Contributi ai disabili, la Regione cambia idea: ripristinato minimo di 600 euro

Giosce l'opposizione: "Sconfessata la linea dell'assessore Bolognini. I disabili e le loro famiglie meritano rispetto".

Contributi ai disabili, la Regione cambia idea: ripristinato minimo di 600 euro
15 Gennaio 2020 ore 11:52

Disabilità gravi e gravissime, approvato dopo la discussione il ritorno a 600 euro di contributo minimo, “tagliato” a dicembre. Il leghista Giovanni Malanchini: “Ora ci aspettiamo aiuto dallo Stato”.

Disabilità gravissime, polemica in Regione

Più risorse dallo Stato e meno da Roma, con quel “taglio” dei contributi minimi mensili da 600 a 400 euro. Si era subito accesa la polemica in Consiglio Regionale la scorsa settimana, dopo la pubblicazione della delibera della giunta Regionale con cui si prendeva atto dei trasferimenti statali al Fondo per l’Autosufficenza. A guidarla il Pd che aveva subito presentato una mozione e le altre forze d’opposizione che ieri, martedì 14 gennaio, hanno ottenuto i voti per una “marcia indietro” che ripristina i 600 euro.

Centrosinistra: “Sconfessata la linea dell’assessore Bolognini”

“L’approvazione della nostra mozione in Consiglio regionale è importantissima per tante famiglie che si trovavano a dover fare i conti con il pesantissimo taglio della Giunta leghista. L’assemblea ha fatto la sua parte e ha sconfessato la linea dell’assessore Bolognini, ma soprattutto ha ribadito che le persone disabili e le loro famiglie meritano rispetto. Ora vigileremo che la giunta regionale dia loro le risposte che si attendono”.

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella dopo l’approvazione a voto segreto (36 sì e 32 no) della mozione del Pd che chiede di rivedere la delibera regionale n. 2720, approvata l’antivigilia di Natale, con cui la Regione modificava in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi. Ora, con l’approvazione della mozione del Pd, la Giunta dovrà ripristinare almeno le condizioni precedenti.

La delibera contestata, approvata il 23 di dicembre, prendeva atto dell’aumento delle risorse stanziate dal Governo per le politiche regionali in favore dei disabili (da 71 a 91 milioni per il 2020), ma al contrario di quanto ci si aspetterebbe modificava in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi (misura B1) a partire dal mese di febbraio 2020: veniva per la prima volta introdotta una soglia di reddito Isee di 50mila euro per la percezione del contributo (65mila in caso il beneficiario sia minorenne) e veniva abbassato il contributo minimo mensile da 600 a 400 euro. La quota aggiuntiva di 500 euro in caso di assunzione di un caregiver era invece vincolata ad un orario settimanale di servizio non inferiore alle 40 ore, con la conseguenza che chi ne aveva bisogno per un tempo più limitato non avrebbe avuto diritto a questa parte di  contributo. Si consideri che il contributo complessivo era di 1100 euro a prescindere dalle ore di assistenza contrattate.

Centrodestra: “Ora maggiori risorse dallo Stato”

Mentre l’opposizione bussava sui banchi della maggioranza, ora questa lo fa a quelli del Governo: “Il nostro impegno è quindi di aumentare progressivamente i fondi per la non autosufficienza, in coerenza con la Risoluzione approvata l’anno scorso. Allo stesso tempo, tuttavia, chiediamo al Governo nazionale di aumentare gli stanziamenti previsti per la disabilità. Regione Lombardia continua a fare la sua parte, aiutando i propri cittadini con tutte le risorse disponibili ma anche lo Stato deve fare la sua parte”.

Commenta così il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza di Regione Lombardia Giovanni Malanchini la seconda mozione presentata anche dalle forze di maggioranza: “Il nostro impegno a sostegno delle persone disabili e delle loro famiglie non è mai venuto meno come dimostra la risoluzione che introduce il Fondo unico per le disabilità e prevede una serie di interventi per sostenere le famiglie, in particolare i nuclei familiari con persone autistiche”.

Il numero di persone con disabilità gravissime è aumentato in maniera esponenziale, passando dai 2.539 del 2014 ai 7.130 del 2019. Per il 2020 si stima saranno 9.200 circa. Da qui l’esigenza di creare un sistema per erogare ad ogni famiglia i fondi adeguati attraverso un sistema di rendicontazione. Il cambio delle regole ha generato uno stato di confusione e preoccupazione.

“A fronte di previsioni di ulteriore incremento dei beneficiari delle misure per i disabili gravi e gravissimi – sottolinea – si ritiene opportuno individuare ulteriori modalità di accompagnamento sostenibili, attuando nuove modalità di erogazione di risorse e servizi, proprio come abbiamo previsto nella Risoluzione 16 (Determinazioni in ordine al fondo unico per la disabilità e alla presa in carico integrata)e nella Risoluzione 26 (Determinazioni in ordine all’autismo)”.

No a un tavolo di confronto, Baffi (Italia Viva): “Non finisce qui”

Tutti contenti e discussione chiusa? No. Perché sempre nella discussione di oggi la Giunta, attraverso l’assessore alla Disabilità Stefano Bolognini ha chiuso all’apertura di un tavolo di confronto. “La discussione non finisce qui – avverte la consigliera regionale di Italia Viva Patrizia Baffi –  Ritengo incomprensibile la posizione di chiusura tenuta oggi dalla maggioranza di fronte alle necessità avanzate in queste settimane da tutte le associazioni che rappresentano il mondo della disabilità a livello regionale“. In quella delibera vi sarebbero, secondo Baffi, “Disposizioni penalizzanti per i disabili e per le loro famiglie“, come l’applicazione delle soglie ISEE per l’accesso ai contributi.

“Non siamo contrari alla rendicontazione dell’utilizzo delle risorse – spiega il consigliere –  ma se prendiamo ad esempio in esame i criteri previsti per il buono mensile erogato in base alla permanenza a domicilio della persona con disabilità gravissima, la previsione di 40 ore settimanali per gli assistenti non conviventi a fronte di un contributo di 500 euro è la dimostrazione evidente di una misura inadeguata, un intervento che non andrebbe a coprire neanche la metà dei costi di una formale assunzione, con il rischio di incentivare l’assunzione dei familiari conviventi e di andare nella direzione contraria a quella che si dovrebbe privilegiare, che è quella dell’autonomia e dell’alleggerimento dei carichi familiari con aiuti esterni. I Fondi nazionali sono aumentati di 21 milioni di euro, non è quindi un problema di risorse ma di regole restrittive, che così come definite dalla maggioranza escludono dalla platea molte persone e famiglie in difficoltà”.

M5S: “Maggioranza spaccata. Passa revisione regole grazie a richiesta voto segreto del M5S”

“La maggioranza è spaccata, grazie al voto segreto che ho chiesto passa la richiesta di cambiare le regole e garantire fondi per il sostegno alla disabilità. Il dato politico è che il Consiglio regionale ha votato contro una delibera della giunta che penalizzava le persone disabili gravi e gravissime.  La Maggioranza evidentemente perde pezzi sui temi sociali, quelli che toccano le persone fragili.  Hanno presentato all’ultimo momento una mozione per rimediare all’errore della delibera di giunta natalizia.

Il Consiglio regionale a questo punto dimostra di non essere in accordo con le decisioni politiche della Giunta. Fontana ne prenda atto e agisca di conseguenza: la Lombardia è ferma e la politica è divisa. Questo Governo non ha a cuore i problemi dei più deboli”.

Così Andrea Fiasconaro, consigliere regionale del M5S Lombardia, sulle mozioni discusse ieri dal Consiglio della Regione Lombardia.

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