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Coronavirus, in Lombardia il contagio aumenta ma crescono anche i dimessi

Mancano mascherine, respiratori e medici qualificati per la terapia intensiva.

Coronavirus, in Lombardia il contagio aumenta ma crescono anche i dimessi
Politica 14 Marzo 2020 ore 19:06

Nella conferenza stampa di Regione Lombardia ancora in corso sono emersi i nuovi numeri del contagio e la difficoltà a reperire mascherine e respiratori.

Coronavirus, in Lombardia il contagio non si ferma

“In Lombardia siamo a 11685 pazienti positivi al Covid-19, di cui 4.898 sono ricoverati in ospedale, +463 rispetto a ieri” A dirlo è stato l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera nella conferenza stampa che si è conclusa un’ora fa.

“Nelle terapie intensive ci sono 732 pazienti, +85 rispetto a ieri – ha spiegato – anche i decessi sono in aumento, 966,  + 76 . Crescono però anche i dimessi che sono arrivati a 1660”.

Mascherine: fornitura sbagliata e corsa all’accaparramento

La situazione è difficile e l’assessore Gallera ha fatto presente e che la Regione si è ritrovata una fornitura di oltre 250mila mascherine non idonee.

“Senza far polemica ma non sono utilizzabili dal personale saniatario perché poco stabili e sono state ritirate – ha detto  – le distribuiremo comunque ad altre categorie di persone per le quali possono andar bene”. Poi, spiegando lo sforzo peer aumentare il numero dei letti in terapia intensiva, ha concluso: “Ce la stiamo mettendo tutta per vincere questa battaglia. Stiamo valutando i vecchi ospedali: in 5 giorni siamo in grado di riattivare tra i 90 e i 130 posti in diverse strutture, ma servono personale qualificato e respiratori”. All’assessore al Bilancio Davide Caparini proprio il compito di relazionare sull’approvigionamento delle mascherine, divenute introvabili.

“Abbiamo lanciato a livello internazionale gare per 21 milioni 773 mascherine chirurgiche 2P e 3P e ne sono state consegnate finora 1.803.360, le restanti sono in arrivo entro un mese – ha spiegato – Vogliamo dotare tutti i cittadini di questi dispositivi di protezione individuale ma devono essere di tipo professionale: per farlo abbiamo fatto una circolare, grazie al ministro della Salute Roberto Speranza e al comitato tecnico-scientifico nazionale, che dà la possibilità alle nostre imprese di produrli secondo i requisiti tecnici e di qualità necessari. Attivato anche il Politecnico di Milano per verificare la qualità dei materiali. Grazie a tutti coloro che finora hanno donato mascherine: ne sono arrivate 76mila 380, tantissime dalla Cina. Abbiamo inviato a multinazionali e banche il nostro conto corrente su cui donare ma anche richieste per una serie di dispositivi anche elettromedicali per costruire un’unità di terapia intensiva, il fattore tempo è preminente. Si è aperta una gara di solidarietà per trovare questi strumenti ricercati da tutti i Paesi. C’è però anche chi cerca di approfittare della situazione, facendo sciacallaggio, chiediamo di smettere perché è indegno”.

In diretta è arrivata però una buona notizia: la donazione di 14mila mascherine.

Presidi anche per i lavoratori, ma quando?

L’assessore al Territorio e Protezione Civile Pietro Foroni sul tema ha fatto una precisazione: “Da ieri sera a poco fa stanno arrivando mail da imprese che chiedono informazioni come fare per ricevere le mascherine, alla luce di quanto affermato dal presidente Giuseppe Conte che si procureranno anche per i lavoratori, vorrei chiarire che quando arriveranno quelle per le aziende organizzeremo subito la distribuzione”.

Ospedale in zona Fiera di Milano: mancano respiratori e medici

“Nessuna polemica – ha esordito il governatore Attilio Fontana – ma per ora nessuno è stato in grado di fornirci né i respiratori né i medici. Noi comunque non abbandoniamo quest’ipotesi: abbiamo lanciato una sorta di call internazionale per cercarli ovunque si producano e sia possibile reperirli. Dobbiamo riuscire a realizzare questa struttura a breve. Il progetto è molto bello e io ci credo ancora ma è chiaro che ora si stanno muovendo anche altri Paesi che si sono accorti che i numeri aumentano e tutto è più complicato. Qualche risposta comunque c’è, siamo moderatamente ottimisti”.

“Oggi è morto un operatore del 118 di 47 anni”

“Qual è la situazione a Bergamo, dove oggi è arrivata la notizia che è morto un operatore del 118 di 47 anni, e nel Bresciano?” ha chiesto una giornalista presente alla conferenza.

“Sono le situazioni più critiche che abbiamo – ha replicato Gallera – su Brescia però abbiamo recuperato due strutture per 200 posti letto e nove in terapia intensiva, mentre al San Raffaele di Milano stiamo realizzando una tensostruttura con 14 posti letto sempre in terapia intensiva che sarà pronta tra una decina di giorni. Non ero a conoscenza del decesso dell’operatore”.

Aggiornamento

Il presidente Fontana, ha chiesto al dottor Guido Bertolaso di affiancarlo come consulente personale per la realizzazione del progetto riguardante la costruzione dell’ospedale in zona Fiera di Milano, lui ha accettato. Riceverà un compenso simbolico pari a un euro.

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