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Arriva il Canone unico patrimoniale ma la minoranza contraria

Per "Progetto per Spino" c'è il rischio che aumenti la pressione fiscale

Arriva il Canone unico patrimoniale ma la minoranza contraria
Politica Cremasco, 15 Maggio 2021 ore 09:10

Arriva il Canone unico patrimoniale e la minoranza parla di aumento della pressione fiscale.

Il Canone unico patrimoniale

Arriva una nuova tassa, il canone unico patrimoniale, che ne accorpa sei, e la minoranza attacca: "L’Amministrazione spara alle gambe ai commercianti". Lo ha detto a chiare lettere il gruppo capeggiato da Paolo Riccaboni in un comunicato stampa al vetriolo.

"Il sindaco Luigi Poli e il vice Enzo Galbiati in Consiglio comunale hanno approvato una nuova tassa che graverà su negozianti e partite Iva, senza darne, come al solito, alcuna comunicazione - si legge - Si chiama Canone unico patrimoniale e sostituisce la tassa di occupazione di spazi e aree pubbliche (Tosap), il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (Cosap), l’imposta comunale sulla pubblicità (Icp) e il diritto sulle pubbliche affissioni (Dpa), il canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (Cimp) e il canone per l’occupazione delle strade. Non solo: prevedono un livello di pressione impositiva uguale a quello raggiunto con il prelievo precedente".

"Scandalo al limite della ruberia"

"Ma qui c’è il trucco: pari a quello degli anni 2017-2019, saltando volontariamente l’anno 2020! Perché nell’anno della pandemia il gettito si è ridotto notevolmente, come ovvio, e in larga parte è stato coperto dallo Stato. Risultato: l’Amministrazione sanguisuga Poli-Galbiati chiede di pagare ai pochi negozianti sopravvissuti ai fallimenti, con fatturati più che dimezzati, cifre spropositate! Insomma, si fa fatica a stare in piedi, e l’Amministrazione spara alle gambe. È evidente che le partite Iva non sono gli elettori della 'banda del forno', ma distruggerli ancora, dopo aver sottratto i fondi a loro destinati per delle altalene, dopo non aver fatto una sola manifestazione nei quattro anni pre-Covid, dopo non aver dato il minimo aiuto al commercio locale, è uno scandalo al limite della ruberia".

La replica del vicesindaco

Parole pesanti come macigni, ma il vicesindaco Enzo Galbiati ha allontanato le critiche spiegando che la nuova tassa non è stata decisa dall’Amministrazione.

"Noi abbiamo solo applicato la nuova normativa, non si tratta di una scelta amministrativa - ha spiegato - Nell’ultimo Consiglio abbiamo approvato il Bilancio, non potevamo non portarla in discussione. Questa tassa si limita ad accorpare imposte esistenti che non abbiamo aumentato».

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