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Calvenzano

Costi lievitati e servizi a rischio, addizionale Irpef alzata allo 0,6%

L'aliquota, ferma al minimo di Legge dal 2009, resta tra le più basse del circondario.

Costi lievitati e servizi a rischio, addizionale Irpef alzata allo 0,6%
Politica Gera d'Adda, 21 Febbraio 2022 ore 09:56

Una "decisione sofferta" ma necessaria quella della Giunta di Calvenzano che ha aumentato l'addizionale Irpef dallo 0,3% allo 0,6%. Colpa dei costi lievitati, soprattutto quelli energetici, ma anche il rischio di dover tagliare i servizi per far quadrare il Bilancio. Il sindaco Fabio Ferla: "Una decisione che, nei prossimi anni, andava presa".

Calvenzano raddoppia l'addizionale Irpef

L’addizionale comunale Irpef, calcolata sui redditi, a Calvenzano passa dallo 0,3% allo 0,6%. Un aumento, scongiurato per diversi anni dall’Amministrazione comunale, oggi divenuto imprescindibile per far quadrare i conti del Bilancio pubblico, tra i rincari causati dai costi per l’energia (elettricità e metano), quelli indiretti legati ai servizi.

"Il rischio concreto era quello di dover apportare dei “tagli tecnici” alle voci di Bilancio, con il forte rischio di compromettere i servizi che il Comune eroga ai cittadini - ha spiegato il sindaco Fabio Ferla -. E stiamo parlando di servizi essenziali. Con la Giunta e i consiglieri abbiamo ragionato a lungo sul Bilancio, risparmiando nella parte corrente dov’era possibile. La scelta di ritoccare l’addizionale Irpef è stata sofferta. Sta di fatto che si tratta di una decisione che, nei prossimi anni, andava presa perché, al di la delle spese che sono cresciute che sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ci sono dei servizi che per il nostro Comune stanno crescendo e vanno garantiti. Un esempio è l’assistenza scolastica che ha cifre che aumentano ogni anno, sia per il numero di utenti che necessitano del sostegno, già a partire dalla scuola dell’Infanzia, sia per il numero di ore richieste della scuola".

Incertezza circa gli aiuti dal Governo

Gli oneri di urbanizzazione e i contributi regionali e statali che entrano nelle casse del Comune incidono a Bilancio nella parte di spesa per l’investimento.

"Un Comune li può utilizzare per realizzare opere pubbliche - ha chiarito il primo cittadino - ma non vanno ad incidere sulla parte corrente dove l’Ente deve far fronte a spese per le utenze, per le manutenzioni ordinarie, per la manutenzione del verde, per i servizi sociali erogati ai cittadini, per l’assistenza educativa, la mensa scolastica e gli stipendi dei dipendenti. Il rincaro delle materie prime ha generato anche un altro problema: un servizio che il Comune pagava X, oggi costa X più uno. Sta di fatto che per continuare a finanziare il livello necessario di servizi, l’unica via per il Comune era ritoccare l’aliquota dell’addizionale Irpef. Aliquota che, a Calvenzano, resta comunque tra le più basse del circondario in un range applicabile, per Legge, dallo 0,3% sino allo 0,8%. I Comuni che già oggi applicano l’aliquota più alta non hanno possibilità di azione, se non quella di tagliare i servizi, in attesa che il Governo intervenga, si spera, in aiuto dei conti pubblici. Si può dire che dal 2009 ad oggi (periodo nel quale l’addizionale è rimasta bloccata allo 0,3%, ndr) i nostri cittadini hanno potuto godere di una tassazione “di favore” rispetto a chi abita altrove. L’aumento di gettito il Comune lo avrà già quest’anno, ma il cittadino-contribuente se lo vedrà applicato nel 2023, quando si presenta la dichiarazione dei redditi per l’anno precedente e si pagano le tasse".

Bilancio, da alcuni anni difficoltà a farlo quadrare

Il sindaco Ferla non nasconde la difficoltà, avuta già negli anni precedenti a far quadrare i Bilanci.

"Gli ultimi cinque anni, con l’assessore Laura Stucchi, sono stati di grande fatica a far quadrare i conti - ha concluso Fabio Ferla -. Un anno ci siamo riusciti con i rimborsi per l’assistenza scolastica arrivati dalla Provincia, l’altro grazie alla vendita delle quote di “Anita”. Gli ultimi due anni, invece, causa Covid c’è stato il mancato utilizzo di strutture pubbliche che sono costose come l’auditorium, la palestra, anche la scuola con la didattica a distanza. Sono calati, quindi, i consumi e in più il Bilancio è stato “drogato”, anche per quanto riguarda la spesa sociale, dai fondi statali stanziati per l’emergenza sanitaria. Oggi che tutto è ripartito, questo aumento ci consente ai primi di marzo di portare in Consiglio un Bilancio sano, solido, vero e sostenibile senza la necessità di rinviarne l’approvazione".

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