Pandino

Galiberti contro tutti, arriva la replica della presidente del Consiglio comunale

Alessia Clerici difende la sua gestione e chiede le scuse, mentre la neoeletta nel CdA della Fondazione Calleri-Gamondi respinge l'invito a dimettersi.

Galiberti contro tutti, arriva la replica della presidente del Consiglio comunale
Politica Cremasco, 22 Dicembre 2020 ore 17:55

A Pandino non cenna a sopirsi la polemica dopo le esternazioni del consigliere di minoranza Luigi Galimberti durante la seduta consiliare di sabato mattina. Anzi, dopo il suo comunicato stampa arrivano le repliche della presidente del Consiglio Alessia Clerici e della neoeletta nel CdA della Fondazione Calleri-Gamondi Roberta Bosa.

“Ci chieda scusa”

Clerici non ha digerito l’accusa di non essere super partes e all’altezza di gestitre il dibattito, e non le manda a dire al consigliere di minoranza.

“Le scuse al sindaco Piergiacomo Bonaventi dopo la mancanza di rispetto durante la seduta sono necessarie – ha detto – per stare in Aula non serve per forza la laurea, siamo tutti rappresentanti dei cittadini e lui è il sindaco di tutti. Lo stesso dicasi per il consigliere di maggioranza Alessandro Mariconti, cui si è rivolto usando una parolaccia. Si scusi anche con me perché, nel momento in cui gli ho ceduto la parola, non mi aspettavo un linguaggio maleducato e ho chiesto più di una volta di moderare i termini. Mi ha inoltre accusato di non essere super partes, ma non è così, sono intervenuta anche con la maggioranza. Peraltro non ha partecipato alla simulazione della votazione da remoto, l’unico, dimostrando poca voglia di collaborare. Il fatto che la sua stessa collega Erica Zaneboni abbia preso le distanze lo dovrebbe far riflettere, ha mancato di rispetto anche ai consiglieri del suo gruppo e dovrebbe scusarsi anche con loro. Infine voglio precisare che Mariconti era disconnesso finché non si è votato. Peraltro per legge lui e l’assessore Riccardo Bosa non erano obbligati a non assistere, ma lo hanno fatto lo stesso”.

“Non mi dimetto”

L’invito a dimettersi, rivolta alle neoelette nel CdA Roberta Bosa e Claudia Cappelletti è stato respinto da entrambe, ma Bosa picchia duro.

“Io sono diventata membro del CdA della Fondazione nel maggio 2017  – ha scritto in una nota – come rappresentante dei due gruppi di minoranza (nel caso qualcuno non ricordasse, nessun Bosa era in Consiglio comunale) e posso vantare qualche anno di esperienza in questo ruolo. Come l’attuale minoranza ben sa, con tutto il CdA ho collaborato in questi anni affinché la Fondazione fosse gestita al meglio e di concerto con le mie colleghe mi sono adoperata per superare le sfide e attuare i miglioramenti che la passata e la presente Amministrazione comunale conoscono bene. Detto questo, la disponibilità che ho scelto di dare tre anni fa circa, non si è affievolita né tantomeno è venuta meno, motivo per cui ho scelto di ricandidarmi: il termine anticipato del mio primo mandato non è dipeso da una mia volontà e il mio desiderio era ed è tutt’oggi quello di impegnarmi in prima persona per la gestione dell’Ente. In merito alle competenze necessarie per ricoprire il ruolo a me assegnato tengo a dire che oggi mi ritengo più che mai interessata al mondo delle fondazioni, in quanto la mia tesi magistrale si è incentrata sul filantropia e fondazioni italiane: questa approfondita ricerca mi ha permesso anche di pubblicare due articoli di settore relativi ad alcune delle interviste che ho redatto per il mio elaborato”.

Quindi ha concluso chiarendo che le dimissioni sono fuori discussione.

“Da ultimo voglio precisare che, come molti altri pandinesi, ho frequentato a mio tempo asilo nido e scuola dell’infanzia presso la Calleri, e ho molto a cuore la missione educativa che la Fondazione svolge da decenni sul nostro territorio, motivo per cui, tre anni fa come oggi, ho scelto di impegnarmi in prima persona. Ecco perché non darò le dimissioni e il mio impegno non verrà meno solo per pregiudizi pretestuosi, dettati da una mancata conoscenza della mia persona e del mio impegno, sollevati da soggetti che mai si sono interessati alla Calleri e mai si sono messi in gioco per la stessa”.

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