Dimissioni Seghezzi, a Fara continua la telenovela

una situazione degna di un enigma quantisico, spin off di una telenovela che si trascina a Fara Olivana ormai da mesi.

Dimissioni Seghezzi, a Fara continua la telenovela
Politica Romanese, 25 Marzo 2018 ore 21:49

Dimissioni Seghezzi, a Fara continua la telenovela tra maggioranza e opposizione: «Tecnicamente  non esisto: mi hanno impedito di dimettermi». Ha esordito così il capogruppo – o ex capogruppo, a seconda dei punti di vista – di minoranza Matteo Seghezzi, dopo il Consiglio comunale di martedì sera, che l’ha visto presente ma formalmente assente. Una situazione degna di un enigma quantistico, spin off di una telenovela che si trascina a Fara Olivana ormai da mesi.

"Mi dimetto", ma non risulta agli atti

«Tutto è successo nella seduta consigliare di un paio di mesi fa – ha spiegato – Durante quella seduta abbiamo dato le dimissioni io e le ultime due colleghe della mia lista rimaste in Consiglio. L’abbiamo fatto pubblicamente, durante il Consiglio comunale, ma ci è stato detto che non potevamo farlo e son state fatte sparire le nostre lettere di dimissioni. Le mie colleghe di lista allora sono tornate negli uffici comunali a ripresentare le lettere a protocollo, io, siccome non son qui a farmi prendere in giro, ho deciso di non dimettermi una seconda volta. Ho svolto due mandati in maggioranza e due in opposizione, dopo 18 anni di Consigli comunali penso di sapere come funzionano le cose».

Resta formalmente in Consiglio

Il consigliere, di fatto ex ma formalmente ancora membro del Consiglio, ha poi voluto precisare alcune cose riguardo le ragioni delle dimissioni in massa del suo gruppo: «A differenza di quanto creduto da molti, non ci siamo dimessi per lo scandalo del marito della sindaca – ha affermato – Noi già lo scorso maggio avevamo presentato una mozione chiedendo all’Amministrazione di portare la documentazione del Comune alla Corte dei Conti per vedere se fosse in regola. La sindaca si è rifiutata e da lì abbiamo capito che era inutile star lì, perché non c’è rispetto delle regole".