Decreto sicurezza il senatore Toni Iwobi a Brembate

Brembate. Con il senatore Toni Iwobi, anche Claudio D'Amico, assessore alla Sicurezza a Sesto San Giovanni e Sara Fumagalli di Umanitaria Padana Onlus.

Decreto sicurezza il senatore Toni Iwobi a Brembate
16 Febbraio 2019 ore 10:25

Decreto sicurezza, immigrazione, cristiani perseguitati. Sono solo alcuni dei temi trattati nel corso della serata organizzata dalla Lega venerdì 15 febbraio 2019.

Decreto sicurezza

Un folto pubblico ha partecipato venerdì 15 febbraio 2019, in sala consiliare, alla serata targata Lega sul Decreto sicurezza. Presenti per spiegare il dispositivo voluto dal Ministro degli Interni Matteo Salvini, il senatore Toni Iwobi, Claudio D’Amico, assessore alla Sicurezza a Sesto San Giovanni e consigliere di Salvini per i rapporti con i partiti esteri e Sara Fumagalli, direttrice di Umanitaria Padana Onlus, oltre ai padroni di casa e organizzatori dell’evento Christian Colleoni e Agnese Lomboni.

Il caso Sesto San Giovanni

La serata è stata aperta dall’intervento dell’assessore sestese Claudio D’Amico che ha illustrato in che modo, nella città in cui è amministratore è stato affrontato il problema della sicurezza e quella della occupazione abusiva delle case. “Abbiamo utilizzato strumenti già esistenti ma che la sinistra non aveva mai voluto applicare – ha osservato – Allargando il Daspo a quasi tutto il territorio comunale, per poter allontanare presenze che rendevano insicura la città e chiedendo agli stranieri la stessa documentazione per l’assegnazione delle case richiesta per i cittadini italiani, oltre a monitorare di continuo le situazioni. Abbiamo scoperto un vero e proprio racket che segnalava le abitazioni vuote da occupare. Tutto questo lo abbiamo fatto con le leggi già esistenti, ma con il Decreto sicurezza potremo fare molto di più”.

La persecuzione dei cristiani in Medio Oriente

Sara Fumagalli, invece, ha portato la testimonianza delle persecuzioni subite dai cristiani nelle terre conquistate dall’Isis. “I veri profughi si sono allontanati solo di pochi chilometri per poter rientrare nelle loro città una volta finiti i problemi – ha spiegato – Noi abbiamo dato loro una mano a ricostruire quando hanno potuto rientrare dopo il ritiro dell’Isis. Sono stata in molti luoghi in guerra del Medio Oriente e dell’Africa e in  molti ci hanno chiesto di fermare i trafficanti di uomini e la piaga dell’immigrazione clandestina ma di aiutarli ad avere il diritto di  non dover emigrare”.

Da quarant’anni in Italia

Per ultimo ha parlato il senatore Toni Iwobi che ha illustrato alcuni punti del Decreto sicurezza che non parla solo di immigrazione ma prevede anche l’assunzione di 800mila tra agenti di Polizia, carabinieri e Vigili del fuoco, grazie ai fondi tagliati all’assistenza dei migranti. “Da 35 euro a migrante si passa a una cifra tra 19 e 26 euro e in questo modo si è fermato il business dell’immigrazione – ha spiegato – Uno Stato che non è capace o non vuole difendere i propri confini non può dirsi tale. L’immigrazione, sana e controllata, va bene, non la clandestinità che in quasi tutti i Paesi del mondo è reato, ed è l’anticamera dell’ingiustizia sociale e dell’insicurezza”. Iwobi ha anche sottolineato che chi viene accolto debba rispettare le leggi e come il Decreto sicurezza preveda l’espulsione per chi commette reati particolarmente gravi. “Non si può permettere che chi viene accolto derubi, stupri, e commetta violenze – ha spiegato – In questo caso se ne deve andare. Con il Decreto sicurezza vogliamo ridare ordine e sicurezza all’Italia e lavoro, perchè senza lavoro non ci può essere integrazione”.

 

 

 

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