compartecipare ai costi".

Scelta eticamente e finanziariamente doverosa

Dl canto suo, il sindaco ha ribadito quanto detto a suo tempo in Aula per spiegare i motivi che hanno portato alla scelta di non voler più finanziare il servizio del Giudice di pace. "Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire - ha replicato - La decisione, a lungo ponderata, nasce dalle inefficienze dello Stato centrale, che non dovrebbe scaricare sui Comuni i costi della giustizia, materia di sua competenza per dettato costituzionale: o i Comuni si fanno carico del giudice di pace o vengono chiuse le sedi distaccate. E' un modo serio di affrontare i problemi? Treviglio ha già dato, tanto: circa un milione e duecentomila euro in 10 anni, tra spese del personale, manutenzione e mancati introiti per dalla locazione dell'immobile comunale. Soldi dei cittadini di Treviglio, ricordiamolo. A questo si aggiungono i ritardi dello Stato nella digitalizzazione di procedimenti e pratiche che potrebbero e dovrebbero essere svolte via email invece che in presenza, una modalità prevista dalla legge e attuata invece solo in parte dal Ministero della Giustizia. Il Comune di Treviglio sta crescendo e gestisce oggi servizi e opere che richiedono sempre più professionalità e risorse umane, e questo a fronte di pesanti vincoli statali sulle assunzioni. Per questo riporteremo all'interno della struttura comunale i quattro dipendenti in servizio al Giudice di pace, per destinarli a servizi comunali. La giustizia sarà garantita dallo Stato e i trevigliesi non continueranno a pagare per servizi di competenza altrui. A nostro avviso, una scelta eticamente e finanziariamente doverosa".

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