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Caso residenze, l'ex leghista Ambrosini contro l'Amministrazione

Nuove polemiche sulla scelta dell'Amministrazione comunale della Città guidata dal sindaco Gianfranco Gafforelli.

Caso residenze, l'ex leghista Ambrosini contro l'Amministrazione
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Caso residenze a Romano di Lombardia: l'ex leghista Ambrosini attacca la Salvini premier  e si riaccende la polemica sulla decisione della Giunta guidata da Gianfranco Gafforelli.

Polemiche nel centrodestra

All’interno del centrodestra di Romano tengono ancora banco le polemiche relative al rilascio delle residenze ai richiedenti asilo dell’ex hotel La Rocca e alle conseguenti dimissioni dell’ex capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale Danio Moro. Roberto Ambrosini, ex militante e colonna storica della Lega Nord di Romano, da cui nel 2022 è fuoriuscito, ora è referente del Partito Popolare del Nord - Autonomia e Libertà, fondato dall’ex Ministro della Giustizia Roberto Castelli.

"A nove mesi dal suo insediamento l’Amministrazione di Romano , dopo aver praticamente solo portato avanti senza alcuna impronta quanto ereditato da quella precedente, è uscita dalla sua inerzia. - ha detto Ambrosini - Come? Con la clamorosa e sconcertante decisione di concedere la residenza ai richiedenti asilo alloggiati all’ex Hotel la Rocca. Se i cittadini Romanesi si sono in parte rassegnati nel recente passato ad un’offerta politica del centrodestra caratterizzata da trasformismo ed opportunismo, non possono non essere negativamente stupiti e colpiti da questa scelta. Scelta che contrasta con posizioni portate avanti per anni, scelta che soprattutto fa a pugni con la coerenza".

La vicenda dei profughi in Città

"È una storia che inizia dieci anni fa, quando nel luglio del 2015, la nostra città subì senza alcun avviso la decisione prefettizia di trasferire nella palestra di una scuola cittadina di proprietà della Provincia una trentina di immigrati arrivati in Italia dall’Africa e dall’Asia durante l’ennesima “crisi migratoria”, tra l’altro mentre la scuola era ancora frequentata dagli studenti impegnati negli esami di maturità. - ha detto Ambrosini - Dopo alcune settimane gli immigrati in seguito al contratto siglato con i proprietari dell’immobile furono trasferiti nell’ex Hotel la Rocca.Qui negli anni si sono succedute cooperative impegnate nella proficua gestione, e ciclicamente sono transitati un numero sconosciuto di immigrati, gli ultimi 160 arrivati 2 anni fa. Il caso salì alla ribalta nazionale con tutti i partiti che compongono l’attuale maggioranza coinvolti in vibranti proteste e nella stigmatizzazione di quanto stesse accadendo. Furono organizzati presidi, arrivarono le televisioni nazionali e per due volte nel giro di pochi giorni giunse in città Matteo Salvini, col suo corredo di ruspe e di slogan. Dividendosi tra Romano e Filago, altro comune della provincia interessato dalla stessa situazione arrivò a dichiarare: “…Siamo pronti a sfidare la legge, ad andare in galera. Noi ci siamo , difendiamo la nostra gente, i nostri territori…".

Roberto Ambrosini

Rilascio delle residenze : un pericoloso precedente

"Parole, parole, parole… Di quel decantato coraggio a distanza di 10 anni cosa è rimasto? - si chiede Ambrosini - L’Amministrazione quasi in sordina ha deciso di concedere la residenza a più di 100 immigrati cercando, quasi a minimizzare la cosa, di derubricare la scelta ad un semplice adempimento legislativo tentando di celare il peso e la portata di questo provvedimento. Scelta che innanzitutto crea un irreversibile precedente, d’ora in avanti tutti gli immigrati che passeranno dall’Ex Hotel la Rocca o da eventuali nuovi luoghi destinati all’accoglienza potranno, a prescindere dall‘ottenimento dello stato di rifugiato o meno, diventare nuovi cittadini romanesi. Con tutto ciò che ne consegue, andando innanzitutto a gravare sul welfare comunale. Ottenere la residenza in barba a tutte le norme che regolano le idoneità alloggiative, con buona pace di tutti i cittadini, italiani e non, che queste norme invece devono rispettare. Il rilascio dell’’idoneità alloggiativa andava invece tutelato, proprio come ultimo strumento che permette al comune, nel rispetto della legge, di decidere se concedere o meno la residenza".

Il tentativo di minimizzare la scelta

"Non può funzionare il tentativo di minimizzare il provvedimento, riducendolo ad una mera questione tecnica, per la quale non serviva nessuna scelta ne confronto, salvo poi venire automaticamente smentiti dalle parole del sindaco che, ai primi timidi tentativi di distinguo, puntualizza invece come la decisione di rilasciare le residenze sia stata condivisa in Giunta senza che nessuno abbia posto alcuna obiezione. - ha detto Ambrosini - Non può avere quindi alcuna credibilità il tentativo della Salvini Premier di confondere i suoi elettori, attraverso la dura presa di posizione del Segretario Provinciale che intervenendo sul caso con un comunicato ribadisce in modo perentorio come “la Lega dica No al rilascio delle residenze ai richiedenti asilo!”Peccato che in Giunta a Romano, Vicesindaco e Presidente del Consiglio Comunale o dormivano oppure erano semplicemente e silenziosamente complici. Fa specie inoltre osservare come la maggioranza si sia dissociata in modo quasi veemente alle dimissioni dell’ormai ex consigliere Moro, a cui vanno la nostra solidarietà e stima, colpevole evidentemente di un valore sempre più raro. La coerenza".

Premi economici o lavori socialmente utili?

"Ciò che fa più arrabbiare di questa vicenda è infine come si cerchi di giustificare il provvedimento come necessario affinché i richiedenti asilo possano in questo modo accedere al mondo del lavoro, cosa non vera, visto che per lavorare è sufficiente il permesso di soggiorno già in loro possesso. - conclude Ambrosini - Ancor di più una presa in giro sembra l’annunciare quasi trionfalmente che una decina di questi (su 150) saranno impiegati in un progetto di piccole manutenzioni e interventi di pulizia urbana senza costi aggiuntivi per il comune, cosa tra l’altro non vera, visto che proprio il comune dovrà pagare assicurazione e attrezzature e visto che l’Assessore ai Servizi Sociali ha già dichiarato di voler istituire un premio economico. Una sorta di placebo o zuccherino offerto ai cittadini romanesi, come se mettere queste persone di tanto in tanto a raccogliere 2 cartacce risolva il problema o offra loro concrete prospettive".

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